La scrittrice Grazia Acquaviva e le sue meravigliose poesie

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Quando ero bimba, la mia nonna mi regaló un burattino di legno: era Pinocchio! Mi misi a giocare con un’amichetta:lei col mio Pinocchio ed io con la sua bambola. Poi arrivó sera. Lei salì sulla sua auto con mamma e papà ed io rimasi lì, sul marciapiede, tenendo tra le braccia una bambola che non mi interessava e vedendo il mio Pinocchio appoggiato sulla cappelliera, allontanarsi inesorabilmente! Gridai allungando la manina: il mio Pinocchio…il mio Pinocchio…! Fu così che mi venne strappato via il mio amato burattino. Forse è anche per rende omaggio a lui che ho, sin da piccola, che ho iniziato ad inventar favole, raccontandole al momento. È così è stato, per molti molti anni. Ora ne ho create 30. Le ho scritte per accendere il cuore di tutti i bimbi che le leggeranno! L’ho fatto anche per le loro mamme, zie, nonni che, leggendole, riscopriranno i sogni, i valori, le fantasie che giacciono nel cuore di ognuno di noi. Sogni che vanno tenuti vivi, nutriti…! Ho fatto disegnare da mia figlia, letiziArte hand Made, 30 tavole fatte ad acquerello, che rappresentano i personaggi di ogni favola. Sembra il libro di una volta. Quello dove, anche raccontando di un coccodrillo, si può far passare la speranza, un valore, un sogno! 30 pezzi di un puzzle che, se messi insieme, formano una stella cometa! Andrò a leggere queste favole nei reparti pediatrici degli ospedali, nelle biblioteche, magari nelle carceri. Andrò là, dove mi porta il cuore…!

Grazie Acquaviva

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