Anziani in difficolta’ per pagare i farmaci

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O lavori, oppure dalla Svizzera te ne devi andare

Poco fa mi sono recato in farmacia per comprare un collirio. Davanti a me in fila un signore, un pensionato dai modi garbati e gentili, per prendere delle medicine per sua moglie, a casa dimessa dall’ospedale. E ad un tratto ho provato una sensazione di profondo dolore e di infinita mortificazione nel sentire questo anziano signore implorare la farmacista affinché gli desse la medicina a credito dato che non aveva i soldi sufficienti per poterle pagare. L’imbarazzo della giovane dottoressa era palpabile. Anche perché l’anziano signore stava quasi per piangere mentre sussurrava che trattava di medicine necessarie per sua moglie. È stata una scena straziante. Con me altre 4 persone in fila. Abbiamo fatto una colletta e abbiamo comprato le medicine a questo garbato pensionato che ha voluto sapere i nostri nomi pretendendo il nostro telefono perché è sua intenzione restituirci le 6 euro che ognuno di noi ha donato. È stata una scena straziante e credo che non sia l’unica. Ormai la sanità come la giustizia sono diventati servizi per solo ricchi. I soldi servono a pagare gli alberghi agli immigrati. E l’indignazione viene fuori solo se ti permetti di dire che far adottare un bambino ad una coppia delle stesso sesso significa condannare un essere umano alla infelicità della diversità. Per il resto se gli anziani muoiono perché non possono curarsi o se le fabbriche chiudono o se verremo invasi da olio tunisino a prezzi stracciati e che distruggerà le nostre produzioni, non interessa. Tanto ormai tutti noi italiani siamo vittime della Sindrome di Stoccolma: ci piace ascoltare il “bomba” di Firenze raccontare la favole dell’Italia felice. Siamo talmente abituati a stare nella merda che siamo convinti che la puzza che emana sia profumo.

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