Libertà delle donne, contro il femminicidio e ogni tipo di violenza

Oggi le violenze sulle donne non hanno confini sono presenti purtroppo in tutto il mondo

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Libertà delle donne, contro il femminicidio e ogni tipo di violenza
Libertà delle donne, contro il femminicidio e ogni tipo di violenza

Libertà delle donne : oggi le violenze contro le donne rappresentano una emergenza sociale dove tutte le istituzioni ai vari livelli non possono ritenersi immuni da responsabilità.
Gli ultimi casi di violenza sulle donne verificatesi nel nostro paese dimostrano ancora una volta l’attualità di questo problema con tutta la sua drammaticità.

Libertà delle donne, contro il femminicidio e ogni tipo di violenza
Libertà delle donne, contro il femminicidio e ogni tipo di violenza

Nel nostro paese,abbiamo alle spalle anni di iniziative per le pari opportunità,sia nei luoghi di lavoro,che nel sociale,la legislazione,ma anche la contrattazione,nei luoghi di lavoro,hanno determinato risultati, sicuramente positivi. Ma purtroppo,sia le leggi che la contrattazione non sono riusciti a determinare una reale cittadinanza paritaria tra uomini e donne. Cittadinanza pari è prima di tutto democrazia.
La democrazia è fatta di libertà,di scelte,di partecipazione,di diritti: se metà del mondo è considera-ta come corpo,come soggetto possibile e non come soggetto di cittadinanza,il vulnus alla democra-zia è profondo.
La devastante crisi economica e sociale, di questi 10 anni, ha peggiorato ulteriolmente il gap occupazionale,economico culturale tra uomini e donne nel nostro paese.
L’impegno prioritario deve essere quello di colmare questa differenza,riaffermando il diritto al lavoro,il diritto alla maternità-paternità,il diritto di eguaglianza delle condizioni di lavoro e carriera.
Ciò, in coerenza con il percorso fatto fino adesso per le donne,sia legislativo, che sociale,bisogna continuare ha perseguire l’obiettivo di rafforzare e consolidare la presenza delle donne in tutti i luo-ghi di lavoro, dove si contratta e si decide.
Cosi come è necessario continuare a tenere alta l’attenzione e l’iniziativa contro qualsiasi forma di violenza sul corpo delle donne,nelle sue molteplici forme: dal femminicidio alle forme di violenza e prevaricazione nei luoghi di lavoro e nella società, che spesso sono determinati da ruoli di potere maschili,dall’uso distorto dell’immagine femminile alla violenza sessuale.
In questo quadro il femminicidio,non può essere relegato al solo diritto penale,ma va rimessa al centro la ricostruzione delle libertà delle donne e, vanno affermate politiche di prevenzione e contrasto ad ogni forma di violenza e di presa in carico a tutela delle vittime,a cominciare dal rico-noscimento giuridico e finanziario dei centri antiviolenza e di ascolto,dal loro potenziamento,nel rispetto delle direttive europee,che stabilisce il potenziamento dei servizi pubblici già oggi deputati alla prevenzione di ogni forma di violenza e discriminazione di genere.

Alcune scelte,per quanto piccole e troppo graduali,si sono fatte. Ma una vera cittadinanza si afferma se il contrasto alla violenza viene attuato con:
1) un programma nazionale rivolto alle donne vittime di violenza, che assuma la prevenzione,la cura fisica e psicologica,il lavoro,la casa e l’affidamento dei figli quale livello essenziale;

2) l’educazione al rispetto di sé e dell’altra e ad una sessualità consapevole,contrastando ogni forma di abuso e sopraffazione come fondamento di convivenza libera e civile;

3) la formazione di tutti gli operatori pubblici,che a vario titolo interagiscono,insegnando loro a prendere in carico,a rispettare,a riconoscere e a non trascurare i segnali,di violenza,che in alcuni casi sono abbastanza evidenti.

Soltanto,con la realizzazione, la concretizzazione,non chè il loro affinamento,di alcuni concetti sopra espressi,possiamo sperare di avere nel nostro paese,un decremento di tutti gli odiosi atti di violenze contro le donne. Ed inoltre, vista la grande disoccupazione femminile del momento,dove le donne pagano uno dei prezzi più alti, occorre un maggiore inserimento della componente femminile sia nei luoghi di lavoro, che in tutti i segmenti della nostra vita sociale,mirate al miglioramento complessivamente della qualità della vita di ogni singola persona.

Io credo che su questi temi, l’impegno di tutte le istituzioni,comprese le forze politiche, di polizia, ed operatori sociali, debba essere constante. Inoltre, tale impegno deve mirare ad una soluzione permanente,che faccia giustizia e dia una certa sicurezza sociale a tutte le donne.
Quindi, va introdotto con la massima urgenza, un processo in contro tendenza nel merito dei temi suddetti. Oggi le violenze sulle donne non hanno confini sono presenti purtroppo in tutto il mondo,di questo passo nella festa delle donne dell’8 marzo saremo costretti ad aggiungere: 8 MARZO,GIORNATA DEI MARTIRI FEMMINILI NEL MONDO?

Malnate,15/09/2017.

Di Giovanni Boccellato, della Direzione Nazionale di Rivoluzione Cristiana

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