L’EPOPEA DEI CIARLATANI IL TOUR DI MATTEO RENZI COMINCIA DA RIMINI

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L’EPOPEA DEI CIARLATANI

IL TOUR DI MATTEO RENZI COMINCIA DA RIMINI

15.08.26 renzi

Il popolo del meeting di Comunione Liberazione accoglie con scroscianti applausi le sparate elettorali di Matteo Renzi che divide le argomentazioni della televendita tra Rimini e Pesaro per poi darsela a gambe levate di fronte alla rabbia degli aquilani.

“il berlusconismo e, per altri versi, anche l’antiberlusconismo ha messo il tasto pausa al dibattito italiano e abbiamo perso occasioni clamorose” ha dichiarato alla folla di ciellini plaudenti che l’hanno omologato e reso votabile il PD o qualunque altro partito Renzi abbia in mente di fondare. “Ora il nostro compito è rimetterci a correre, le riforme sono un corso accelerato e non è che devi votare tante volte perché ci sia più democrazia, quello è il Telegatto” (forse se eliminassimo il sistema del voto, si potrebbe governare molto meglio)

Sull’immigrazione il Premier ha rilevato l’importanza di salvare le vite umane.

“Il provincialismo della paura non vincerà, non rinuncio all’umanità per tre voti e questo – dice – non è buonismo ma umanità”

Nessun accenno invece ai problemi scottanti sul tappeto (unioni civili e vicenda Casamonica), invece la dissertazione sulle posizioni internazionali dell’Europa “pensare di costruire l’Europa contro la Russia, come vuole fare qualche Paese recentemente entrato, è un errore, non è un fatto economico, il problema non sono le sanzioni,è un fatto culturale, le radici culturali che ci legano sono superiori a differenze che abbiamo”.

A Pesaro il premier cambia registro e parla di economia, tasse e lavoro annunciando che nel 2016 toglierà TASI e IMU, nel 2017 abbasserà l’IRES e nel 2018 l’IRPEF.

Renzi invita a smettere di “piangerci addosso” perché il paese ha ricominciato a crescere e lo spred non è più un problema.

Sul fronte sindacale rivendica di avere dimezzato i permessi sindacali.

“il sindacato è una cosa bella ma se riduci i permessi non fa male e se noi riduciamo il numero un po’ non è un attacco al sindacato ma è un modo per dire fai meglio il tuo lavoro”.

Renzi dice che nei prossimi due anni e mezzo non ci saranno elezioni, ma si lavorerà sulle riforme per portare l’Italia a contare nel mondo.

L’Expo è un successo, “Se aprite i giornali di oggi, ci sono tre ore e mezzo per entrare nei padiglioni, i numeri dell’expo sono pazzeschi”.

Nonostante tutto, il presidente del Consiglio è stato contestato all’uscita dal teatro Rossini di Pesaro

All’Aquila invece momenti di tensione all’arrivo del premier che ha dovuto annullare la visita alla città e recarsi direttamente al laboratorio di Fisica nucleare del Gran Sasso, dove era in programma la seconda tappa della sua visita, trovando anche in quel posto le contestazioni che però non hanno portato all’annullamento della visita.

La campagna elettorale di Renzi che parte da Rimini e intende proseguire con un tour attraverso cento città mira alla vittoria nel referendum costituzionale che il premier vuole per legittimare la riforma del Senato.

La legge 352 del ’70 che regola i referendum prevede dei tempi tecnici non inferiori ai sette mesi e quindi e quindi se la riforma dovesse diventare effettiva questo inverno, la data potrà essere fissata entro il 2016.

Aspettiamoci quindi una campagna elettorale lunga e accesa che passando dalle elezioni amministrative porta direttamente al referendum confermativo, ma togliamoci dalla testa ipotesi di elezioni anticipate che potrebbero delegittimare l’attuale compagine e portare alla scomparsa di una buona parte delle forze che la sostengono, in attesa anche del nuovo partito che Renzi vuole fondare e senza far perdere il diritto alla pensione di tutti quelli che devono arrivare a fine legislatura per maturarlo.

Fabrizio Sbardella

Varese Press

redazione Gallarate

 

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