BUSTO ARSIZIO, PORTA DROGA IN CARCERE AL FRATELLO DETENUTO

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SiNAPPe/Merola: apertura del neo padiglione detentivo del Beccaria di Milano

BUSTO ARSIZIO, PORTA DROGA IN CARCERE AL FRATELLO DETENUTO. UOMO AI SERVIZI SOCIALI ARRESTATO DALLA POLIZIA PENITENZIARIA 

 

Sembra incredibile anche se non e’ il primo caso di ritrovamento di droga in carcere.

 

Un posto sorvegliato eppure talvolta ci sono cose che accadono forse anche a causa della scarsità di organici, per cui pochi non riescono a sorvegliare tutto.

L’episodio e’ avvenuto durante un colloquio tra fratelli in cui oltre l’abbraccio, c’e’ stato il trasferimento in una tasca dei pantaloni.

Lo riferisce il sindacato SAPPE, Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria.

 

Ricostruisce i fatti Alfonso Greco,SAPPE,ALTA TENSIONE NEL CARCERE MINORILE BECCARIA DI MILANO Segretario regionale per la Lombardia del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE. “L’uomo, con precedenti penali per droga ed in liberta in regime di affidamento ai Servizi Sociali, era uscito dal carcere di Busto Arsizio il 19 settembre, ed era arrivato in carcere per fare un colloquio con il fratello detenuto. In evidente stato di ebbrezza, è stato arrestato in flagranza di reato dalla Polizia Penitenziaria di Busto Arsizio in quanto  passava un pezzo di hashish  (1,2 grammi) al fratello, ristretto anche lui per reati legati allo spaccio di stupefacenti. Il tutto avveniva alla fine del colloquio, il fratello visitante abbracciava il detenuto e inseriva un involucro nella tasca posteriore sinistra dei pantaloni del fratello.  Subito bloccato dall’intervento  dei Poliziotti addetti alla vigilanza, venivano sottoposti a perquisizione personale ed arrestato.Questo ennesimo rinvenimento di stupefacente destinato a detenuti, scoperto e sequestrato in tempo dall’alto livello di professionalità e attenzione dei Baschi Azzurri di Busto Arsizio, a cui vanno le nostre attestazioni di stima e apprezzamento, evidenzia una volta di più come sia reale e costante il serio pericolo che vi sia chi tenti di introdurre illecitamente sostanze stupefacenti in carcere.  Ogni giorno la Polizia Penitenziaria porta avanti una battaglia silenziosa per evitare che dentro le carceri italiane si diffonda uno spaccio sempre più capillare e drammatico, stante anche l’alto numero di tossicodipendenti tra i detenuti”.

Aggiunge Donato Capece, segretario generale del SAPPE: “L’hashish, la cocaina, l’eroina, la marijuana e il subutex – una droga sintetica che viene utilizzata anche presso il SERT per chi è in trattamento – sono quelle che più diffuse e sequestrate dai Baschi Azzurri. Ovvio che l’azione di contrasto, diffusione e consumo di droga in carcere vede l’impegno prezioso della Polizia penitenziaria, che per questo si avvale anche delle proprie Unità Cinofile. Questo fa comprendere come l’attività di intelligence e di controllo del carcere da parte della Polizia Penitenziaria diviene fondamentale. Questo deve convincere sempre più sull’importanza da dedicare all’aggiornamento professionale dei poliziotti penitenziari, come ad esempio le attività finalizzate a prevenire i tentativi di introduzione di droga in carcere, proprio in materia di contrasto all’uso ed al commercio di stupefacenti”.

 

Speriamo che l’ennesimo allarme porti ad una maggiore attenzione e investimenti da parte del Governo, invece di provvedimenti come accade ogni due anni, “svuotacarceri”, sarebbe opportuno formare maggiormente il personale, motivarlo anche con incentivi economici ed assicurare la certezza della pena, fornendo gli organici che servono per es. anche i cancellieri nei tribunali, altra nota dolente.

 

Giuseppe Criseo

Varese Press

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