IL RADUNO DI CASA POUND A CASTANO PRIMO

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IL RADUNO DI CASA POUND A CASTANO PRIMO

Discreto successo a Castano Primo, nell’hinterland milanese, per l’apertura della festa di Casa Pound Italia grazie anche alla campagna pubblicitaria lanciata dal prefetto  Francesco Paolo Tronca che ha revocato ai neofascisti il permesso di svolgere il loro raduno nazionale dall’11 al 13 settembre e dal sindaco di CastanoGiuseppe Pignatello, sostenuto e affiancato da tutti gli altri sindaci colleghi di partito.

Gianluca Iannone e Simone Di Stefano ringraziano per l’insperato lancio pubblicitario e per la visibilità mediatica ottenuta grazie al prefetto e al PD e si preparano a raccogliere i frutti.

Massiccio e totalmente inutile lo sfoggio di forze da parte della polizia quasi alla pari con i presenti all’evento.

Non condivido nulla con Casa Pound ma rivendico con forza il loro diritto a parlare, manifestare e fare festa negli spazi adibiti a tale uso e trovo ridicolo l’atteggiamento dei sindaci del PD che incapaci di smontare sul piano ideologico e culturale le sparate neofasciste usano vecchi sistemi da stato di polizia.

Casa Pound ha diritto di sparare tutte le cavolate che vuole, se lo fa con civiltà, nell’ambito di una festa :non è con i divieti le revoche, le ordinanze che ti puoi opporre a un’ideologia, anche se totalmente non condivisa, ma con una narrativa forte e alternativa  smontando gli argomenti con proposte concrete. Se non sei in grado di farlo, mettiti da parte e non fare da amplificatore e possibilmente non fare politica.

Casa Pound ringrazia di tutta questa visibilità mediatica e inizia la festa con un dibattito che vede sul palco Simone Di Stefano e il Senatore leghista Raffaelle Volpi moderati dal giornalista di Libero Francesco Borgonovo.

I presenti pareggiano il conto con l’apparato di polizia che li controlla e li difende, con una sostanziale differenza: il pubblico è presente per scelta a condividere semplicemente con la curiosità di sapere e vedere con i propri occhi, mentre l’apparato di sorveglianza è pagato dai contribuenti e pare decisamente sproporzionato, anche se in realtà lo scopo non è quello di contrastare i “pericolosi neofascisti” , ma è quello di difenderli da eventuali attacchi di Black Bloc.

Castano Primo 11.09.2015

Fabrizio Sbardella

collaboratore

Varese Press-Gallarate

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