La nuova dinastia francese

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LA NUOVA DINASTIA FRANCESE

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Jean Marie Le Pen costituisce il Front National il 5 ottobre 1972 e lo guida fino al 2011quando lascia il bastone del comando alla figlia Marine Le Pen e a Louis Aliot, nominato vice presidente e adesso compagno della stessa Marine. Il 4 maggio 2015 Marine caccia il padre dal partito e comincia con lui una battaglia legale per tenerlo lontano dal partito. La rottura tra marine e il padre si è giocata prevalentemente sulla posizione antisemita del fondatore, solennemente abiurata dalla figlia che voleva rendere il partito più “correttamente politico” e appetibile per il francese medio Oggi è in piena ascesa politica la nipote di Marine, Marion Le Pen, giovanissima, nata il 10 dicembre 1989 e figlia di Samuel Maréchal che è stato il fondatore del movimento giovanile del Front. Marion è iscritta al Partito dal 2007, e nel 2012 è eletta al Parlamento Francese per la terza circoscrizione di Vaucluse, divenendo così la più giovane parlamentare francese della Storia. Il Front National si presenta come un grande contenitore all’interno del quale convivono sotto una sola bandiera le più disparate proposte politiche, Jean Marie Le Pen è famoso per aver richiesto la reintroduzione della pena di morte, forti restrizioni sull’immigrazione da paesi extraeuropei, ritiro della Francia dall’Unione europea e per avere definito le camere a gas naziste quali semplice «dettaglio della storia» scatenando l’ira della figlia. Le due donne oggi protagoniste della dinastia, non potrebbero essere più diverse tra loro e il messaggio politico che divulgano sembra quasi contrapposto, anche se entrambe si collocano senza obiezioni all’interno dello stesso contenitore.

– Marion è cattolica, Marine è laica (ha divorziato due volte e difende l’aborto).

– Marion è reazionaria e legittimista , Marine è rivoluzionaria, movimentista al limite della confusione.

– Marion è contro i matrimoni omosessuali, Marine ha inserito ai vertici del partito omosessuali dichiarati.

Nei movimenti di destra emergenti in Europa, la caratteristica comune è quella di essere soltanto degli scatoloni all’interno dei quali trovano collocazione persone diversamente arrabbiate o deluse che non prestano molta attenzione ai programmi o alle idee, ma si sentono confortate e appagate nell’identificarsi all’interno dello stesso contenitore. In più la Francia è invidiosa del suo avversario storico l’Inghilterra e tenta con forza di instaurare la nuova dinastia dei Le Pen e del loro clan, che in linea con le tradizioni monastiche sono in continua guerra tra loro e discordano su quasi tutta la linea.

La vittoria del Front National in Francia può sembrare clamorosa solo da chi intende dare agli eventi una lettura semplicistica. Marine Le Pen ha saputo strutturare il suo movimento, incidere nel dibattito, parlare agli sfiduciati e agli scontenti e oggi raccoglie i frutti di un lavoro spesso basato su ricette sbagliate – specie nell’antieuropeismo – ma che ha saputo dare risposte nette al Paese, a differenza dell’ondivago socialismo di Hollande. La saggia scelta di Sarkozy di non accettare l’invito (in stile Nazareno) dei socialisti a fare fronte comune contro la Le Pen al ballottaggio di queste regionali il cui significato politico è indubbio, isola definitivamente Hollande, che pure ha provato a reagire con spirito nazionale ai fatti di Parigi. QQqq uando mancano le sicurezze a tutto tondo ci si rifugia verso chi propone soluzioni drastiche, accarezzando purtroppo gli estremismi.

Varese 07/12/2015

Fabrizio Sbardella

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