Le favole non attecchiscono in Europa. Gli imbonitori neanche

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L’epopea dei ciarlatani
15.12.12leopolda

Le favole non attecchiscono in Europa. Gli imbonitori neanche

Ci sono tre notizie da mettere insieme e sulle quali sarebbe opportuno riflettere e cercare di capire.
– Nel 2014 l’Italia, insieme a Cipro, ha registrato il maggior calo dei consumi procapite, misurati in Standard di potere d’acquisto (Spp), tra i Paesi Ue. Lo spiega Eurostat segnalando che si è passati dal 103% del 2012 al 98% dello scorso anno. Nello stesso periodo il Pil procapite è sceso dal 101 al 96%. L’Italia è anche agli ultimi posti in Europa per lo shopping online, solo poco più di un quarto degli italiani (26%) fa acquisti su internet, contro una media Ue di più del doppio, con oltre una persona su due (53%). A livello Ue, il trend è più che positivo, al punto da aver permesso non solo di raggiungere ma già di superare l’obiettivo prefissato dall’Agenda digitale del 50% di ‘e-buyers’: erano il 30% nel 2007, sono il 53% nel 2015. http://bit.ly/151211EUROSTAT

– Secondo quei gufi dell’Istat, l’ambito familiare resta l’agenzia di “collocamento” preferita da chi cerca lavoro. Altro che Jobs Act o politiche attive, la ‘rete’ di parenti, amici e conoscenti batte tutti. Rivolgersi ai parenti rimane una delle strade più battute nella ricerca di lavoro che è sempre affidata soprattutto ai canali informali: l’88,9% delle persone si rivolge ad amici, parenti e conoscenti (+2,3 punti sul secondo trimestre 2014), e questo valore sale tra i disoccupati più anziani e con basso titolo di studio. Tra i laureati la modalità di ricerca preferita, e in crescita, è invece l’invio del curriculum. http://bit.ly/151212ISTAT

– La terza. “La crescita e la creazione di occupazione in Europa sono ancora insoddisfacenti” dice Pier Carlo Padoan. “nonostante i bassi tassi d’interesse” e di fronte alle esigenze che ha l’Europa: 2000 miliardi entro il 2020 in vari settori che vanno dai trasporti all’energia, passando per il settore dell’acqua e dei rifiuti. Secondo Padoan c’e l’esigenza di coordinare meglio le azioni in corso per far avanzare l’Europa http://bit.ly/151212padoan

Anche in Italia, signor ministro. La propaganda produce grandi titoli sui giornali e in TV, forse, ma alla resa dei conti tutti i nodi vengono al pettine. Come noi di Italia Unica denunciamo da qualche tempo, e in solitudine, il nostro Paese sta perdendo l’ultimo treno per far respirare e ripartire l’economia. La situazione attuale è particolarmente favorevole, tutti i fattori sono positivi: il cambio vantaggioso, il prezzo del petrolio in calo ed il quantitative easing della Bce di Draghi sono condizioni irripetibili per fare un balzo in avanti e recuperare il terreno perduto. Ma Renzi preferisce le standing ovation della Leopolda. Qualche dubbio? “L’Italia esce da una recessione di tre anni. Che poi sia con una percentuale dello 0,8 o dell’1 è secondario”. Secondario, capito? E non lo afferma un imbonitore, un ciarlatano qualunque. È la tesi del presidente del Consiglio italiano.

Varese 12.12.2015

Il coordinatore provinciale di Italia unica

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