Busto rilancia l’edilizia

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OGGETTO: L’AMMINISTRAZIONE PROMUOVE IL RILANCIO DEL SETTORE EDILIZIO

 

“Quand le bâtiment va, tout va!” (quando l’edilizia va, tutto va!): questo noto detto francese sintetizza la ratio della delibera approvata nei giorni scorsi dalla giunta comunale con cui l’Amministrazione ha programmato l’assegnazione dei diritti edificatori compensativi e di incentivazione.

L’ atto si inserisce infatti tra le azioni che il nuovo piano di governo del territorio prevede per rilanciare il settore edilizio, tra i più colpiti dalla crisi strutturale di questi anni, e nello stesso tempo per promuovere la rigenerazione del tessuto urbano (sia di proprietà pubblica che di proprietà privata) con particolare attenzione alla riqualificazione energetica, alla razionalizzazione dei consumi e alla diminuzione delle emissioni in atmosfera.

Il piano prevede infatti che imprese e cittadini possano ottenere diritti volumetrici, che hanno la caratteristica di essere bancabili, attraverso la rigenerazione energetica di edifici esistenti o la realizzazione di nuovi edifici ad alta efficienza energetica che sostituiscono edifici obsoleti ed energivori.

La determinazione della quantità di diritti da assegnare tiene conto delle linee guida e dei criteri  approvati a luglio dal Consiglio comunale, ovvero ottenere la maggiore diffusione possibile degli interventi di riqualificazione, privilegiando interventi nelle tipologie unifamiliari e di piccoli condomini; ottenere la maggior riduzione possibile delle emissioni in atmosfera privilegiando la tipologia di interventi in relazione al vantaggio ambientale ottenibile; conseguire l’effetto di volano economico che gli interventi di efficientamento determinano nel settore delle costruzioni privilegiando gli interventi legati alla struttura dell’edificio; ottimizzare l’impiego delle risorse pubbliche correlando l’assegnazione dei diritti edificatori alle necessità programmate di intervento sugli immobili comunali con prioritaria attenzione al miglioramento delle prestazioni energetiche degli stessi; attivare le sinergie pubblico-privato per ottenere miglioramenti paesistico/ambientali e incrementare il valore eco-sistemico degli ambiti territoriali a maggiore criticità.  

Saranno quindi assegnati diritti edificatori per mq. 2.000 di SLP (superficie lorda di pavimento) per l’innalzamento delle prestazioni energetiche degli edifici esistenti privati; mq. 1.000 di SLP per l’innalzamento delle prestazioni energetiche degli edifici esistenti pubblici.

I diritti programmati verranno assegnati attraverso procedure di evidenza pubblica; entro il 2015 saranno pubblicati tre bandi che riguardano l’assegnazione di diritti edificatori a fronte di interventi edilizi di miglioramento delle prestazioni energetiche del patrimonio edilizio privato costituito da edifici mono/bifamiliari e da palazzine comprendenti sino a 6 unità immobiliari e per l’assegnazione di diritti edificatori dietro versamento di corrispettivo. Il valore unitario dei diritti edificatori per l’anno 2015 è quantificabile in Euro 180,00 a mq. di SLP.

 

 

 

 

Queste le riflessioni del sindaco Farioli:

“E’ osservazione purtroppo condivisa che l’auspicata ripresa economica, pur favorita da condizioni di contesto che parrebbero di straordinario favore, sia particolarmente frenata nel nostro Paese e, soprattutto, con impercettibile ritorno occupazionale. In questo contesto occorre, con ancor più determinazione e, possibilmente istituendo un circuito virtuoso a livello territoriale e delle nostre comunità, porre in essere ogni utile iniziativa incentivante. Come si evince da alcuni sintetici, ma credo significativi, spunti dell’Instrumentum laboris del 14 agosto, occorre soprattutto rompere gli indugi per dare seguito ad alcune linee guida del piano di governo del territorio. Ricorderanno certamente tutti coloro che ne hanno seguito prima l’istruttoria, poi i coinvolgimenti pubblici, infine il dibattito e la definitiva approvazione, che una delle caratteristiche di cui abbiamo voluto connotarlo è stata proprio quella di concepirlo come un piano che andasse a posizionarsi in un periodo di crisi strutturale, di difficile ricorso al credito e di scarsa propensione all’investimento. La considerazione, sempre più accreditata anche negli ultimi mesi, in uno con le specificità tipiche della cultura e del costume italiano, non può far sottacere che il contributo al PIL degli ultimi decenni di crescita è stato fortemente connotato dall’attività connessa all’edilizia e al suo indotto. Non si spiegherebbe diversamente come, in un quadro di difficile bilancio pubblico e di progressivo abbandono delle facilitazioni fiscali, permanga come ancora sempre più richiesta la decontribuzione incentivante sia per i lavori di recupero, che per l’arredo.

Così come tale considerazione sembra anche essere stata fatta propria dal Presidente del Consiglio quando, in una ripresa di un mantra berlusconiano, pone la necessità di diminuire in breve tempo le imposte sulla casa. Tale considerazione (la consistente percentuale di contributo al PIL del settore edile e dell’indotto) va naturalmente associata anche alla valutazione che in tali settori, molto più che in altri terziari, di servizio o speculativi, permane un buon rapporto tra risorse destinate e concreta occupabilità.

Il vasto panorama di invenduto, con spesso annessa sofferenza delle società immobiliari e di molta parte delle piccole  e medie imprese edili, ha suggerito in sede di elaborazione del piano e suggerisce ancor di più oggi, alla luce anche dell’evidente necessità di non consumare ulteriore territorio, di concentrare gli sforzi su ciò che costituisce un indubbio ed eccezionale patrimonio di cui la città e, per essa l’Amministrazione, si trova a godere. Il riferimento è in particolare alle molte proprietà pubbliche che, grazie alla filosofia e alla normativa del piano di governo del territorio, consentono, integrandole con la disponibilità di diritti edificatori, di ipotizzare e concretamente offrire incentivi alla riqualificazione dell’abitato, come ulteriori e aggiuntivi elementi che permettano di stimolare, sostenendoli, privati ed imprese che, pur in crisi di liquidità e difficoltà di accesso al credito, sentono ancora il bisogno, il desiderio, il coraggio di investire.  

Tutto ciò ovviamente trova fondamento anche nella ormai riconosciuta per legge bancabilità di tali diritti. L’obiettivo, perseguito con determinazione, enunciato e reso possibile dalle normative di piano e dalla loro strategica impostazione, si è concretamente avviato alla sua attuazione, dopo i diversi tavoli di concertazione e approfondimento con gli istituti di credito locale, il mondo delle professioni e le associazioni di categoria, con due specifici atti del consiglio comunale nella seduta del 16 luglio scorso e della giunta municipale il 2 settembre.

 

 

 

Sono stati così di fatto definiti i contorni, le regole e i parametri di riferimento che consentiranno di qui a qualche settimana l’emanazione di tre bandi pubblici attraverso i quali l’Amministrazione metterà a disposizione di cittadini, famiglie ed operatori incentivi a far sì che possano essere messi in circolo, in una sorta di volano virtuoso, interventi di riqualificazione di edifici mono/bi familiari o piccoli condomini, tipologie che l’Amministrazione ha scelto di privilegiare per la fase di avvio. Il miglioramento e la riqualificazione dell’abitato vengono inoltre messi in stretta relazione con il più strategico e generale obiettivo di efficientamento energetico e miglioramento ambientale.

Va da sé che gli incentivi saranno proporzionali al miglioramento certificabile degli interventi e con gerarchie e priorità premiali in tale direzione. La successione di regolamento consiliare, programmazione per il corrente anno e bandi si inserisce quindi nella filosofia di attivare le più efficaci ed efficienti sinergie pubbliche e private tese, nel perseguire il miglioramento eco-sistemico ed energetico della città, a contribuire al decollo di iniziative edilizie esemplari.

Con l’approvazione in giunta dell’altro ieri, si dà quindi il via a una prima fase sperimentale delle politiche innovative e come preludio al fatto che dal prossimo anno la programmazione, potendo basarsi sull’intera annualità, potrà ovviamente far tesoro di ulteriori specifiche necessità, volontà o desideri, riaggiornando obiettivi e modalità dei bandi stessi. Entro il corrente anno verranno quindi emanati tre bandi ad evidenza pubblica: il primo, che mette in gioco diritti per mille metri quadri di SLP, vede come principali destinatari i proprietari degli immobili da riqualificare, e si riferisce ad interventi edilizi di miglioramento del patrimonio privato costituito da edifici mono o bi familiari; il requisito è, come ricordato, un miglioramento del fabbisogno energetico da cui si attende una riduzione almeno pari al 50% dell’attualmente determinato. Il secondo bando mette a disposizione, sempre ai proprietari degli immobili da riqualificare e con le stesse esigenze e finalità, ulteriori mille metri quadri di SLP per  palazzine comprendenti fino a sei unità immobiliari.

Avendo di fatto istituito, ci si consenta la forzatura, una sorta di borsa trasparente dei diritti edificatori, l’Amministrazione fa oggetto di un terzo bando l’assegnazione di tali diritti ai proprietari delle aree di rigenerazione urbana indicati nel piano di governo del territorio dietro versamento di corrispettivo. Corrispettivo che, con la delibera di giunta municipale, viene quantificato per l’anno 2015 in 180 Euro a metro quadro di SLP.

L’innovazione che soggiace a questa fase e la sua sperimentalità rendono indispensabile la più ampia e significativa diffusione della opportunità connessa all’iniziativa e, quindi, contemporaneamente all’emanazione dei bandi, verranno organizzate e proposte specifiche giornate di approfondimento e apposite interlocuzioni che facilitino il raggiungimento degli obiettivi. Va da sé, inoltre, che l’importante percorso costituisce una coraggiosa conseguenza della valenza strategica che l’Amministrazione vuole dare alla riqualificazione urbana e, come si evince dalle scelte operate per la fase di avvio, che tende a accompagnare, facilitandolo, un patto di fiducia e di virtuosa circolazione di risorse per altri versi assai scarse ed impedenti il decollo di attività imprenditoriali, artigianali e di manutenzione ordinaria e straordinaria che da sempre costituiscono una base essenziale dello sviluppo economico e sociale.”

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