Italia Unica-Brescia, Lelio Alfonso

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Ieri la Direzione Nazionale di Italia Unica ha ribadito la forza del progetto che Corrado Passera ha voluto proporre e costruire. “Italia Unica – ha spiegato Passera nella sua relazione – lavora perché l’alternativa al Renzismo diventi realtà. Le condizioni ci sono, le idee non mancano, la determinazione a dare un casa comune alla maggioranza di italiani che non si riconoscono in questa visione e tanto meno nelle logiche estremiste e anti-sistema, neppure. Le prossime elezioni amministrative saranno il crocevia di questo processo, e la partita di Milano può segnare un punto di svolta per tutto lo scenario politico italiano”. Parole chiare, che fanno eco a una costante crescita della presenza sul territorio, all’adesione di decine e decine di amministratori locali, sindaci e alla preparazione delle liste in molte città per il 2016. Nelle prossime ore verrà pubblicato sul sito il “Documento per l’alternativa”, proposto e discusso in Direzione Nazionale, che elenca i punti salienti dell’ analisi politica di Italia Unica e i compiti per i prossimi mesi. E inoltre, come avevamo promesso, ecco il primo momento comune di formazione, perché non si può fare politica senza il confronto e lo studio. A fine mese, a Pomezia, tutti i coordinatori provinciali e i componenti della Direzione Nazionale di Italia Unica si ritroveranno per impostare l’impegnativo lavoro dei prossimi mesi e per ascoltare i contributi di esperti e amministratori locali.
La lettera di Matteo Renzi a Repubblica sulla necessità di superare l’Accordo di Dublino è scritta con molta cura, anche sul piano emozionale, e va dunque apprezzata. La avremmo però condivisa con maggiore e sincera convinzione se tanta determinazione fosse stata messa in mostra durante il recentissimo semestre di presidenza Ue, quando l’emergenza dei migranti e il flusso dei profughi erano problematiche già fortissime. Basta una rapida ricerca in rete per scoprire come gli atteggiamenti di oggi siano inchiodati dai comportamenti di ieri. Purtroppo, infatti, leggendo le 42 pagine di sintesi dell’esperienza di vertice italiana solo sei righe sono destinate al diritto d’asilo, mentre l’emergenza migranti, al di là delle iniziative già in essere, viene addirittura inserita tra gli impegni umanitari, al pari dell’epidemia di Ebola. “La Presidenza ha promosso una riflessione sull’esigenza di acquisire un meccanismo di riconoscimento reciproco delle decisioni in materia di asilo”, recita il documento di sintesi. Una riflessione, un invito a pensare che a distanza di pochi mesi diventa, nella lettera di Renzi, un’assoluta priorità. Quando sostenevamo che il semestre di Presidenza (il prossimo sarà tra 14 anni) è stato una clamorosa occasione perduta per dettare l’agenda ad un’Europa frastornata abbiamo ricevuto in cambio ironie e critiche. Basta poco per dimostrare, carte alla mano, che un conto è avere le leve per agire, un altro avere la capacità di saperle usare.
Le parole di Alfano, quasi sprezzanti, nei confronti dei tanti dirigenti e amministratori del Nuovo Centro Destra che non riescono più a comprendere il progetto del “delfino” di Berlusconi suonano come una difesa tutta personale, per nulla interessata alle sorti di un progetto che doveva accentuare la forza della componente moderata e riformatrice dello schieramento politico. Ovviamente ognuno è libero di scegliere quale strada intraprendere (o carro su cui saltare), ma ci chiediamo perché insistere così testardamente nel difendere la scelta di far parte del Partito della Nazione come l’idea vincente per poi sconfiggere Matteo Renzi alle prossime elezioni politiche. Non sarebbe molto meglio evitare una frammentazione che già troppi danni ha creato nel tempo al mondo liberale e popolare? Non sarebbe il caso che non si scimmiottasse il premier (come con le slide sul Sud presentate ieri), ma si cercasse di evitare una deriva lepenista e populista del centrodestra, in modo che l’alternativa al Renzismo parta sulla base di un programma realmente in grado di interpretare i valori e le istanze di quell’elettorato? Ciò che Alfano dice non ci piace proprio per questo, perché giustifica comportamenti politicamente suicidi. Comportamenti che ritroviamo nei due forni dell’Udc o in quella della candela di Scelta Civica: continuare a sperare di avere calore anche se un freddo inverno si avvicina.
Lelio Alfonso
Coordinatore Nazionale di Italia Unica

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