Pubblicata ieri mozione dal Capogruppo della Lega Nord Centinaio sui Marò

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Fiaccolata di ieri, martedì 6 ottobre a San Pietro, per gli italiani in Guinea Equatoriale. Presenti i famigliari di Fabio e Filippo Galassi, prigionieri da marzo nel carcere di Bata, Daniel e Fausto Candio liberati e tornati in Italia sabato scorso e Fabio Sabbatani Schiuma, segretario nazionale di Riva Destra, movimento che sta sostenendo questa causa.
fiaccolata FOTO(1)
Pubblicata ieri mozione dal Capogruppo della Lega Nord Centinaio.
Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 1-00473
Atto n. 1-00473
Pubblicato il 6 ottobre 2015, nella seduta n. 518
CENTINAIO , ARRIGONI , CALDEROLI , CANDIANI , COMAROLI , CONSIGLIO , CROSIO , DIVINA , STEFANI , STUCCHI , TOSATO , VOLPI
Il Senato,
rilevando come i marò, oggetto di un procedimento penale avviato dalla magistratura indiana, solo di recente rimesso ad una corte arbitrale internazionale, non costituiscano l’unico caso increscioso che vede dei cittadini italiani alla mercé di una giustizia straniera poco trasparente;
ricordando, in particolare, la condizione in cui si trovano Fabio e Filippo Galassi, padre e figlio, arrestati a Bata, in Guinea equatoriale, il 21 marzo 2015 e da quel giorno detenuti: il primo nell’inferno di “Bata central”, il carcere pubblico gestito dai militari guineani, ed il secondo ai domiciliari dopo qualche giorno trascorso in cella;
evidenziando altresì che nella medesima situazione di limitazione della propria libertà si sono trovati anche Daniel e Fausto Candio, egualmente figlio e padre, trattenuti dalle autorità guineane soltanto in ragione del rapporto d’amicizia del primo con Fabio Galassi. Daniel è stato peraltro appena liberato, mentre a Fausto Candio sono stati concessi i domiciari;
sottolineando come da quel 21 marzo 2015 i Galassi attendano ancora di vedersi formalizzare le accuse da parte della magistratura della Guinea Equatoriale, nonostante il pretesto usato al momento dell’arresto, secondo cui i due avrebbero tentato la fuga dalla Guinea con due trolley pieni di soldi della società nella quale lavoravano, la General work, posseduta al 49 per cento dall’uomo forte della Guinea equatoriale, Teodoro Obiang Nguema Mbasogo;
evidenziando che, a quanto si conosce, al momento dell’arresto dei Galassi la polizia guineana non ha invece trovato soldi nelle valigie dei due, accusati da alcuni sedicenti dipendenti della società;
considerando che la vicenda dei Galassi fa seguito a quella non meno incresciosa vissuta da un altro imprenditore italiano, Roberto Berardi, solo recentemente rimesso in libertà dopo oltre 2 anni di carcere duro;
esprimendo indignazione per gli epiteti utilizzati dai media guineani nei confronti dei Galassi;
apprezzati gli sforzi compiuti dalla diplomazia nazionale per assistere i nostri due concittadini rimasti vittime della giustizia guineana, peraltro finora rivelatisi inefficaci;
manifestando preoccupazione per il pericolo che dei nostri connazionali vengano processati senza ragione in Guinea equatoriale, Paese che applica anche la pena di morte e comunque non pare aver ancora formalizzato alle autorità italiane le accuse contro i Galassi;
rilevando, infine, la presenza di numerosi coni d’ombra in tutta la vicenda,
impegna il Governo ad attivarsi ulteriormente presso le autorità guineane ed in tutte le sedi internazionali, ove ciò sia possibile, per assicurare una tutela adeguata a Fabio e Filippo Galassi, innanzitutto acquisendo informazioni certe sulle effettive imputazioni che gravano su di loro e la società General work, i tempi delle procedure giudiziarie guineane e le pene che potrebbero essere irrogate, con l’obiettivo finale di ottenerne al più presto il proscioglimento e l’autorizzazione a rimpatriare in Italia.

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