Cosa dicono davvero i dati Svimez sul Sud che affonda

0
56

Cosa dicono davvero i dati Svimez sul Sud che affonda

1366807961854disoccupazione-960x582www.formiche.net – I dati del rapporto Svimez  sulla condizione del Mezzogiorno, la disoccupazione giovanile oltre il 44%, la denatalità progressiva di un Paese allo sbando, riconfermano l’urgenza di una svolta politica prima che scatti la rivolta sociale. Una possibile via d’uscita ritengo sia quella di  attivare una forte mobilitazione dal basso per  chiedere la fine di una legislatura di nominati illegittimi che non sono più credibili alla maggioranza degli italiani e costretta al più indecente trasformismo dell’intera storia repubblicana. Si vada a votare con il consultellum e si elegga congiuntamente un’assemblea costituente, l’unica legittimata a varare le riforme di sistema ponendo fine alla condizione di sospensione della democrazia dopo il “golpe blanco” del 2011. Come realizzare tutto ciò?  Impossibile chiedere alla casta dei nominati illegittimi di fare harahiri. Serve una grande assemblea di tutti i popolari, laici, liberali e riformisti alternativi al renzismo e ai populismi estremi, dalla quale far partire  la richiesta di assemblea costituente ed elezioni anticipate con il consultellum, organizzando  banchetti di volontari in tutti i comuni d’Italia per la raccolta di firme allo scopo. Un appello andrà fatto al Presidente della Repubblica e ai presidenti delle due Camere affinché le elezioni si svolgano con un governo di garanzia democratica. Superate le ferie agostane ritroviamoci tutti quanti condividono l’urgenza di una svolta per attivare i passaggi organizzativi più opportuni….prima che sia troppo tardi. Gli eloquenti e drammatici dati della Svimez sul Meridione, la disoccupazione giovanile al 44%, l’ingiustizia e sperequazione sociale da me più volte analizzate con la teoria dei quattro stati ( la casta, i diversamente tutelati, il terzo stato produttivo, il quarto non Stato)  rivelano una condizione di frustrazione non  più latente, pronta a  esplodere in aggressività individuali e collettive incontrollate e incontrollabili in un Paese che, oltre a non avere più lo Stato di diritto, non ha nemmeno più lo Stato.

Ettore Bonalberti

Rispondi