Papa Francesco: una famiglia di profughi in ogni parrocchia

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(Papa Francesco)
Cari fratelli e sorelle, la Misericordia di Dio viene riconosciuta attraverso le nostre opere, come ci ha testimoniato la vita della beata Madre Teresa di Calcutta, di cui ieri abbiamo ricordato l’anniversario della morte.
Di fronte alla tragedia di decine di migliaia di profughi che fuggono dalla morte per la guerra e per la fame, e sono in cammino verso una speranza di vita, il Vangelo ci chiama ad essere “prossimi” dei più piccoli e abbandonati. A dare loro una speranza concreta. Non soltanto dire: “Coraggio, pazienza!…”. La speranza è combattiva, con la tenacia di chi va verso una meta sicura.
Pertanto, in prossimità del Giubileo della Misericordia, rivolgo un appello alle parrocchie.

Un grande Papa, un grande messaggio che travalica i limiti delle ideologie politiche: inutile tentare di tirarlo da una parte o dall’altra.

Il suo è un messaggio universale, e non può che essere così.

I canoni della politica e dell’economia gli stanno stretti, e d’altra parte non è quello il suo compito.

Lui si occupa delle anime ma anche delle sofferenze umane nella Enciclica,

ed in particolare nella preghiera”

“O Dio dei poveri,
aiutaci a riscattare gli abbandonati
e i dimenticati di questa terra
che tanto valgono ai tuoi occhi”
Un messaggio semplice ma non per tutti.
Giuseppe Criseo
Varese Press

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