Rinvio a giudizio per 14 persone per le morti sospette in ospedale a Saronno

Tutta la vicenda era partita grazie alla denuncia dell’infermiera Clelia Leto che più volte si era rifiutata di eseguire le istruzioni del Cazzaniga

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Partono uno contro l’altro
Partono uno contro l’altro i protagonisti delle morti sospette al prontosoccorso

Finisce la fase delle indagini sulle morti sospette al pronto soccorso di Saronno con la richiesta di rinvio a giudizio per 14 persone coinvolte a diverso titolo.

Il 18 luglio il Giudice per l’Udienza Preliminare dovrà decidere su 14 richieste di rinvio a giudizio dopo la chiusura dell’inchiesta sulle morti sospette al Pronto Soccorso di Saronno.
L’inchiesta era partita il 29 novembre dello scorso anno quando erano stati arrestati l’ex vice primario Leonardo Cazzaniga e la sua amante, l’infermiera Laura Taroni.
L’udienza preliminare si annuncia molto affollata con i parenti delle vittime, le associazioni e i legali delle parti civili.
Il Giudice Sara Cipolla dovrà valutare la richiesta di rinvio a giudizio firmata dal Procuratore Gianluigi Fontana e dal Pubblico Ministeri Cristina Ria per Leonardo Cazzaniga accusato di avere avvelenato quattro pazienti con somministrazione di farmaci.
Il Cazzaniga è anche accusato di falso ideologico, di omicidio e di lesioni personali, in concorso, per la morte del marito dell’infermiera Massimo Guerra che sarebbe stato ucciso, a sua volta, con la somministrazione di medicinali.
Per la morte del Guerra è indagata anche la Taroni.
Per la procura le indagini hanno portato a rilevare comportamenti illeciti anche da parte di altri medici dell’ospedale e di alcuni membri della Commissione Medica Interna.
L’accusa è quella di omessa denuncia e di falso ideologico.
Le richieste riguarderebbero anche l’ex Primario del Pronto Soccorso dell’ospedale di Saronno Nicola Scoppetta, agli arresti domiciliari dal mese di marzo.
I casi relativi alla morte del suocero della Taroni Luciano Guerra e di sua madre Maria Rita Clerici per i quali la copia è già indagata, sono stati stralciati e destinati ad un ulteriore procedimento.
I medici della Commissione Medica Interna che avevano valutato l’operato del Cazzaniga in pronto soccorso per la Procura dovrebbero rispondere di omessa denuncia e favoreggiamento e con loro anche il Direttore Sanitario dell’ospedale Paolo Valentini.
Tutta la vicenda era partita grazie alla denuncia dell’infermiera Clelia Leto che più volte si era rifiutata di eseguire le istruzioni del Cazzaniga che più volte, per questo, la aveva minacciata.

Saronno 17 luglio 2017

La Redazione

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