Lo strano mondo dei tassinari

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LO STRANO MONDO DEI TASSINARI

Nel paese delle meraviglie si può credere a tutto

Siamo in Italia, Europa, Mondo nell’anno di grazia 2017, e stiamo ancora chiacchierando su cose vecchie, stantie superate dalla storia e dalla civiltà.

I tassinari romani fiancheggiati, sostenuti e spinti da movimenti di estrema destra, scendono in strada in maniera maleducata ed irrispettosa, senza preavviso a difendere i propri privilegi.

Parliamo di Licenze che sono diventate, con il silenzio assenso delle istituzioni, un bene trasferibile in conseguenza del fatto che le stesse sono artificiosamente contingentate.

Mamma burocrazia colpisce ancora.

Art.8 legge 15 gennaio 1992 n. 21 LEGGE QUADRO

Nel 1992 la Legge 15 gennaio 1992 (LEGGE QUADRO PER IL TRASPORTO DI PERSONE MEDIANTE AUTOSERVIZI PUBBLICI NON DI LINEA) apre le porte al trasferimento delle licenze con l’Art. 9 (1. La licenza per l’esercizio del servizio di taxi e l’autorizzazione per l’esercizio del servizio di noleggio con conducente sono trasferite, su richiesta del titolare…) e, trasferendo alle Regioni con l’Art.4 e ai Comuni con l’Art.5 l’onere di regolamentazione, consente il contingentamento delle licenze che mal gestito nel corso degli anni ha portato ad una specie di monopolio.

L’Art.8 prevede al comma 1. “La licenza per l’esercizio del servizio di taxi e l’autorizzazione per l’esercizio del servizio di noleggio con conducente sono rilasciate dalle amministrazioni comunali, attraverso bando di pubblico concorso, ai singoli che abbiano la proprietà o la disponibilità in leasing del veicolo o natante, che possono gestirle in forma singola o associata”.

I Comuni e le Regioni non aggiornano i dati e non vengono emessi nuovi bandi di concorso pertanto le licenze diventano oggetto di compravendita ed i valori si gonfiano come palloncini.

Art.51 legge regionale 14 luglio 2009 n. 11 Regione Lombardia

Nonostante sia un lavoro ingrato che non rende quasi nulla con redditi da fame (i tassisti italiani, secondo l’Agenzia delle entrate, guadagnano in media 1.100 euro al mese, vale a dire meno di un metalmeccanico) si scambiano le licenze a centinaia di migliaia di euro (una licenza di taxi sul mercato di Milano e Roma oscilla tra 150 e 200 mila euro, poco meno a Napoli, ma a Firenze raggiunge anche i 350 mila e a Venezia tocca la cifra record di circa 400 mila) che, sulla base dei redditi dichiarati, non potranno mai essere ammortizzate.

Stiamo quindi parlando di finti privilegi, di persone disposte a scendere in piazza a difendere redditi da fame, follemente indebitate per acquisire una licenza che dovrebbe invece essere aggiudicata gratuitamente sulla base di un bando a tutti coloro che ne avessero i requisiti?

Art. 9 legge 15 gennaio 1992 n. 21 LEGGE QUADRO

Questa licenza nasce gratuita subordinata solamente ai requisiti richiesti ed è soltanto il contingentamento che ha generato un mercato e l’ha trasformata in una concessione onerosa al punto che alcuni comuni le hanno emesse a pagamento (a Bologna nel 2008 il Comune ha venduto 40 nuove concessioni a 125 mila euro l’una e poi ha distribuito il ricavato ai tassisti già sulla piazza come forma di compensazione per l’aumento della concorrenza).

Nel Paese delle Meraviglie può accadere di tutto e si può credere a tutto, ma se non ci si ricollega al buon senso, se e non si comincia a riscrivere le regole in maniera chiara e intellegibile (e a rispettarle) sarà molto difficile fermare la corsa verso il baratro in cui stiamo precipitando.

Gallarate 22 febbraio 2017

Fabrizio Sbardella

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