Pamela Mastropietro, rituali e mutilazioni nigeriane?

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Pamela Mastropietro. Cresce la tensione umana e politica attorno al caso di Pamela Mastropietro, una giovane uccisa in modo macabro a giudicare dalle notizie che trapelano.

I due file audio si riferiscono al caso “Traini”, l’uomo che ha sparato sulle persone dopo il delitto di Pamela Mastropietro

 I primi comunicati erano di questo tenore:

“I primi esiti degli espletati accertamenti medico-legali non hanno consentito di raggiungere risultati altamente significativi sul piano probatorio, tanto perchè mancano tracce di sangue e di urina sui resti del cadavere che, a dire dei medici legali, è stato sezionato in modo apparentemente scientifico”.Ulteriori accertamenti di laboratorio saranno effettuati la settimana prossima” dichiarazioni dell’8 febbraio.

Il PROCURATORE DELLA REPUBBLICA DOTT. GIOVANNI GIORGIO dichiarava il 9 febbraio: 

“Sono in corso e si protrarranno per l’intera giornata audizioni a chiarimenti di più soggetti di nazionalità nigeriana. Non sono stati effettuati fermi.”

 Nel video-audio gli spari del raid razzista, dopo l’uccisione di Pamela. Sembra che la ragazza avesse bisogno di soldi per la droga, e avesse concordato 50 euro, così ricostruisce la storia il Corriere. Il resto è da verificare.

L’indiziato Innocent Oseghale: “Al momento non risulta coinvolto nel delitto – dice il procuratore Giovanni Giorgio – e ha reso dichiarazioni significative a conforto della tesi accusatoria”, ma ci sono altri indagati, visto che le modalità del delitto fanno pensare a un gruppo ben organizzato e con le idee chiare su come sezionare il cadavere.
Aspetti che inducono a pensare a un rituale tribale nigeriano, in cui parti di corpo vengono utilizzate per riti impronunciabili e quindi la politica insorge: “Pamela uccisa e fatta a pezzi da quattro nigeriani

 

che non dovevano sbarcare in Italia, che non dovevano essere accolti, che non dovevano essere mantenuti come richiedenti asilo, che dovevano essere arrestati e rispediti a casa loro perché criminali e spacciatori. Pamela uccisa e fatta a pezzi per colpa di chi ha permesso e voluto tutto questo” (Giorgia Meloni).
Una vicenda complessa, intricata e delicata tanto da indurre il capo della Polizia a inviare il dirigente superiore Antonio Pignataro, fino ad oggi direttore del II servizio della Direzione centrale per i servizi Antidroga, una persona di alto profilo investigativo.

Giuseppe Criseo

Varese Press

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