ASSESTATO UN DURO COLPO ALL’IMPRENDITORIA REGGINA CONTIGUA ALLA ’NDRANGHETA

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ASSESTATO UN DURO COLPO ALL’IMPRENDITORIA REGGINA CONTIGUA
ALLA ’NDRANGHETA. APPLICATA UNA MISURA DI PREVENZIONE
PERSONALE E PATRIMONIALE NEI CONFRONTI DI N. 2 IMPRENDITORI
CON LA CONFISCA IN CALABRIA ED IN LOMBARDIA DI COMPENDI E
QUOTE AZIENDALI DI 9 SOCIETA’, 220 BENI IMMOBILI E 22 RAPPORTI
FINANZIARI, IL TUTTO PER UN VALORE STIMATO PARI A OLTRE 214
MILIONI DI EURO.
Personale del Comando Provinciale della Guardia di Finanza e del Centro
Operativo D.I.A. di Reggio Calabria ha eseguito, sotto il coordinamento della
Procura della Repubblica di Reggio Calabria, nei confronti di n. 2 imprenditori
reggini, SICLARI Pietro1
e RAPPOCCIO Pasquale2
, una misura di prevenzione
sia personale (sorveglianza speciale di pubblica sicurezza della durata di 3
anni e 6 mesi) che patrimoniale, confiscando loro in Calabria ed in Lombardia n. 9
società, n. 220 beni immobili e n. 22 rapporti finanziari, il tutto per un valore
stimato pari a oltre 214 milioni di euro.
Tale provvedimento rappresenta l’epilogo della complessa e articolata attività
investigativa svolta dal Nucleo di Polizia Tributaria – G.I.C.O. e dal Centro
Operativo della D.I.A. di Reggio Calabria e che ha permesso di accertare
un’ingiustificata discordanza tra il reddito dichiarato e il patrimonio a disposizione,
direttamente o indirettamente, dei due imprenditori che, sebbene abbiano
mantenuto nel tempo una facciata di rispettabilità, sono risultati essere contigui con
esponenti della locale criminalità organizzata reggina tra cui quelli intranei alle
cosche TEGANO e CONDELLO di Reggio Calabria, ALVARO di Sinopoli,
BARBARO di Platì e LIBRI di Cannavò.
A tal fine è stata estrapolata e acquisita copiosa documentazione – ufficiale e non –
quale contratti di compravendita di beni mobili e immobili, di quote societarie,
nonché atti di partecipazione e aggiudicazione di beni messi all’asta dal locale
Tribunale fallimentare, atti notarili, scritture private ecc., necessari a ricostruire ogni
singola operazione economica operata dai due imprenditori reggini e dai rispettivi
nuclei familiari. Il materiale così acquisito è stato oggetto, quindi, di circostanziati
approfondimenti, tesi a ricostruire, con dovizia di particolari, tutte le articolate
operazioni societarie effettuate da SICLARI Pietro e da RAPPOCCIO Pasquale e
dai rispettivi nuclei familiari, le quali, nel corso dell’ultimo ventennio, hanno
determinato un arricchimento decisamente anomalo, se rapportato alla lecita
capacità reddituale dichiarata dai soggetti investigati.

1
SICLARI Pietro, nato a Reggio Calabria il 23.12.1947.
2 RAPPOCCIO Pasquale, nato a Reggio Calabria il 17.10.1956.
2
SICLARI Pietro, noto imprenditore nei settori edilizio, immobiliare e alberghiero,
era stato tratto in arresto il 17 novembre 2010 dalla D.I.A. di Reggio Calabria
per estorsione aggravata dall’art.7 L.203/91, nell’ambito dell’operazione
denominata “Entourage”, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in
carcere emessa nei confronti di 7 soggetti dal GIP di Reggio Calabria. Il SICLARI,
in particolare, avvalendosi anche della forza di intimidazione derivante dagli stretti
rapporti con alcune delle cosche mafiose della provincia di Reggio Calabria,
avrebbe minacciato di morte un prossimo congiunto di un suo dipendente e
costretto quest’ultimo a formalizzare le proprie dimissioni dall’azienda rinunciando
alla propria liquidazione. Tale episodio risale al mese di agosto 2006, quando,
successivamente ad una rapina avvenuta il 4.8.2006 presso gli uffici della società
“SICLARI Antonino e figli sas”, il SICLARI ha cercato di sfruttare la conoscenza
di noti esponenti della criminalità organizzata per individuare gli autori del delitto.
Queste sue ricerche lo hanno condotto al presunto basista della rapina, figlio del
proprio dipendente, nei cui confronti ha poi attuato le ritorsioni estorsive descritte.
Tale fatto ha corroborato lo scenario tratteggiato dagli inquirenti, in cui è emersa in
modo inequivocabile la figura di SICLARI Pietro, imprenditore incline a voler
gestire i propri affari avvalendosi della fitta rete di collegamenti con esponenti della
criminalità organizzata con i quali, nel corso degli anni, ha consolidato stretti
legami. La vicenda giudiziaria si è conclusa con la sentenza di condanna alla
pena di anni otto di reclusione ed euro 2.500,00 di multa, emessa in data
08/07/2013 dal Tribunale di Reggio Calabria.
La Sezione Misure di Prevenzione del citato organo giudicante, con riferimento agli
accertamenti svolti dalla D.I.A., nell’odierno provvedimento ha così stigmatizzato la
figura del SICLARI: “non vi sono dubbi sulla pericolosità sociale del proposto
in quanto indiziato di appartenere alla ‘ndrangheta. Tale pericolosità, che
certamente ha contrassegnato tutto il percorso di vita imprenditoriale del SICLARI,
deve ritenersi ancora attuale. …omissis…Ebbene, le risultanze in atti hanno
dimostrato una contiguità funzionale del proposto ad importanti appartenenti delle
cosche così profonda e soprattutto così risalente nel tempo che non vi è motivo di
ritenere sia venuta meno con il mero decorso del tempo…..omissis…Il giudizio di
persistente attualità della pericolosità sociale è, del resto, avvalorato dalla
circostanza che, per tutta la durata del procedimento di prevenzione, il Siclari è
stato agli arresti domiciliari avendo il giudice di merito con riferimento all’estorsione
aggravata ritenuto ancora attuali le esigenze cautelari”.
Appare, altresì, particolarmente significativa la descrizione che il prefato Tribunale –
Sezione Misure di Prevenzione, traccia di una delle imprese riconducibili al
SICLARI, la “SICLARI Antonino & figli sas”: “Ritiene, infatti, il Collegio che
l’impresa di cui ci si occupa sia pienamente inquadrabile nel genus della cd.
impresa mafiosa …[]…L’impresa che fa capo all’imprenditore colluso ha ad
oggetto attività economiche lecite, è costituita da capitali leciti ma, al tempo stesso,
utilizza per lo svolgimento della propria attività metodi di carattere mafioso e
costituisce uno strumento di cui si serve l’organizzazione criminale per seguire le
proprie finalità illecite. L’esercizio di attività di impresa con metodo mafioso non
presuppone il diretto compimento di condotte minatorie e violente da parte della
medesima impresa, ma che la stessa operi normalmente, cioè riceva richieste di
lavori, sfruttando la forza intimidatrice dell’organizzazione mafiosa di riferimento,
sulla base de patti stretti con essa. …[]…Le risultanze in atti conducono a ritenere
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che la SICLARI Antonino & figli sas debba essere ricondotta a questa
…[]…categoria: sussistono plurimi e convergenti elementi di fatto che consentono
di sostenere che la sas, a prescindere dalla liceità o meno di parte delle risorse
genetiche, si sia progressivamente ampliata e sia cresciuta fino a diventare la
realtà economica fotografata dalle indagini solo grazie alla personale attività del
proposto, unico e incontrastato dominus della stessa il quale è riuscito ad ottenere
appalti del tutto al di fuori delle libere logiche concorrenziali attraverso lo
sfruttamento delle proprie conoscenze. …[]…La collusione con la ‘ndrangheta ha
permeato tutta la storia imprenditoriale del Siclari consentendo l’ascesa della sas
dallo stesso gestita e al contempo alla ‘ndrangheta di esercitare il controllo sulle
attività economiche della zona. Siclari Pietro, ben lungi dall’essere un imprenditore
vittima del sistema, incarna il tipico esempio di imprenditore colluso”.
RAPPOCCIO Pasquale – già Presidente e proprietario della squadra di pallavolo
femminile reggina “MEDINEX”, militante nella massima serie (A1), nonché socio
della “Piero Viola”, prestigiosa società sportiva che ha vantato decenni di presenza
nel massimo campionato di basket italiano – è un soggetto attualmente incensurato,
ma che è, tuttavia, coinvolto in importanti procedimenti penali volti a contrastare lo
sviluppo e la penetrazione delle potenti cosche di ‘ndrangheta negli ambienti
imprenditoriali e finanziari reggini.
Significativa della vicinanza di RAPPOCCIO ad ambienti criminali di elevato
spessore è la circostanza riferita da un collaboratore di giustizia secondo la quale,
in occasione del matrimonio di una delle figlie di TEGANO Giovanni, lo stesso era
stato invitato e aveva partecipato al banchetto riservato a pochi intimi organizzato
dal cognato del citato imprenditore, SICILIANO Paolo. Ciò in quanto RAPPOCCIO
era ritenuto dalla cosca TEGANO un personaggio meritevole di considerazione e,
quindi, degno di prendere parte a dei festeggiamenti carichi di significato simbolico
all’interno della cultura che contraddistingue gli ambienti mafiosi.
Altresì, è stato documentato un articolato e quanto mai variegato quadro indiziario,
da cui sono emersi reiterati contatti di RAPPOCCIO Pasquale con altri esponenti di
spicco della locale criminalità comune e organizzata. Diverse sono le iniziative
imprenditoriali che lo vedono coinvolto con esponenti di spicco della ‘ndrangheta,
tra le quali si evidenziano, a titolo esemplificativo, le cointeressenze societarie nel
lussuosissimo “Grand Hotel de la Ville” e nel “Piccolo Hotel s.r.l.”.
Inoltre, RAPPOCCIO, come emerge nell’ambito del procedimento “Reggio Nord”, è
tra gli ideatori e suggeritori del meccanismo formale atto a schermare l’operazione
di acquisto da parte della cosca CONDELLO della lucrosa attività commerciale “Il
Limoneto” – storico locale di riferimento della movida reggina e palcoscenico della
“Reggio bene” – nel più ampio complesso immobiliare comprensivo di villaggio
turistico acquistato tra il 2005 e il 2007 dalla “Welcome Investiments Italia s.r.l.”,
società partecipata da RAPPOCCIO e, in maniera occulta, dal citato Pietro
SICLARI.
In esecuzione del Decreto emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del
Tribunale di Reggio Calabria è stato confiscato il seguente patrimonio:
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SICLARI Pietro
 intero patrimonio aziendale della SICLARI Antonino & Figli S.a.s. con sede
legale in Reggio Calabria, via del Gelsomino nr. 45 (Partita Iva: 00977190800);
 33% delle quote societarie della GRUPPO GESTIONI SANITARIE S.r.l., con
sede legale in Reggio Calabria, via del Gelsomino nr. 45 (Partita Iva
02109400800);
 24,77% delle quote societarie della GESAM S.p.A. (grandi esercizi – servizi
alberghieri e mense S.p.A.), con sede legale in Villa San Giovanni (RC), via
Umberto Zanotti Bianco nr. 9 (Partita Iva 01150860805), società proprietaria del
prestigioso “Grand Hotel de la Ville” 4* Sup. di Villa San Giovanni;
 28,85% delle quote societarie della PICCOLO HOTEL S.r.l., con sede legale in
Villa San Giovanni (RC), Piazza Stazione nr. 1 (Partita Iva 00105490809). La
PICCOLO HOTEL S.r.l. è proprietaria del noto complesso alberghiero “Plaza
Hotel Comfort” di Villa San Giovanni (RC);
 15% delle quote societarie della OTTO S.r.l., con sede in Reggio Calabria, via
Aspromonte nr. 38 (Partita Iva 00739190809);
 50% delle quote societarie della WELCOME INVESTMENTS ITALIA S.r.l., con
sede legale in Reggio Calabria, via del Gelsomino nr. 45 (Partita Iva
80119590588). La WELCOME INVESTMENTS ITALIA S.r.l. detiene l’80%
delle quote della JONIO BLU S.r.l., proprietaria del complesso alberghiero
“Villaggio Jonio Blu” di Bianco (RC);
 206 beni immobili, tra villette, appartamenti di pregio, autorimesse e terreni
intestati al proposto ed alle società allo stesso riconducibili;
 16 rapporti finanziari per oltre 1.600.000,00 euro.
RAPPOCCIO Pasquale
 89% delle quote societarie della NUOVO BASKET VIOLA REGGIO 98 S.r.l.,
con sede legale in Reggio Calabria via Pio XI nr. 337 (Partita Iva
01510330804);
 67% delle quote societarie della GRUPPO GESTIONI SANITARIE S.r.l., con
sede legale in Reggio Calabria, via del Gelsomino nr. 45 (Partita Iva
02109400800);
 40% delle quote societarie della ICRAS S.r.l., con sede legale in Reggio
Calabria, via Reggio Campi nr. 30 – Rione A (Partita Iva 06042361003);
 34% delle quote societarie della ICARUS S.r.l., con sede legale a Milano, via
Luigi Anelli nr. 2 (Partita Iva 05953030961);
 26% delle quote societarie della GESAM S.p.A. (grandi esercizi – servizi
alberghieri e mense S.p.A.), con sede legale in Villa San Giovanni (RC), via
Umberto Zanotti Bianco nr. 9 (Partita Iva 01150860805), società proprietaria del
prestigioso “Grand Hotel de la Ville” 4* Sup. di Villa San Giovanni;
 28,86% delle quote societarie della PICCOLO HOTEL S.r.l., con sede legale in
Villa San Giovanni (RC), Piazza Stazione nr. 1 (Partita Iva 00105490809). La
5
PICCOLO HOTEL S.r.l. è proprietaria del noto complesso alberghiero “Plaza
Hotel Comfort” di Villa San Giovanni (RC);
 50% delle quote societarie della WELCOME INVESTMENTS ITALIA S.r.l., con
sede legale in Reggio Calabria, via del Gelsomino nr. 45 (Partita Iva
80119590588). La WELCOME INVESTMENTS ITALIA S.r.l. detiene l’80%
delle quote della JONIO BLU S.r.l., proprietaria del complesso alberghiero
“Villaggio Jonio Blu” di Bianco (RC);
 14 beni immobili siti nella Provincia di Reggio Calabria e Milano;
 6 rapporti finanziari per oltre 72.000,00 euro.
Conclusivamente il Comando Provinciale della Guardia di Finanza e la D.I.A. di
Reggio Calabria hanno proceduto all’esecuzione nei confronti dei sopra citati
imprenditori reggini di una misura di prevenzione sia personale (sorveglianza
speciale di pubblica sicurezza della durata di anni 3 e mesi 6) che patrimoniale
confiscando loro n. 9 società, n. 220 immobili e n. 22 rapporti finanziari, il tutto
per un valore stimato pari a oltre 214 milioni di euro.
Reggio Calabria, 06 novembre 2015
IL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA
Federico Cafiero de Raho

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