Massoneria minacciata in Umbria

Vediamo ora chi si prenderà la briga di tutelare " i fratelli" da queste azioni vili e volgari. La violenza a parole o nei fatti o ancor peggio con scritte firmate per screditare qualcuno

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Massoneria  minacciata in Umbria. Le tante tensioni sfociano spesso in atti violenti oppure minacce di atti incivili.
E’ il caso recentissimo che ci e’ stato segnalato e riportiamo ai lettori tutti massoni e non massoni, perche’ quando si impediscono in maniera velata e non, attività sociali, culturali e di solidarietà come quelle del Grande Oriente d’Italia, possono accadere fatti incresciosi.
 
Vediamo ora chi si prenderà la briga di tutelare ” i fratelli” da queste azioni vili e volgari.
La violenza a parole o nei fatti o ancor peggio con scritte firmate per screditare qualcuno
” Vi appendiamo per i coglioni merde ” e in fondo si vede una falce e martello, non e’ certo un episodio democratico e civile di esprimere il dissenso.
L’atto non e’ rimasto inosservato e arrivano in Umbria le  immediate e non formali attestazioni di solidarietà, che Vi citiamo per completezza d’informazione, dalla Lombardia dal Presidente del Collegio Tonino Salsone, che mettiamo per esteso:
 
 
Ricevo dal Presidente del Collegio del MM:.VV della Lombardia Fr:. Tonino Salsone :
Rispettabilissimo Presidente del Collegio Circoscrizionale dell’Umbria, 
Carissimo Luca, 
a nome mio personale e della Giunta del Collegio Circoscrizionale lombardo, Ti esprimo la solidarieta’ piena, forte e fraterna dei Liberi Muratori lombardi. 
Sono certo che l’atto vile e codardo di qualche balordo nostalgico di simboli e tempi dichiarati definitivamente perdenti dalla storia e dalla vita sociale e politica di questo Paese, non saranno di ostacolo, ma anzi fonte di stimolo, per la prosecuzione dell’azione libera, coraggiosa, forte ed efficace del Collegio e dei Fratelli umbri, che cosi autorevolmente rappresenti e guidi. 
Con il Triplice Fraterno Abbraccio. 
Il Presidente del Collegio. 
Fr. Tonino Salsone”
 
Solidarietà da tutti gli uomini liberi che ci tengono ad un confronto aperto e civile
Giuseppe Criseo
Varese Press

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