Ndrangheta, catturato a Condofuri (RC) Il boss latitante Giuseppe Pelle

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Ndrangheta,  operazione di rilievo in Calabria, con l’arresto di un boss locale, facente parte di una famiglia importante.

Pelle appartiene alla potente famiglia dei “Gambazza” di San Luca, un tempo guidata dal padre Antonio Pelle, elemento di vertice della ‘ndrangheta fino alla sua morte, avvenuta nel 2009. Pelle è legato anche alla potente famiglia Barbaro di Platì guidata dal boss ora all’ergastolo Francesco Barbaro, detto u castanu, per averne sposato la figlia Marianna.
Il latitante Pelle, arrestato all’alba dalla squadra mobile di Reggio Calabria e dallo Sco, era ricercato per associazione mafiosa ed estorsione e accusato di avere tentato di accaparrarsi i proventi derivanti dall‘esecuzione di lavori pubblici in alcuni comuni della Locride tra i quali Siderno, Palizzi, Condofuri e Natile di Careri. Si ricordano alcuni dettagli del padre:

“La corte d’appello per l’omicidio di Sebastiano Pizzata gli diede 11 anni, 11 mesi e 11 giorni da scontare in carcere. Fu per due anni nel carcere dell’isola di Pianosa in Toscana per poi essere tradotto in un carcere pugliese. Da lì nel febbraio del 1971 si diede latitante finché non fu arrestato una notte lungo la fiumara di Benestare nel novembre del 1977 da 3 carabinieri di pattuglia. In quel periodo avrà altri 3 figli.

Nel 1981 otterrà la grazia dal Presidente della Repubblica Sandro Pertini e la libertà vigilata”.

Nei confronti di Giuseppe Pelle è stata emessa un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nell’ambito dell’inchiesta denominata “Mandamento Ionico”, di cui seguono i nomi:

L’operazione “Mandamento ionico” del 4 luglio 2017

L’operazione “Mandamento ionico” del 4 luglio 2017

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