L’UTILIZZO DI UN’AUTO CON TARGA SVIZZERA DA PARTE DI UN ITALIANO E’ CONTRABBANDO

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COMUNICATO STAMPA L’UTILIZZO DI UN’AUTO CON TARGA SVIZZERA DA PARTE DI UN ITALIANO E’ CONTRABBANDO. LA GUARDIA DI FINANZA SEQUESTRA A CASALPUSTERLENGO UNA MASERATI

contrabbando

Nell’ambito delle attività di controllo economico del territorio, militari della Tenenza di Casalpusterlengo hanno sottoposto a controllo una Maserati Ghibli, con targa ticinese, che incrociava nel paese della bassa lodigiana. L’autovettura risultava di proprietà di una società avente residenza in Lugano ed era condotta da un cittadino italiano, di cinquantacinque anni, residente a Milano, uomo di affari. Il conducente, però, non risultava in possesso della prescritta autorizzazione, rilasciata dagli uffici della Dogana, all’utilizzo dell’automezzo svizzero sul territorio italiano. In assenza dell’autorizzazione, l’autoveicolo svizzero risulta introdotto sul territorio italiano illecitamente ed è stato, pertanto, sottoposto a sequestro ed affidato in custodia al competente ufficio doganale di Milano Linate. Il soggetto fermato dovrà rispondere alla Procura della Repubblica di Lodi del reato di contrabbando. Si ponga attenzione al fatto che non si tratta di un problema meramente burocratico e documentale. Il fenomeno della circolazione in Italia di veicoli con targhe estere ed utilizzati regolarmente da cittadini italiani sta assumendo una certa rilevanza, consentendo ai medesimi di aggirare alcuni profili del regime fiscale tributario nazionale, di non comparire come intestatari di autoveicoli di lusso, di rendere più difficili o del tutto vane le procedure per il recupero di sanzioni amministrative a seguito di violazioni del Codice della Strada. Inoltre, nel caso di automezzi immatricolati in paesi esterni all’Unione Europea – come nel fatto riportato –, l’autoveicolo può fruire di un regime di libera circolazione nei paesi terzi, sia pure temporanea, solamente se condotto dallo stesso proprietario o da persona espressamente autorizzata. Rischiare non è conveniente: per ritornare in possesso dell’autovettura sottoposta a sequestro, il proprietario dovrà versare agli uffici delle Dogane di Milano 3 – considerato l’elevato valore del veicolo che aveva solo 2 mesi di vita – una cifra superiore a 70.000 euro, tra imposte evase e sanzioni.

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