Tari calcolata correttamente a Gallarate, ma non in tantissimi comuni italiani

L’allarme Tari era stato lanciato dal deputato pentastellato genovese Giuseppe l’Abbate con una interrogazione parlamentare

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Tari calcolata correttamente a Gallarate, ma non in tantissimi comuni italiani
Tari calcolata correttamente a Gallarate, ma non in tantissimi comuni italiani

Molti comuni commettevano un errore sul calcolo della Tari, facendone lievitare a dismisura il prelievo fino anche al doppio del dovuto.

A Gallarate non si sono fatti errori nell’applicazione della Tassa sui rifiuti e la norma è stata applicata correttamente calcolando la parte variabile solo una volta, diversamente da altri comuni che non hanno saputo interpretare correttamente la disposizione.

L’allarme Tari era stato lanciato dal deputato pentastellato genovese Giuseppe l’Abbate con una interrogazione parlamentare che aveva rilevato che molti comuni, a partire dalla sua Genova commettevano un errore sul calcolo della Tari, facendone lievitare a dismisura il prelievo fino ad arrivare, in alcuni casi anche al doppio del dovuto.

La risposta del sottosegretario all’economia Pier Paolo Barretta aveva chiarito che, nel caso di un’utenza composta da casa, garage e cantina, la parte variabile della tassa vada considerata una sola volta e di conseguenza un diverso modus operandi dei Comuni, che determina una tariffa più elevata, non avrebbe avuto nessun supporto normativo.
Un garage non produce rifiuti non si può prenderlo come base di calcolo dell’imposta.

Il caso Tari è la punta dell’iceberg di un sistema normativo poco chiaro, con leggi scritte male che consentono interpretazioni sballate anche da parte di professionisti preparati che prendono le loro cantonate non per incapacità o superficialità, ma perché spesso è obiettivamente impossibile capire correttamente il contenuto della norma.

Non possiamo certo dividere le amministrazioni comunali tra buoni e cattivi, tra furbi e fessi, il vero problema è di chi le norme le scrive (e che probabilmente non le rilegge) e dei parlamentari delle due camere che non si preoccupano di capire se le norme che gli passano davanti siano sufficientemente chiare da essere interpretate univocamente dai destinatari.

In questa fase della politica italiana quello che più colpisce è la superficialità e l’impreparazione dei rappresentanti del popolo che, impegnatissimi a difendere le proprie posizioni e a programmare la propria rielezione, non hanno il tempo di leggere le norme che approvano né la voglia di capirne il contenuto.

Gallarate 15 novembre 2017

Fabrizio Sbardella

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