Mario Tassone: dobbiamo ridefinire un centro politico

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  1. Tassone: dobbiamo ridefinire un centro politico, che avrà ragione di esistere solo se ci saranno aree contrapposte

Si stanno tenendo molti incontri al fine di aggregare formazioni di ispirazione popolare cristiana e laiche riformiste per dare vita, attraverso una Federazione, ad un soggetto politico che sia espressione di quanti chiedono quelle certezze che i tempi oggi non offrono. Sono i ceti medi produttivi, espressioni del mondo della cultura e del sociale, dei giovani che avvertano che tutto ruota ad estremismi improduttivi. Un centro politico va ridefinito. Sia le forze di maggioranza e di opposizione sono portatrici di posizioni estreme. Le riforme elettorali e costituzionali disegnano un sistema che comprime diritti e vanifica conquiste democratiche e le opposizioni si attestano su posizioni populiste. Oggi c’è una attenzione diffusa verso il centro da chi lo considera un dato geometrico per la gestione del potere. A questo disegno bisogna contrapporre la politica attraverso una area centrale che vive attraverso la dialettica fra la pluralità delle posizioni e la vivacità del confronto. In questi ultimi anni lo spazio del dibattito si è andato restringendo e chi assicurava con il sistema elettorale introdotto con le politiche del 1994 stabilità bipolarismo e alternanza è stato smentito. Non vi è stata stabilità e il bipolarismo non si è affermato. Si è impoverito il patrimonio di energie e di classe dirigente che si formava attraverso gli strumenti della politica e dei partiti. Oggi dicevamo si tende ad occupare il centro strumentalmente ma il centro ha ragione di esistere se ci sono aree contrapposte. Invece ci troviamo difronte una omologazione e a una occupazione di tutte le posizioni con la regola che chi vince prende tutto. Allora c’è l’interesse del partito del Presidente del Consiglio, e non solo, di occupare e sterilizzare il centro perché dalla ricomposizione di questa area può rinascere la politica dove non c’è posto per le posizioni personali. Il disegno di dar vita al Partito della Nazione è il prefazio del Partito Stato e del Partito Unico, dove sopravvivono formazioni satellitari. Ecco perché il nostro impegno deve essere più stringente per rappresentare quella realtà vasta di cittadini che pur esiste non disposta alla resa e a disfarsi dei propri convincimenti. Il nuovo CDU che aveva proposto l’11 maggio del 2013 e poi nel Congresso Nazionale dell’anno successivo una aggregazione, oggi è impegnato a costruire una Federazione e il nuovo soggetto Politico con gli amici di Italia Unica di Passera, con i popolari di Mario Mauro, con la federazione solidarietà popolare di Gianni Fontana, con Rinascita Popolare di Publio Fiore e con moltissime altre organizzazioni e circoli impegnati nel mondo della cultura, del sociale e del volontariato. A Rovereto questa estate fu sottoscritto un documento che va fatto vivere negli appuntamenti elettorali futuri. Il Nuovo CDU terrà la sua Conferenza Nazionale il 12 dicembre a Roma. Ci saranno anche gli amici delle organizzazioni sopra richiamate. Sarà un appuntamento importante che chiude una fase del nostro impegno portato avanti con coraggio e tenacia. Nell’ultima riunione per la Federazione di giorno 28 si è espressa la volontà di sostenere i ricorsi di costituzionalità della legge elettorale e il referendum per la “cancellazione” della riforma della Costituzione. Un nuovo soggetto sta prendendo corpo per coprire i vuoti della non politica di chi confonde la propria storia con il bagaglio di valori e di conquiste che stanno alla base della nostra Repubblica. Ci troviamo difronte la contrapposizione fra sistemi istituzionali. Noi scegliamo quello che garantisce progresso, sviluppo nella libertà, nel solco di un patrimonio di valori disperso per troppo tempo che va ricomposto per una grande sfida che, interessa, la nostra vita, e quella delle future generazioni.

 

Mario Tassone

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