Notizie dal passato grappa distillata clandestinamente

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NOTIZIE DAL PASSATO

Distillano alcool con l’alambicco e finiscono tutte e due in ospedale intossicati

Sembra essere una notizia del secolo scorso invece è accaduta nel tardo pomeriggio di ieri in un borgo della Valsugana a Zivignago che è una frazione del comune di Pergine Valsugana.

Il borgo si estende a nord di Pergine, allo sbocco della Val dei Mocheni, ai piedi del Monte Orno, a sud c’è il colle del castello di Pergine, mentre a ovest, in lontananza, si ammirano le Dolomiti di Brenta, in pratica nel paradiso terrestre.

Un pensionato di ottantasei anni con la nipote di ventiquattro ieri hanno deciso di riprendere la vecchia tradizione di distillare la grappa in casa con un vecchio alambicco tradizionale.

Purtroppo si sono dimenticati che nella tradizione questa cosa si faceva in luoghi appartati ma aperti e arieggiati.

I nostri invece si erano rifugiati in un seminterrato dove in poco tempo le fiamme del fornello hanno esaurito l’ossigeno e i due sono svenuti.

L’intervento dei carabinieri e dei vigili del fuoco ha portato al ricovero dei due aspiranti produttori di grappa.

Era una vecchia tradizione contadina la produzione abusiva della grappa con gli alambicchi tradizionali e lo scopo era quello di evadere l’imposta sugli alcoolici che per i contadini era soltanto un gravoso balzello.

Dopo la spremitura le vinacce venivano conservate nelle cantine in grosse botti nelle quali venivano anche immerse forme di formaggio per ottenere il “formai imbriago” (una vera delizia per il palato se accompagnato con polenta e vino casalingo).

A gennaio febbraio si passava alla distillazione del viatico dei poveri per la felicità, ma anche medicina per raffreddori e influenza.

Sotto le tettoie o i portici si allestivano gli alambicchi con l’occhio vigile degli anziani mentre i giovani stavano di vedetta per segnalare eventuali visite degli gabellieri.

Gallarate 01 febbraio2017

Fabrizio Sbardella

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