Italia Unica, riunione dei dirigenti a Pomezia

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SI RIUNISCE A POMEZIA LA CLASSE DIRIGENTE DI ITALIA UNICA
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sbardella con Passera
“È stata creata una squadra e in pochi mesi è stata fatta molta più strada di tanti altri partiti. Ora bisogna continuare con il radicamento sul territorio in vista della prova del voto amministrativo della prossima primavera”. È il messaggio che Corrado Passera ha rivolto alla classe dirigente di Italia Unica riunita a Pomezia per una due giorni di confronto e dibattito. “Dobbiamo continuare ad insistere nella operazione verità che solo noi stiamo svolgendo su come sta l’Italia”, ha detto il presidente del partito. “Il Paese sta andando nella direzione sbagliata. Nell’indifferenza o, peggio, complicità di tanti, infatti, ci vengono raccontate bugie sui conti pubblici e su operazioni decisive come la privatizzazione delle Poste che se attuata come è stata pensata risulterà nient’altro che una vergognosa svendita di un asset fondamentale. Purtroppo il governo Renzi insiste nell’errore: più spesa pubblica, più tasse, meno investimenti. È la ricetta del disastro”. Passera ha criticato anche la riforma elettorale e quella costituzionale: “Italicum e riforma del Senato portano via democrazia. Il riassetto della Rai, della Pubblica Amministrazione e perfino della Difesa sono improntate a mettere nelle mani del presidente del Consiglio un potere esclusivo di nomina. Dietro tutto questo si afferma quella voglia di Partito della Nazione che punta a creare una marmellata che mette insieme dai centri sociali a Verdini. Italia Unica lavora per l’alternanza che è l’elemento vitale di un sistema democratico. E perché ciò accada è fondamentale che i cittadini possano scegliere tra offerte politiche alternative. Noi siamo contro il renzismo e contro le forze estreme e demagogiche, contro il populismo di Grillo e Salvini”.
Italia Unica dunque ha riunito a Pomezia la sua classe dirigente: Direzione Nazionale, Coordinatori provinciali e Amministratori insieme per dialogare sulle prossime attività del partito e anche per imparare sempre più a conoscersi. “Insieme, verso i prossimi traguardi” è la frase che campeggia sul palco. Questo perché dopo l’elezione dei 70 primi coordinatori provinciali e l’indicazione dei promotori che via via andranno ad occuparsi delle poche province d’Italia ancora scoperte, è il momento di discutere nel concreto come radicare Italia Unica ancora di più e come partecipare attivamente alla vita delle comunità, perché il senso della nostra politica è proprio questo. E, a maggior ragione, la candidatura di Corrado Passera a sindaco di Milano rappresenta il segnale più forte, fatto di testimonianza e impegno diretti. “Siamo e vogliamo continuare ad essere – ha spiegato Passera – un partito diverso da tutti gli altri. Chi viene con noi sa che non abbiamo prebende o poltrone da distribuire. Ma possiamo cambiare l’Italia con coraggio, competenza e generosità. In otto mesi sabbiamo messo insieme persone di grande livello, un gruppo di personalità che, ciascuno nel suo campo, sa fare bene le cose. Ora da tanti soliti dobbiamo trasformarci  fin da subito in una orchestra”.
Una conferma indiretta ma importante di quanto le idee e le denunce di Italia Unica sui conti pubblici siano fondate arriva dall’editoriale di Giavazzi ed Alesina oggi sul Corriere della Sera. Per i due economisti, infatti, il Documento di Economia e Finanza e la prossima legge di Stabilità non contengono misure incisive sul taglio delle tasse o sulla spending review. Valutazioni che Corrado Passera va facendo da tempo non per propaganda o benaltrismo, ma spiegando nel dettaglio cosa e come fare per affrontare la situazione. È assolutamente necessario invertire la tendenza in modo da poter cogliere le favorevoli opportunità che l’azione di Draghi, i tassi di interesse ancora bassi e il prezzo del petrolio assolutamente accessibile permettono. Ma, appunto, occorre uno sforzo di grandi dimensioni per dare una spinta vera alla crescita. Solo così, peraltro, si potrà affrontare positivamente la piaga della disoccupazione, soprattutto giovanile. Dieci milioni di italiani che non hanno un lavoro o non ne hanno uno sufficiente sono stanchi di aspettare.
Italia Unica

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