Venezuela,i chavisti sconfitti

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FINE DI UN’EPOCA IN VENEZUELA, I CHAVISTI SCONFITTI

Alle elezioni in Venezuela la coalizione Unione Democratica (MUD) si aggiudica novantanove seggi su 167 all’Assemblea Nazionale e liquida sedici anni di dominio incontrastato dei socialisti-bolivariani del defunto Hugo Chavez e del suo erede Nicolas Maduro, attuale Presidente, che con un messaggio televisivo riconosce la sconfitta.

Il voto è supportato e legittimato da un’affluenza alle urne del 74,25 per cento degli aventi diritto. Restano ancora da attribuire ventidue seggi che potrebbero portare il MUD dalla maggioranza semplice, già ora acquisita, a una maggioranza qualificata (110 seggi) che consentirebbe ai nuovi governanti di poter approvare le leggi in totale autonomia senza subire condizionamenti, rimuovere Magistrati del Tribunale Superiore di Giustizia o al limite convocare un’Assemblea Costituzionale e cambiare il volto del paese senza incontrare ostacoli.

Nicolas Maduro ha riconosciuto subito la sconfitta, giustificandola con un presunto complotto a spese sue e del suo partito, vittime di una guerra economica condotta dal capitalismo selvaggio e paragonandosi a Salvador Allende.

Da parte sua Jesus Torrealba ha dichiarato che il popolo ha parlato chiaramente, stanco di soffrire a causa degli innumerevoli errori degli ultimi sedici anni di malgoverno.

Terminati i festeggiamenti forse cominceranno i problemi, il MUD è una coalizione di una trentina di partiti che vanno dalla sinistra all’estrema destra con un solo fattore comune quello di sconfiggere Maduro. E’m un partito relativamente giovane, nato nel 2009, e che si è sviluppato a partire dalle elezioni presidenziali del 2013, favorito dalla forte crisi economica mondiale e la caduta del prezzo del petrolio che ha portato a un crescente malcontento popolare. Una volta ottenuto l’obiettivo comune che consisteva nello sconfiggere il chavismo ora bisogna capire come una coalizione così disomogenea possa continuare unita e proporre, attuandole, politiche di sviluppo che possano cambiare la storia del paese, impresa questa molto complicata anche quando sostenuta da alleanze più coese. Da ieri è cominciato un nuovo cammino per il Venezuela, con tanto entusiasmo e nuove speranze, mentre il percorso precedente era basato su carenze di libertà e di giustizia con una visione della società vetusta, superata dai tempi. Ora il campo è sgombro da impedimenti, e l’augurio è che la gente Venezuelana sappia fare buon uso delle libertà acquisite.

Varese 08/12/2015

Fabrizio Sbardella

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