La narrazione dei Popolari al posto della renziana

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DE CARLI: ‘Oltre la narrazione di Renzi occorre la nostra narrazione dell’Italia’

 

 

 

L’intervento felpato del presidente del consiglio al Meeting di Rimini ha confermato il fatto che la Chiesa italiana, nelle sue varie sfaccettature (di cui i movimenti ecclesiali ne sono espressione) ricerca continuamente non padroni da servire ma interlocutori con cui interfacciarsi per il bene della comunità italiana e del proprio popolo cristiano. Nella storia è sempre successo e sempre succederà. Quindi non stupisce che Renzi abbia ricevuto una buona accoglienza dal ritrovo agostano organizzato da Comunione e Liberazione: molti vedono in lui l’unica possibilità di cambiare realmente il paese. Il giovane leader toscano in questo è molto bravo a sedurre mondi culturalmente distanti ma uniti dalla cocente delusione della seconda repubblica: la narrazione dello stato di salute dell’Italia e delle sue possibili ricette risulta commercialmente spendibile in quanto riesce a dare, quasi sempre, una botta al cerchio e una alla botte. Prendiamo ad esempio le unioni civili: dopo aver visto, grazie al lavoro nostro e di tanti che come noi si sono battuti per bloccare il ddl Cirinnà, che l’ostruzionismo della parte cattolica della maggioranza di governo portava eccessive fibrillazioni al governo ha deciso di ributtare la palla al centro del campo proponendo una rivisitazione della legge con il divieto all’utero in affitto (pratica di cui prima nessuno sembrava saperne nulla) e offrendo agevolazioni fiscali alle famiglie in cambio di un’approvazione rapida della legge sulle unioni civili in salsa piddina. Stesso copione con gli ottanta euro e con la riduzione fiscale: ti do qualcosa in cambio di qualcos’altro. Che dire, fino ad ora è stato decisamente convincente, anche perché all’opposizione oltre a qualche strepitio o contestazione c’è stato poco altro. La sua narrazione è questa: con un paese che soffre io cerco di dare qualche briciola ad ognuno per far vedere che sono l’unico baluardo alle ‘orde ideologiche’ di destra e di sinistra. Ma questa narrazione purtroppo può ancora affascinare nuovi o presunti adepti ma non convince tanta parte del paese. Quella parte del paese che incontriamo e che trova nel nostro grido #iononmifermo un impegno politico preciso a dare risposte e non false promesse. Per questo davanti allo straordinario protagonismo di manifestazioni come il Meeting di Rimini, dove mi sento ogni anno accolto con tanta familiarità e amicizia, occorre che cominciamo a presentarci con la nostra narrazione del paese: quella delle famiglie che vogliono fare figli e vogliono uno stato che li aiuti fiscalmente, quella delle mamme e dei papà che vogliono educare i loro bambini in una famiglia senza subire indebite pressioni ideologiche (vedi formazione gender nelle scuole), quella dei piccoli e medi imprenditori che vogliono tornare ad essere l’ossatura portante del paese e che non ne possono più di un fisco asfissiante e quella delle tante opere che affrontano il dramma dell’integrazione con ‘umanità e diritto’ e non possono trovare vergogne come mafia capitale o strumentalizzazioni indebite come i muri dentro le città. Occorre intelligenza e ragionevolezza: questa sarà la nostra narrazione. Sarà un lavoro lungo e meticoloso ma sono certo che troveremo tanta parte di paese che starà dalla nostra parte.

 

 

 

Ha dichiarato in una nota Mirko De Carli – Coordinatore regionale dei Popolari per l’Italia in Emilia-Romagna

 

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