Trattato Transatlantico tra Stati Uniti e Unione europea (TTIP), commento di

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Ieri mattina il Parlamento europeo ha approvato la risoluzione sul Trattato Transatlantico tra Stati Uniti e Unione europea (TTIP). Credo sia importante sottolineare subito una cosa: non si tratta di un voto sul trattato, che ancora non esiste perché è in fase di negoziazione. Il testo approvato è, sostanzialmente, la “posizione” del Parlamento europeo su questo accordo: cosa vorremmo fosse prioritario, quali sono i limiti che chiediamo di non oltrepassare. E’ una forma di controllo democratico sui negoziati e uno strumento per influenzarne il proseguimento. La sua approvazione, dunque, è una vittoria del Parlamento, unica istituzione europea eletta dai cittadini.

La Grecia

In questi giorni il – poco – spazio normalmente riservato alle tematiche europee è, chiaramente, completamente destinato al referendum greco e alle azioni, ancora non chiare, che dovranno seguirne. Io ho esplicitato la mia opinione sia prima sia dopo il referendum e continuo a pensare che la priorità in questo momento non possa che essere cercare un accordo per tenere la Grecia dentro all’Unione europea e all’Eurozona. Ieri mattina il premier greco Alexis Tsipras è venuto al Parlamento europeo per riferire sulla situazione: ho condiviso con lui la consapevolezza che questa situazione, in ogni caso, è un sintomo di un problema molto più ampio che riguarda l’intero progetto europeo e che non si risolverà certo con la soluzione della crisi greca, qualunque essa sia. Il gruppo S&D si oppone strenuamente alla Grexit: l’Europa non esiste senza la Grecia e su questo siamo stati più che chiari. Allo stesso tempo, sono stata delusa dal notare, sia nel discorso di Tsipras sia in quello di Weber, capogruppo dei Popolari, una radicalizzazione delle posizioni che manifesta una mancanza di cognizione della gravità della situazione. Ha ragione Gianni Pittella nel dire che aizzare le tifoserie in questo momento non aiuta nessuno e, soprattutto, non aiuta i greci. Tsipras, infine, ha avanzato le proprie richieste ma nulla ha detto sulle proposte: aspettiamo con ansia che le renda pubbliche entro venerdì, con la richiesta che il Parlamento europeo sia parte del processo della loro valutazione e, dunque, del negoziato finale che si concluderà domenica.

Il TTIP: merito e metodo

Questa attenzione nei confronti della Grecia rischia di far passare inosservati alcuni altri dibattiti sui quali siamo stati impegnati nelle ultime settimane, altrettanto connessi con la crisi delle istituzioni europee e dello stesso progetto dell’Unione nel suo complesso. Uno degli esempi più evidenti è proprio la discussione sul TTIP.

La gestione di questo tema, a livello non solo di contenuto ma anche di approccio e di procedura, condizionerà fortemente il modo in cui affrontiamo e affronteremo le questioni di fondo come il controllo e l’indirizzo della nuova globalizzazione, la tutela e l’attuazione della democrazia in questa società in mutamento e la distribuzione della sovranità tra il livello nazionale e quello europeo.

Nella discussione di questo trattato, insomma, non è in gioco solo la creazione della più grande area di libero scambio del mondo ma anche – direi, soprattutto – la strutturazione delle regole della nostra casa comune europea: chi decide, come, con quali strumenti di controllo e potendo contare su quali meccanismi di partecipazione.

Qui puoi trovare il testo del mio intervento (qui, invece, il video): spero possa essere un contributo utile a questa importante e ampia riflessione che dovremo fare tutti insieme.

On.Alessia  Mosca

Gruppo dell’Alleanza Progressista dei Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo

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