Luca Lauro, si all’euro se vale meno del dollaro

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Merci italiane: Euro sì, ma solo se vale meno di 1 Dollaro

Parlare di ‘cambio’ quando si acquista merce prodotta all’estero è fuorviante per la comprensione della maggior parte delle persone che non si interessano di economia.

 

Quando si acquista merce estera si acquista la moneta per comprarla, cioè si comprano 2 e non 1 sola merce.

 

Bisogna prima pagare il prezzo della ‘merce’ moneta e poi quello pattuito per la merce vera e propria. L’Euro per noi italiani è una merce troppo cara se per comprare 1 Euro ci vuole più di 1 Dollaro: a questo prezzo un americano (un cinese ecc.) non acquista tutto quello che gli proponiamo e questo vale anche per le merci prodotte in Grecia, Portogallo e Spagna; al contrario questo prezzo è favorevole alle merci francesi e tedesche.

 

Noi Paesi Sud Europei non possiamo più reggere una moneta con un prezzo unico per Paesi con strutture di export così diverse.

 

Dall’altra parte, è proprio l’elevato tasso di interesse che caratterizza i debiti pubblici come quello italiano (Greco ecc.) che rende questi titoli più appetibili e ricercati e l’Euro una moneta (merce) più richiesta e costosa per acquistare tali titoli:

 

in pratica siamo un cane che si morde la coda. Paghiamo alti interessi sul debito espressi in Euro, l’Euro si apprezza e vale più di un dollaro, la nostra merce anche di qualità costa troppo perché il cambio è troppo alto…e così le merci francesi e tedesche hanno un concorrente italiano più debole e più spazio di noi sui mercati esteri!

Luca Lauro

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