VARESE, NUOVA SEDE EOS: VENT’ANNI DI IMPEGNO DALLA PARTE DELLE DONNE

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VARESE, NUOVA SEDE EOS: VENT'ANNI DI IMPEGNO DALLA PARTE DELLE DONNE
VARESE, NUOVA SEDE EOS: VENT'ANNI DI IMPEGNO DALLA PARTE DELLE DONNE

VENT’ANNI DI IMPEGNO DALLA PARTE DELLE DONNE

http://www.eosvarese.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/09/corso-formazione-Eos-Varese.pdf

http://www.eosvarese.org/wordpress/wp-content/uploads/2016/09/corso-formazione-Eos-Varese.pdf

Eos inaugura la nuova sede

riceviamo e pubblichiamo

Il giorno 14 Aprile 2018, alle ore 11,00, EOS inaugura la nuova sede dell’associazione  in via Robbioni,14 a Varese.

EOS, Centro di ascolto e accompagnamento per donne maltrattate, nasce nel 1998 a Varese dalla volontà di un gruppo di donne impegnate culturalmente e politicamente per contrastare la violenza di genere.

 

Centrale nel loro agire :

  • Combattere stereotipi e discriminazioni
  • Accompagnare le donne nel percorso di presa di coscienza
  • Costruire progetti di sostegno condivisi
  • Dare forza alla libertà delle donne

Eos è un luogo d’incontro dove,nel rispetto delle segretezza e della riservatezza del loro vissuto, le donne sono  accolte e sostenute nel trovare la propria via d’uscita dalla violenza. Un luogo dove si considera ogni donna esperta della propria vita e capace di prendere decisioni;un luogo dove è incoraggiata a riappropriarsi delle  proprie risorse troppo spesso avvilite sotto la continua pressione psicologica  del maltrattatore.

 

Per dare risposte positive ed efficaci alle reali problematiche vissute dalle donne, si è subito resa necessaria la costruzione di Reti nel territorio con il supporto degli Assessori e delle  assistenti sociali dei diversi Comuni, dei Consultori, delle Forze dell’Ordine, del Pronto Soccorso . Importante la collaborazione con la rete regionale  e nazionale dei centri anti violenza D.i.RE e la partecipazione al Protocollo della Rete inter istituzionale di Varese.

 

Nel corso dei vent’anni, le operatrici, le volontarie,  le legali, le psicologhe, le mediatrici culturali hanno ascoltato, seguito e sostenuto circa 3000 donne, di diversa estrazione sociale, etnia, età,religione.

I dati statistici raccolti in questi anni ci dicono che la violenza è,nella maggior parte dei casi perpetrata da mariti ,conviventi,fidanzati o ex. Il violento non è anonimo :ha un nome e un cognome.

Gli stessi dati  ci fanno capire come il lavoro svolto dai centri anti violenza ha reso visibile la dimensione del problema, la sua trasversalità e “normalità”; ha posto la questione delle responsabilità sociali e della tutela dei diritti delle donne,del corpo  delle donne.

Nel corso degli anni le denunce sono aumentate. Potrebbero essere di più  :

  • se le donne potessero contare su percorsi protetti
  • se i tempi della giustizia fossero più veloci
  • se gli ordini di protezione e di allontanamento fossero applicati
  • se la donna potesse contare su un’indipendenza economica

Fin dalla sua fondazione,l’associazione ha attuato interventi di formazioni tra le giovani generazioni,le operatrici e gli operatori del servizio socio sanitario,tra gli allenatori  sportivi e le Forze dell’Ordine, finalizzati a modificare la percezione culturale nei confronti del genere femminile.

         Nell’agenda dei nostri politici ed amministratori prioritario deve essere l’impegno a          combattere la violenza sulle donne a partire dall’ applicazione delle leggi vigenti.

Troppi fatti di cronaca ci dicono che spesso non sono state prese serie misure coercitive nei confronti dei maltrattanti, che si sentono legittimati a  perpetuare  le  loro prevaricazioni e  violenze.

Disporre di una nuova sede, senz’altro più idonea allo svolgimento del nostro lavoro, ci permetterà di continuare con sempre più determinazione e slancio, pur consapevoli del “tanto” che ancora resta da fare.

 

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