Le croci di Crocetta

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Le croci di Crocetta
Ci sono tre cose della terra di Pirandello che non capisco e che non riesco a metabolizzare.
La prima è per quale motivo e per quale merito speciale il sig.Rosario Crocetta, già sindaco di Gela (?) per il Partito dei Comunisti Italiani, poi europarlamentare del Partito Democratico, sia eletto nel 2012 Presidente della Regione Sicilia in una alleanza che comprende il PD l’UDC, l’API e ed il PSI, con uno score del 30,50% ottenendo 39 seggi su 90.
La seconda è per quale motivo la signora Lucia Borsellino, primogenita di tanto padre, accetti di entrare a far parte di una giunta così fantasiosa e improbabile che comprende tra gli altri assessori il professore Antonio Zichicchi ai beni culturali, Nicolò Marino all’energia e servizi pubblici ed il cantautore Franco Battiato al turismo-sport e spettacolo e quindi si esponga al contagio di questa strana farsa mediatico culturale.
La terza è per quale motivo il Signor Matteo Tutino, il re delle liposuzioni, sia diventato primario del reparto di Chirurgia plastica dell’ospedale Villa Sofia di Palermo, e abbia potuto utilizzare la clinica come suo personale ambulatorio al servizio dei potenti dell’isola e del continente.
Purtroppo tutto questo accade in uno strano paese in cui una presunta intercettazione che alcuni dichiarano di avere ascoltato, mentre altri ne negano l’esistenza e in definitiva non dice nulla di nuovo o che non potesse essere intuito facilmente guardando senza bende sugli occhi gli improbabili compagni di giochi e di merende dell’ingenuo (?) governatore, provoca un clamore mediatico inusuale, mentre episodi violentissimi di malgoverno e spreco passano inosservati e tollerati come inevitabili lievi imperfezioni del sistema.
Non credo che fosse necessaria o utile questa misteriosa intercettazione, Rosario Crocetta è sempre stato se stesso quando ha preso il 64 % dei consensi nella seconda rielezione a Gela, quando non ha sentito le parole vergognose di Matteo Tutino o quando pecca di annuncite come il suo leader nazionale.
Le persone sono sempre se stesse e le cose, i fatti sono sempre quelli e quello che sembra quasi sempre è.
Capisco l’amarezza e lo sconforto di Lucia Borsellino per il trattamento ostile e per le offese che le erano rivolte ed anche la rabbia soffocata Di Manfredi Borsellino , ma a qualunque persona dotata di un minimo di buon senso, eventualmente dotata di apparecchio acustico e occhiali della giusta gradazione, non poteva sfuggire la realtà e l’inadeguatezza di quel governatore e di quella giunta.
A nulla servono la diligenza, la rettitudine, la buona fede ed anche le capacità e la determinazione individuale se frequenti e vuoi costruire con compagni di merende indirizzati solamente all’affabulazione ed al perseguimento d’interessi strettamente personali o di clan.
Matteo Tutino non era un personaggio che mantenesse un basso profilo, anzi, la sua immagine era amplificata a livello nazionale e a lui ricorrevano i potenti per l’effimero piacere di farsi togliere piccole e grandi imperfezioni. Davanti agli occhi di tutti e in piena luce la processione delle auto blu e delle sorte faceva visita al santuario della liposuzione nel reparto di chirurgia estetica del Villa Sofia, dove Tutino regnava pubblicamente e con l’esplicito sostegno di Crocetta.
Non si può continuare con la tecnica dello struzzo pensando che la realtà nel frattempo cambi se stessa e le cose comincino a funzionare correttamente: lo struzzo continua ad essere diversamente appagato e la realtà si avvolge su di se e porta inevitabilmente ed allegramente a decomporre la nostra società e la nostra economia.
Rosario Crocetta rimane lo stesso di sempre e i suoi compagni di giochi e di merende sono sempre quelli, al di là ed al di sotto dei proclami e degli editti, dell’annunciazione della sua antimafiosità e delle presunte riduzioni di spesa fatte al contrario.
Adesso gli sciacalli si aggirano bavosi in attesa degli eventi che forse porteranno alle dimissioni dell’ingenuo Governatore, pronti a un ennesimo banchetto in cui, con nuovi compagni di merende, divoreranno i resti di quella splendida isola che ha la fortuna di possedere tutte le caratteristiche che potrebbero trasformarla in una eccellenza mondiale sia nel turismo che nella agricoltura di alta qualità.
I siciliani possono, i siciliani hanno l’orgoglio e la capacità per fare il grande salto di qualità e cambiare la faccia e il destino dell’isola mandando a chiacchierare all’osteria i ciarlatani che vorrebbero continuare a banchettare alle loro spalle e riprendersi il governo della propria terra.
Fabrizio Sbardella
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