Ospedale di Circolo,”Nove buchi per prendere una vena”

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Ospedale di Circolo,”Nove buchi per prendere una vena”
E’ la storia che ci ha raccontato Cristina, affranta dal dolore e dall’indignazione e che quindi vi proponiamo in forma integrale.
“Ospedale di circolo – mercoledì’ pronto soccorso “Nove buchi per prendere una vena… Poi mi rompono le vene chiedo un po’ di pomata….e rispondono … Non ne abbiamo Signora, vada in farmacia”.
Ecco la mia storia successa mercoledì scorso dove per motivi personali mi sono trovata a dover andare al pronto soccorso dell’ ospedale di Circolo.
Vene problematiche e l’ infermiere a quasi fine turno tento’ di prendermi una vena per le flebo.
Nove aghi e nove buchi per poi dire Signora la lasciamo tranquilla faccio provare alla collega del turno dopo.
Risultato la collega del turno dopo al primo colpo trova la vena e al momento della dimissione chiedo cortesemente un po’ di pomata per lenire gli ematomi che stavano uscendo. La risposta e’ stata non ne abbiamo vada in farmacia e faccia medicazione.
Indignazione perche’ comunque almeno delle scuse potevano dirle visto che aveva reso le mie braccia a modi colabrodo.  Comunque sono certa che questo sia un’ eccezione e mi auguro che situazioni simili siano sporadiche.
Resta il fatto che e’ un lavoro non facile e va fatto con amore specie perche’ non ci si diverte ad andare al pronto soccorso.”
Non è la prima volta che ci sono problemi nella sanità e pensiamo che siamo comunque fortunati ad abitare in Regione Lombardia modello per parecchie altre regioni italiane e non solo.
I problemi ci sono e noi ve li narriamo per fare riflettere sulle tante cose buone che ci sono ma anche su altre che potrebbero migliorare a cominciare dagli organici per finire con una maggiore attenzione.
E’ un lavoro difficile quello dei medici come quello degli infermieri e basta poco per assicurarsi una critica, questo è sicuro, ma è da mettere in conto qualche critica.
Nel caso la signorina in questione, si è sentita a disagio e per questo ci ha allegato la foto in cui si vedono le mani dopo il “trattamento”.
In certi casi si fa fatica a trovare la vena, però magari chiedere a un collega più esperto, un pochino di umiltà talvolta è più che opportuna, anche se vuol dire mettere da parte il proprio ego per un obiettivo più grande il soddisfacimento del paziente che alla fine potrebbe spazientirsi!
Il secondo aspetto, la mancanza della pomata, è veramente ridicolo in un ospedale pubblico, visto quanto spende la regione per la sanità, si parla di 18 miliardi nel 2016..
“Le cose evidenti non hanno bisogno di alcuna prova.”, diceva un motto latino, più che pertinente in questo caso.
Giuseppe Criseo
Varese Press
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