Ti chiedo scusa piccolo Aylan.

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l corpo di Aylan Kurdi portato sul bagnasciuga dalle onde del mare e raccolto da un paramilitare turco.

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Ti chiedo scusa piccolo Aylan.

Ti chiedo scusa e lo chiedo anche a tutti quelli che hanno diffuso e moltiplicato l’immagine del tuo corpicino inerte sul bagnasciuga, ma io non riesco ad accettare questa violenza che ti è stata fatta. Io ci ho provato, ho cercato mille scuse e mille ragioni, ma no, non va bene così.

Qualunque fosse la tua religione, la tua razza, il colore della tua pelle tu per me sei un cucciolo di uomo, raccolto come uno straccetto e portato via, pur con tanto amore, verso la tua destinazione finale.

Ti chiedo scusa piccolo Aylan, se abbiamo dovuto usarti per raccontarci un messaggio che non siamo più in grado di capire solamente con la nostra intelligenza, con i nostri sentimenti, con la nostra misera cultura.

Ti chiedo scusa cucciolo, se non siamo più capaci di affrontare il gigantesco problema delle migrazioni semplicemente guardandoci negli occhi davanti ad uno specchio e non riusciamo, usando il buon senso e la razionalità che forse non abbiamo più, a trovare soluzioni realistiche.

Ti chiedo scusa perché abbiamo avuto bisogno di rubare quella tua immagine per ritrovare i nostri sentimenti che erano nascosti  dentro di noi e che forse domani o dopo torneremo a riporre nei cassetti dove li avevamo nascosti, per la vergogna che proviamo perla nostra incapacità di immaginare soluzioni.

Chiedo scusa per il mio sfogo anche a tutti voi che avete trovato giustificazioni e ragioni valide per pubblicare questo dolore, ma io penso che il mio dolore sia una cosa immensa e intima da vivere con il cuore e non con i media, e non sento il bisogno di queste immagini per capire la grandezza e la tragedia di quello che accade in questo vecchio continente diventato la terra promessa per i disperati di ogni origine.

Ti chiedo scusa Aylan, riposa in pace e perdonaci, se puoi.

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