GDF GALLARATE OPERAZIONE “BRASIL”: ARRESTATO LATITANTE INTERNAZIONALE

0
68

GDF GALLARATE OPERAZIONE “BRASIL”: ARRESTATO LATITANTE INTERNAZIONALE

7623_foto 1 npt

Nei giorni scorsi gli uomini della Compagnia dei Gallarate, in collaborazione con la Polizia di Frontiera dell’aeroporto di Linate , hanno notificato una ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale di Busto Arsizio nel confronti di M.L, 47 anni, capo di un’organizzazione criminale, composta da 18 soggetti, specializzata in truffe nei confronti di Istituti di Credito. Al termine di complesse ed articolate indagini, iniziate più di due anni fa sotto il coordinamento del Sost. Proc. Alessandra Nadia Calcaterra, nell’ambito dell’operazione denominata “BRASIL”, il G.I.P. presso il Tribunale di Busto Arsizio nel mese del maggio 2013 aveva emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di M.L., un varesino di 47 anni. Ordinanza non eseguita in quanto il soggetto è risultato latitante all’estero. Nei giorni scorsi, il ricercato veniva fermato dagli organi di Polizia Tedesca ed a seguito del mandato di cattura a livello europeo , nel frattempo emesso, veniva estradato con la collaborazione del Comando Generale della Guardia di Finanza e dell’Interpol e consegnato alle Fiamme Gialle Gallaratesi, per essere associato presso la casa circondariale di Busto Arsizio a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Le Fiamme Gialle gallaratesi hanno posto così fine alla latitanza durata, oltre due anni, del soggetto. L’arrestato era a capo di un’associazione a delinquere, finalizzata alla truffa, falsificazione di atti amministrativi e traffico di documenti falsi, coi quali riusciva ad ottenere finanziamenti e mutui utilizzando tecniche truffaldine. In pratica, i promotori dell’organizzazione si sostituivano ad ignari cittadini, creando ad hoc false “procure speciali a vendere”. Con questi stratagemmi gli ignari proprietari si vedevano la propria casa venduta ai truffatori. La prassi posta in essere dall’organizzazione criminale era la seguente: una volta individuato un immobile in vendita, la banda si attivava per conoscere i dati del bene nonché del suo proprietario. Una volta acquisiti tutti gli elementi utili, realizzavano una falsa procura a vendere a favore di un proprio complice. Di fatto era tutto rigorosamente falso: oltre all’identità del “procuratore” e dell’ ”acquirente”, contraffatti erano anche i documenti personali, i certificati anagrafici, perfino le buste paga. Il tutto veniva poi presentato alle banche, per ottenere i mutui, ed ai notai, per redigere gli atti di compravendita. La documentazione veniva realizzata in modo che nessuno si accorgesse della completa falsità. Comando Provinciale della Guardia di Finanza Varese _______________________________________________________________________________ Comando Provinciale Guardia di Finanza 21100 Varese, via Ing. P. Foresio n.6 Telefono/fax 0332 283359 L’attività investigativa ha consentito di ricostruire le procedure seguite dagli appartenenti all’organizzazione, ciascuno dei quali aveva una responsabilità, un ruolo ed un compito ben preciso. Compiti che andavano dalla ricerca sul mercato di un immobile in vendita, all’acquisizione dei dati catastali e del proprietario, dall’individuazione della banca (per la concessione del mutuo) alla predisposizione della documentazione falsa e/o contraffatta da esibire all’istituto di credito, fino all’utilizzo della documentazione stessa. Al termine, mentre per la banda vi era l’incasso e la spartizione del profitto, spesso bonificato su conti correnti esteri, rimanevano i danni alle banche – che avevano erogato un mutuo che non sarebbe mai stato restituito – ed agli ignari proprietari che – oltre a vedersi sequestrata la casa – hanno dovuto attivare i canali giudiziari necessari per rientrare in possesso del proprio bene. Gli episodi accertati nella provincia di Varese, al termine delle indagini svolte sono stati complessivamente dieci. In precedenza le Fiamme Gialle gallaratesi avevano già denunciato, nell’ambito di due procedimenti penali instaurati presso le Procure della Repubblica di Busto Arsizio e Varese, 18 soggetti responsabili dei delitti di: falso, truffa aggravata, contraffazione di pubblici sigilli, falsificazione di atti amministrativi e traffico di documenti falsi e conseguente riciclaggio degli illeciti profitti, quantificati nella fase investigativa finale in oltre 700mila euro. Le indagini patrimoniali hanno portato anche al sequestro di 6 immobili, per un valore complessivo di circa un milione di euro.

Rispondi