RETE SOCIALE ITALIANA, PROSEGUE LA CACCIA ALLO SBIRRO

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RETE SOCIALE ITALIANA, PROSEGUE LA CACCIA ALLO SBIRRO

RETE SOCIALE ITALIANA, PROSEGUE LA CACCIA ALLO SBIRRO ,

comunicato stampa di http://www.retesocialeitaliana.it/

logo-rete-sociale-italiana

Sempre più deliranti questi pseudopoliticanti comunisti vecchio stampo che utilizzano la rete con vecchi slogan ma che addirittura cercano di mettere alla berlina i nostri rappresentanti delle Forze dell’Ordine.

Fanno circolare le foto dei poliziotti per “punirli” perchè fanno il loro dovere, cioè tutelare la nostra Patria.

Internet è un mezzo difficile da controllare, per fortuna da un lato perchè garantisce la libertà ma dall’altro concede i privilegi di diffondere illegalità, terrorismo  e droga come? Seguite quanto riportato sotto, esempi di quanto diciamo:

http://cacciaallosbirro.tt3j2x4k5ycaa5zt.onion/ – per ora si accede solo usando TOR (vedi nota finale)caccia allo sbirro

http://cacciaallosbirro.byethost7.com/  (ora si apre un sito di moneta virtuale)

La polizia politica basa la sua forza anche sul fatto che i suoi agenti, infiltrati, spie e collaboratori non sono conosciuti alle masse popolari. Farli conoscere è un modo pratico per rendere il loro sporco lavoro se non impossibile, almeno difficile. Facciamo circolare le loro foto e i loro dati!
Denunciamo le azioni di controllo, intimidazione e l’infiltrazione degli sbirri e dei loro collaboratori nei partiti e nelle iniziative dei comunisti, degli antifascisti, degli antimperialisti e negli organismi delle masse popolari.
Cacciamo gli infiltrati, gli spioni e i collaboratori della polizia politica e delle agenzie private.
Impediamo che questi personaggi servi degli sfruttatori, degli assassini, dei massacratori delle masse popolari in Iraq, in Afghanistan, in Libano, in Palestina, torturatori di Guantanamo e di Abu Ghraib, picchiatori degli operai, facciano il loro sporco mestiere.
Rendiamo il loro mestiere sempre più difficile e sempre meno allettante per coloro che ancora non sono stati assoldati dalla borghesia imperialista.

http://scintillarossa.forumcommunity.net/?t=25903531

http://www.nuovopci.it/voce/voce53/quarta.html

Riceviamo per posta elettronica richieste, proposte, segnalazioni, suggerimenti e critiche. Per sfuggire al controllo illegale ma largamente praticato dalla polizia sulla posta, inviate i vostri messaggi e documenti utilizzando TOR e PGP.

ATTENZIONE! – Sul sito sono disponibili le istruzioni per TOR e PGP.

Contengono delle indicazioni importanti per il loro utilizzo, le trovate al seguente indirizzo Internet:

www.nuovopci.it/corrisp/risp03.html

“Se lo conosci, compila il formulario qui sopra”

e un poliziotto dice:

«E questa purtroppo non è una novità. E’ solo l’ennesima riprova che in Italia sono più protetti i criminali pentiti che chi serve lo Stato. Loro sono scortati e testimoniano dietro i paraventi, noi ci ritroviamo le nostre facce in Internet». Chi parla è un poliziotto in servizio a Bologna. I volti di dirigenti, funzionari e agenti della Digos e del Reparto mobile sono finiti in un sito denominato ‘Caccia allo sbirro’ che invita a indicare nomi, cognomi, ruoli e indirizzi di quelli che vengono definiti ‘servi della borghesia’.
C’è anche lei tra gli ‘schedati’?
«Questo preferisco non dirlo e non è importante. Se ci sono io o un mio collega è la stessa cosa. Con i mezzi di oggi, telefonini, videocamere e Internet, per chiunque di noi non ci vuole niente a perdere in un attimo e per sempre la tranquillità. E non tanto per noi stessi, ma per le nostre famiglie. Abbiamo mogli e figli che vivono in città».
E’ paura questa?
«Questa è preoccupazione. Quando giro per la strada per i fatti miei so che mi devo guardare attorno, devo stare attento alle spalle, cercare di evitare zone in cui potrei incontrare persone che mi riconoscono. Il rischio è quello di essere rullato di botte. Questa è una conseguenza normale del mio lavoro, ma questa volta è peggio».
Perché peggio?
«Questo non è il tipo di rischio che si mette in conto quando si entra in polizia. Ci sta che io mi possa scontrare con un cretino in piazza, ma non è giusto che vengano messe a repentaglio anche le nostre famiglie».
E’ così facile identificarvi?
«Con i mezzi di oggi lo è. I nostri nomi sono sui verbali che prima o poi finiscono nelle mani di coloro che abbiamo denunciato magari durante una manifestazione pubblica. Per chi conosce la nostra faccia ci vuole poco a prendere un numero di targa di un’auto e, con una visura che costa pochi euro, scoprire il nostro indirizzo di casa».
Da quanto tempo sa dell’esistenza del sito ‘Caccia allo sbirro’.
«Lo sapevo da un po’, ma era difficile per gli utenti rintracciarlo. Poi un messaggio del (nuovo) Pci fatto circolare in una serie di mailing list lo ha reso accessibile a molte più persone ed è diventato noto anche tra gli antagonisti».
E’ cambiato il clima?
«Il clima è pessimo. Tanto per dirne una, lo testimoniano i manifesti affissi in tutta Bologna contro di noi, sono intitolati ‘perché odiamo la polizia’».
I difensori si sentono indifesi.
«Noi ci mettiamo già la faccia, vorremmo almeno evitare i nomi e questo è possibile: basterebbe sostituire nei verbali le nostre generalità con il numero di matricola. Questo renderebbe più difficile la nostra identificazione da pare di chi ha brutte intenzioni».
La proposta che circola tra i poliziotti, soprattutto nell’ambiente delle Digos, è stata rilanciata ieri da alcuni utenti sul forum del sindacato Sap, dove si è scatenata una discussione infuocata. «Presto, ve lo annuncio, creerò un blog e non me ne frega un c… se rischio qualcosa dal punto di vista personale o addirittura qualche denuncia — scrive Natascia —. Il mio blog si chiamerà ‘caccia all’anarchico insurrezionalista delinquente devastatore di città’».

Come riescono a veicolare comunicati e foto?

“Al servizio delle masse popolari e dei loro diritti democratici, per la difesa della Costituzione.

Per mettere alla gogna gli agenti che imperversano contro le masse popolari e si distinguono per zelo al servizio dei padroni e per mentalità e condotta fascista e criminale.

Alimentatelo inviando immagini e coordinate usando TOR a: callasb@riseup.net ”

http://www.nuovopci.it/dfa/indexdfa.html

Questi sono i rischi reali e concreti da cui lo Stato deve difendersi per onorare chi tutti i giorni rischia la pelle, altro che politica qui ci sono implicazioni e azioni concrete contro poliziotti e carabinieri, facciamo appello perchè siamo chiusi tutti i siti individuati e ci sono collaborazioni a livello internazionale contro questi delinquenti che vogliono propagandare non solo idee ma minacce concrete

Giuseppe Criseo

Presidente

Rete Sociale Italiana

http://www.retesocialeitaliana.it/

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