Calderoli-Kyenge, improperi e fiori

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Roberto Calderoli, prima salvato dal Senato dall’accusa più pesante sulla Kyenge, provoca polemiche.
Una delle tanti frasi che girano sulla rete ma che comunque pe ril ruolo che ricopre non era certamente opportuna:

«Ogni tanto, smanettando con internet, apro il sito del governo e quando vedo venire fuori la Kyenge io resto secco. Io sono anche un amante degli animali per l’amore del cielo. Ho avuto le tigri, gli orsi, le scimmie e tutto il resto. Però quando vedo uscire delle sembianze di un orango, io resto ancora sconvolto».
La posizione del Pd però non è piaciuta all’interessata che poteva comunque querelare Calderoli, ma forse era più interessata al via libera sull’accusa di razzismo, e reagiva così:
Kyenge: “Io tradita dal Pd. Non so se resto”
“I parlamentari del Pd che hanno votato così dovranno risponderne alla propria coscienza. È una scelta grave, perchè è un caso di razzismo”. Kyenge sottolinea di provare “amarezza” verso il Pd. «Non polemizzo, ma una domanda a quelli del mio partito che hanno votato così voglio rivolgerla: si sono interrogati sul serio sull’effetto che avrà questo voto, da domani? Con che coraggio potremo trasmettere il valore di custodi dei diritti ai giovani?”.
Ne frattempo Calderoli le aveva inviato pure un mazzo di fiori, consapevole forse di avere esagerata nei confronti di una collega parlamentare.
E colpo di scena la Kyenge, commentando su L’Unità scrive: “Se non è razzista dare dell’orango ad una donna nera, allora tutto è possibile”.
Nella foga oratoria talvolta si eccede ma un certo linguaggio volgare è sempre meglio evitarlo, si può dire di tutto con intelligenza e colpire magare meglio
E finire con una citazione che rende bene il mio pensiero:
“Le parole hanno il potere di distruggere e di creare. Quando le parole sono sincere e gentili possono cambiare il mondo.
(Buddha)

Giuseppe Criseo
Varese Press

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