Salvini e Berlusconi,i due generali

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L’abbraccio tra Salvini, Berlusconi e Meloni a Bologna dovrebbe o vorrebbe essere l’inizio della costruzione di una alternativa a Renzi. A detta di molti sì, pur con tutti i molti distinguo del caso, che però non sono pochi.
Proviamo però ad abbozzare una analisi di quale possa essere il futuro di questo esperimento politico.
Partiamo dall’inizio: come nasce questa alleanza? Non ha radici profonde, solo qualche giorno prima dell’evento ancora non era chiaro se Berlusconi avrebbe partecipato o meno e un paio di mesi fa se qualcuno ne avesse parlato, nel pieno del silenzio berlusconiano e del periodo “Ruspiano” di Salvini sarebbe sembrato un vagheggiatore. Tutto questo precipitare sembrerebbe essere il sintomo di una certa fragilità di fondo del progetto, per lo meno a questo punto.
Il vero motivo che ha spinto tutti a salire su questo palco infatti è semplicemente che la nuova legge elettorale, ispirata al maggioritario francese, rischia di spazzare via tutti i soggetti politici che compongono il centro destra in favore di una diffusa diarchia tra PD e Movimento Cinque Stelle.
Ovviamente questo, almeno sulla carta, è un ottimo motivo: unirsi per non essere fatti a pezzi ha il suo senso.
Tuttavia unirsi per sconfiggere Renzi è tutt’altra cosa, richiede altre premesse, richiede un diverso percorso; e dato che essere l’alternativa a Renzi sembrerebbe essere il vero obiettivo di questa alleanza occorre soffermarsi sui due maggiori nodi da risolvere. Si tratta di questioni, politicamente, enormi.
Prima di tutto occorre elaborare un progetto politico o, al minimo, una piattaforma elettorale condivisa da sottoporre all’elettorato e che abbia la credibilità tale da poter essere davvero percepita come alternativa di governo a quella offerta da Renzi.
In secundis occorre capire chi sarà il leader di questa coalizione: Salvini è convinto di esserlo, Berlusconi pure.
Non si tratta di questioni secondarie: in merito al progetto politico sarebbe sufficiente pensare alla posizione di Salvini circa l’Unione Europea e a quella, completamente diversa, dei più moderati per capire che ci sono molte posizioni peculiari e alcune appaiono tra loro inconciliabili.
In merito alla ricerca del leader entrambi i candidati hanno ottime ragioni per pensare di essere i naturali vertici di questo progetto… tuttavia questo probabilmente non è un vantaggio se è vero, come è vero che, in accordo con Napoleone “è meglio avere un generale mediocre che due buoni”.
E’ ancora presto per dire se nascerà da Bologna l’alternativa a Renzi, sicuramente un primo timido passo è stato fatto, ma quel che è ancora più sicuro è che il percorso è ancora lungo e le peggiori insidie sono ancora tutte da affrontare.

Antonio Russo

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