Libertà, Papa, Giubileo

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Libertà, Papa, Giubileo

opinione

Libertà, è la parola che ha caratterizzato secoli di battaglie e di impegno politico. Molti partiti l’hanno inserita nel proprio nome. La Rivoluzione francese voleva prima di tutto libertà, poi uguaglianza e fratellanza. Negli ultimi decenni del Novecento la parola libertà aveva ancora una grande forza emotiva, la guerra e i regimi totalitari erano più vicini. Oggi ho la sensazione che la persona comune desideri quello che avverte di non avere più: la tranquillità. Sono le parole del Papa che hanno condotto qui i miei pensieri. Papa Francesco ha puntato il dito contro il lavoro precario, contro il lavoro nero, contro l’insicurezza che minaccia ‘la famiglia’. Contro il lavoro spalmato su tutto il giorno, tutta la settimana, tutti i giorni dell’anno, che minaccia lo ‘stare in famiglia’. La gente ha paura, si sente minacciata dal terrorismo. E il Papa apre il Giubileo con la parola misericordia. Lanciando un messaggio tanto semplice quanto profondo: senza misericordia si alzano i muri e i muri inaspriscono la ferocia delle guerre. La guerra che stiamo vivendo non è per conquistare la libertà, è per arginare la rabbia di chi ci detesta. Noi occidentali stiamo rispondendo a tutti i sondaggi in maniera chiara, prediligendo la sicurezza alla libertà individuale. Non so cosa sia giusto e non è questo l’interrogativo al quale voglio dare risposta con la mia riflessione. A colpirmi è la forte sensazione che ci sia un grande bisogno di tranquillità, prima di qualsiasi altra cosa. Il Papa se n’è accorto da tempo ed ho l’impressione che ne parli in continuazione, su qualsiasi argomento posi la propria attenzione.
Emanuela Munerato
Senatrice di Fare!

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