Varese, chi ha paura di Nino Di Matteo?

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Chi ha paura di Nino Di Matteo?
Varese. Il Magistrato Nino Di Matteo incontra gli studenti e i cittadini

nino di matteo

Il Movimento delle Agende Rosse “Paolo Borsellino e Giovanni Falcone” in collaborazione con l’Università degli Studi dell’Insubria, organizza un incontro con il magistrato Nino Di Matteo impegnato nella denuncia dei rapporti esistenti tra il mondo della mafia e la realtà istituzionale del nostro paese.

Il Movimento delle Agende Rosse è stato fondato dall’Ing. Salvatore Borsellino; il Gruppo di Varese“Paolo Borsellino e Giovanni Falcone” è coordinato da Anna Parisi e Giancarlo Finessi ed è costituito da cittadini che agiscono affinché sia fatta piena luce sulla strage di Via D’Amelio a Palermo del 19 luglio 1992, nella quale furono uccisi il Magistrato Paolo Borsellino, fratello di Salvatore e gli Agenti della Scorta Emanuela Loi, Agostino Catalano, Claudio Traina, Eddie Walter Cosina e Vincenzo Li Muli. Le loro iniziative hanno lo scopo di incoraggiare la parte migliore della società e delle istituzioni e di sostenere tutti i rappresentanti dello Stato, spesso vittime di campagne di delegittimazione, che hanno scelto di dedicare la propria vita alla difesa della Costituzione e dei suoi principi.

Questo incontro si svolgerà il 5 dicembre 2015, alle ore 16, presso l’Aula Magna dell’ateneo varesino, in via Ravasi 3. Parteciperanno come relatori: il dr. Nino Di Matteo (Sostituto Procuratore di Palermo), l’ing. Salvatore Borsellino (fondatore del Movimento delleAgende Rosse), il Magnifico Rettore dell’Università degli Studi dell’Insubria, prof. Alberto CoenPorisini,il prof. Fabio Minazzi (Presidente del Cdl in Scienze della Comunicazione), il prof. Antonio Maria Orecchia (docente di Storia Contemporanea). L’incontro sarà moderato dal dr. Roberto Rossetti (laureato in Storia Contemporanea, autore del libro Paolo Borsellino: un eroe semplice).
Questa iniziativa a più voci sarà inoltre l’occasione per presentare il recente libro Collusi di Di Matteo, ma costituirà anche un momento di riflessione e pubblico dibattito su temi della legalità e della lotta alla mafia.

A questo proposito il prof. Minazzi ha precisato come “costituisca un dovere primario anche dell’alta formazione universitaria non dimenticare mai il problema, drammatico, della diffusione pervasiva della mafia nel nostro paese e in molte sue strutture istituzionali. Da questo punto di vista la lotta contro la mafia non costituisce solo una battaglia civile a favore della legalità e del rispetto rigoroso delle leggi del nostro paese, ma costituisce anche un impegno quotidiano per combattere la cultura mafiosa che costituisce il primo terreno di cultura dell’illegalità e di un familismo amorale sulla cui base si radicano le principali azioni criminali e delinquenziali perpetrate quotidianamente dalle mafie. In questa battaglia civile anche l’università non può non svolgere un ruolo decisivo e prezioso per combattere la diffusione di una cultura e di una mentalità mafiosa che taglia alla radice la stessa possibilità di costruire un futuro di libertà e di ricerca conoscitiva per le nuove generazioni”.

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