Centro-Destra se ci sei batti un colpo

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Centrodestra, se ci sei, batti un colpo

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Centrodestra, se ci sei, batti un colpo

Come ampiamente prevedibile, i riti della politica hanno fatto il loro corso e la prima mossa sullo scacchiere delle elezioni amministrative del 2016 a Milano e a Varese l’ha fatta la sinistra. Per le ragioni che abbiamo illustrato più volte in questo giornale. Colpisce fino ad un certo punto la simultaneità degli eventi. La sintesi è stata trovata, come sempre in politica, in alto, in questo caso dalle parti di Matteo Renzi. E per entrambe le città.

Negli ultimi giorni a Milano l’agitarsi di Giuliano Pisapia ha di fatto reso ancora più inutile lo strumento delle primarie, spianando di fatto la strada al candidato ufficiale, molto probabilmente Giuseppe Sala, ma pare che ci siano anche altre valide opzioni a disposizione. Ma è il manager di Expo l’obiettivo prioritario del Pd, un nome di prestigio e con alta visibilità da spendere dopo la certificazione del successo della manifestazione internazionale, una candidatura che potrebbe chiudere definitivamente la partita nel centrosinistra. Quasi penosi i tentativi di mettere indietro le lancette dell’orologio da parte di Pierfrancesco Majorino, l’unico ancora a credere alle candidature nate dal basso e sancite dalle primarie. Ma davvero ci crede? Qualcuno lo svegli dal sogno, più probabilmente finirà in quella parte di sinistra-sinistra che correrà autonomamente racimolando nulla o poco più. Il tempismo di Pisapia, evidentemente concordato con Renzi, è stato coronato dall’articolo di fondo del presidente Sergio Mattarella su il Sole 24 Ore di ieri e ripreso anche da noi su La Bissa. Un intervento ottimista, in chiave futura, molto milanese, pubblicato sul giornale della Confindustria e a pochi giorni dalla fine di Expo. Un endorsement. E’ difficile che un democristiano sbagli tempi, modi, luoghi e toni di un intervento, specialmente in un caso delicato come quello in questione, dove sono in gioco equilibri e governance della Milano futura. Bisogna riconoscere con signorilità l’efficienza manovriera di Giuliano Pisapia nel fare la guardia al bidone di benzina milanese facendo in modo che questo non esplodesse inavvertitamente e contemporaneamente tenere d’occhio il proprio futuro che ovviamente è sempre più chiaro e soprattutto noto solo a lui e a Matteo Renzi. Che il sindaco non volesse andare in pensione era noto fin dal giorno in cui annunciò che non si sarebbe ricandidato, ma in pochi avrebbero allora scommesso su un futuro certo e di alto livello. Ora, il sindaco della rivoluzione arancione sta spianando la strada al renzismo in salsa milanese e sicuramente non sta lavorando solo per la gloria, sta facendo saltare come birilli quelli che non si allineano, a cominciare dal suddetto Majorino, ma anche altri, vittime di eccessivo protagonismo, vedasi alcuni assessori o i grilli parlanti, perennemente contro qualsiasi cosa, del Pd milanese. Un bel colpo per la sinistra milanese, ma la partita della candidatura è ancora lunga. Il centro destra è in confusione, non si capiscono nemmeno i contorni della coalizione, sui candidati nebbia fitta. La rincorsa a questo punto è lunga e, dovesse effettivamente scendere in pista Sala, potrebbe diventare una prova quasi impossibile se non si mettono in campo le risorse migliori.

A Varese la prima mossa della sinistra ha il nome di Daniele Marantelli che ha finalmente sciolto la riserva e correrà alle prossime primarie del Pd. Marantelli ha dovuto incassare il colpo primarie, elezioni di cui avrebbe volentieri fatto a meno se solo la candidatura fosse stata preparata per tempo e soprattutto se fosse stato seguito con più attenzione l’evolversi degli eventi nella segreteria cittadina del partito. La prospettiva di una sua affermazione quale candidato sindaco, la storia e la notorietà del personaggio, le indubbie capacità di aggregazione che ha al di fuori dei recinti della sinistra pongono la coalizione nella condizione di potersela giocare con gli avversari. A questo punto il centrodestra ha tempo fino a metà dicembre per elaborare una strategia e trovare un candidato di altrettanto livello da contrapporre. A differenza di Milano, a Varese la situazione generale è più favorevole per il centrodestra. La Lega è in buona salute, il candidato sindaco sarà leghista e verrà scelto di conseguenza alle manovre del centrosinistra. Ora girano solo nomi di candidati di bandiera, ballon d’essai o, più spesso, autocandidati. Restano dubbi sulla composizione della coalizione oggi frantumata, al momento infatti parliamo di Lega, non di centrodestra. Potrebbe questo rivelarsi il tallone d’Achille della proposta leghista che già dovrà fare i conti con liste civiche, grillini e quant’altri renderanno difficile la corsa dei principali schieramenti.

 

 

 

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