Malpensa, uomo muore dopo intervento della Polizia

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L’ira del Coisp 

Malpensa, uomo muore dopo intervento della Polizia, la famiglia denuncia e il Coisp insorge: “Nessuno osi puntare il dito contro i colleghi che hanno agito correttamente in un contesto anche oggetto di particolari misure di sicurezza”

una storia accaduta tempo fa a Malpensa, se n’era parlato per la scena pesante, e il triste epilogo con la morte dell’uomo.

Ne parliamo per la presa di posizione decisa come al solito, da parte del sindacato di Polizia Coisp, che non ha “peli sulla lingua”quando deve tutelare l’immagine e il lavoro dei poliziotti.

Segue per intero il comunicato del  Coisp:
“Non tolleriamo più i continui attacchi all’operato di poliziotti che in tutto il Paese si fanno in quattro a costo di enormi sacrifici per difendere la sicurezza dei cittadini. Di fronte all’ennesima denuncia, ai nostri occhi puramente strumentale, seguita alla morte di un uomo intossicato da cocaina a Malpensa vogliamo ribadire con forza che nessuno deve osare puntare il dito contro i colleghi che hanno agito del tutto correttamente per proteggere gli altri cittadini terrorizzati, e oltretutto in un contesto, quello aeroportuale, che è oggetto di particolari misure di sicurezza. E’ ora di dire basta a queste continue torture piscologiche e fisiche subite dai poliziotti che continuamente vengono esposti a ritorsioni e conseguenze pesantissime sul piano personale, economico e familiare, solo per aver fatto il proprio dovere”.
Così Domenico Pianese, ( nella foto)

Coisp, lo Stato si faccia carico dei poliziotti accusati

Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, a seguito della notizia del procedimento giudiziario a carico di cinque poliziotti intervenuti all’aeroporto di Malpensa per fermare un cittadino albanese di 44 anni che, sotto l’effetto della cocaina, aveva cominciato a dare in escandescenza fra la gente. Nelle riprese delle telecamere di sorveglianza si vede l’uomo che si aggira freneticamente e a tratti corre tra  passeggeri, mentre i poliziotti cercano di calmarlo e di fermarlo. Alla fine gli agenti lo bloccano a terra e in quei concitati minuti il 44enne si sente male e muore per arresto cardiaco. I suoi familiari hanno sporto denuncia perché a loro dire nonostante lo stato di alterazione dell’uomo, la morte sarebbe stata “causata direttamente, o abbia avuto come concausa, l’aggressione subita dalle forze dell’ordine che hanno partecipato al fermo”. La procura di Busto Arsizio ha chiesto invece l’archiviazione dell’inchiesta perché “
 non sono emerse lesività imputabili a condotte violente di terzi”, mentre “le indagini tossicologiche hanno evidenziato che il decesso è da ricondursi ad un autoavvelenamento acuto da cocaina”, ma la famiglia ha presentato opposizione.
“Quando un poliziotto è costretto a intervenire per fermare qualcuno che rappresenta un pericolo – insiste Pianese – la sua non è un’aggressione! E siamo davvero stufi di sentire ancora una volta queste assurdità. Bloccare una persona fuori di sé è una cosa delicata, difficile e pericolosa per chi interviene, questo è bene chiarirlo e farlo presente a tutti ancora una volta. E chi non ha mai dovuto fermare un soggetto fuori controllo senza neppure sapere cosa abbia in mente, in un contesto affollato che rappresenta anche un obiettivo sensibile sotto il profilo della sicurezza, non può capire cosa significhi”.

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