I liberali provano a fare squadra

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I LIBERALI PROVANO A FARE SQUADRA

Tra sabato e domenica si è svolto a Torino il Liberal Camp, la seconda edizione della due giorni sulla cultura liberale, fortemente voluta da Andrea Mariscotti ed Erik Paleni, i mitici conduttori della radio web L’AUTOSTOP che a breve riprenderà le trasmissioni.

 

Durante la mattinata si aprono i lavori guidati da Carmelo Palma (“la via d’uscita per i liberali può essere l’anti politica in doppio petto?”)  e interviene Adriano Travaglia (Italia Unica di Torino) “puntiamo insieme ad organizzarci e saremo la vera alternativa al sistema clientelare”, Corrado Rabbia (Fare per Fermare il Declino) “la speranza non c’è… dall’altra parte ce l’hanno acquistata con 80 euro e con abolizione di IMU e TASI a debito – diciamo basta alla politica dei talkshow e costruiamo un progetto sul territorio su temi comuni – questo Paese vive di Stato, troppe clientele che votano”, Gianmarco Gabrieli “no: l’antipolitica non funziona perché è pars destruens senza pars construensse – se non raggiungi il cielo perché il palazzo ha un tetto di vetro che non si sposta, cambia palazzo”, Marco Marazzi (Partito Federalista Europeo) “Il compito dei Liberali è quello di far comprendere la globalizzazione e farla accettare – i liberali devono spiegare la globalizzazione e come governarla – definiamo cosa intendiamo per liberale, Sarebbe un punto di partenza”,  Flavio Pasotti (ex fare per Fermare il Declino) “avere una crescita dello 0,9% rispetto allo 0, 6% non mi cambia niente ed è una crescita falsa – dobbiamo fare una battaglia non sulle sigle ma sui contenuti – abbiamo un’origine ottocentesca, dobbiamo trovare temi e parole per le nuove generazioni”, Enzo Raisi (ex parlamentare di Alleanza Nazionale) “la globalizzazione è una grande occasione per tutti –  le parole sono pesanti come macigni, serve una comunicazione efficace”, Lelio Alfonso (Coordinatore Nazionale di Italia Unica) “non ci facciamo condizionare dai sondaggi, valuteremo dopo le prossime amministrative. Noi non vogliamo essere un’alternativa al centro destra ma al renzismo”, Riccardo De Caria (Ex Fare per Fermare il Declino) “NON SONO STATO è uno slogan che mi vede particolarmente favorevole per radunare una comunità politica”, Igor Boni (Radicali) “noi dobbiamo garantire la libertà di scelta politica”, Ivan Catalano (parlamentare Scelta Civica ex M5S), Mariano Rabbino (parlamentare di Scelta Civica) “Renzi è totalmente eccentrico al Partito Democratico – mettiamo in campo meritocrazia, con primarie per la leadership dell’agenda liberale – la leadership in politica ha fatto perdere i contenuti”, Claudio Gentile (PLI) “il problema dei Liberali non è individuare la leadership ma di accettarla, Renzi è Liberale come io sono la monaca di Monza”, Vincenzo Laudiero  “dobbiamo cercare quello che ci unisce non quello che ci divide”

Nel pomeriggio i lavori proseguono su tre tavoli, quello sull’economia moderato da Francesco M.Renne, sull’Europa moderato da Marco Marazzi e sui diritti civili moderato da Yuri Guaiana. Le conclusioni di questi tavoli ve le proponiamo dalla viva voce dei conduttori nelle interviste che trovate sul giornale.

La mattina di domenica tavolo sul debito pubblico moderato da Costantino De Blasi (Fare per Fermare il Declino), con dibattito e domande dal pubblico.

 

L’area liberale è ricca d’individualismi e ha grande difficoltà di aggregazione, ma in questo momento le alleanze sono fondamentali per tentare di costruire una diga alla dilagante epopea dei ciarlatani. Molti sono i buoni propositi da parte di tutti, ma non bastano più, adesso è necessario lasciarsi alle spalle gli orgogli e gli egoismi le magliette delle varie squadre e lavorare alla ricerca di momenti di condivisione. Il mondo della sinistra, seppur con apparenti divisioni, ma solo enunciate, marcia a livello nazionale e locale in totale simbiosi, probabilmente condividendo la distribuzione di prebende e favori. L’alleanza da cercare e costruire deve essere la più vasta possibile e includere il maggior numero di forze possibili, sulla base di scelte concrete e realistiche, specialmente a livello locale, con la sola esclusione dell’area che gravita intorno al Partito Democratico. Bisogna recuperare e indossare le maschere antigas, se non tutti i profumi o gli odori ci sono graditi allo stesso modo, e affrontare la realtà che a livello di amministrative porta quasi sempre ad un testa a testa e normalmente su una delle due testa c’è il berretto del PD. Tanto vale sapere prima e decidere con realismo da che parte stare, anche se per me c’è una sola possibilità. L’alleanza sul territorio va cercata tra le PERSONE che non sono coinvolte nel dilagante renzismo, comodo e redditizio, senza esclusioni forzate o di bandiera, tenendo conto solamente delle realtà sul territorio e della qualità delle persone.

Varese 21/09/2015

Fabrizio Sbardella
Varese Press
Gallarate

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