Sul Cirinna’ il governo ha messo la quinta

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Sul Cirinna’ il governo ha messo la quinta

 

di Mirko De Carli

 

Ieri pomeriggio intorno alle ore 14 si è ripresa la discussione attorno all’ammissibilita’ di alcuni emendamenti relativi al disegno di legge Cirinna’. Dai banchi della maggioranza si è avvertita con forza la volontà di accellerare nell’approvazione del ddl cercando di limitare i tempi di discussione degli emendamenti. Esempio evidente che conferma ciò è stata l’inamissibilita’ di un emendamento presentato dalla senatrice Cirinna’, dove riprendeva alcuni spunti emersi da senatori dell’opposizione, dichiarata dal presidente Palma. Il tutto a dimostrare che, oltre ad esserci una chiara volontà da parte del governo di voler procedere spedito su questo provvedimento, anche Forza Italia si sia decisamente allineata. NCD continua a non esprimere una posizione netta e chiara: si dice contraria al disegno di legge ma non definisce ancora il paletto più importante, ovvero quello della eventuale fuoriuscita dal governo nel caso in cui ne venisse dato il via libera dal senato. Conferma di questo sono le voci di corridoio che descrivono gli interventi da combattente a difesa del matrimonio come legiferato nella Costituzione italiana del Sen. Carlo Giovanardi come posizioni personali e non rappresentative della maggioranza del Nuovo Centro-Destra. Lunedì prossimo  arriveranno in commissione giustizia al Senato i subemendamenti e, come ci ha detto il Sen. Mauro, ‘ comincerà l’iter spedito con cui il governo vorrà far approvare il ddl in commissione per arrivare in aula quanto prima’. Occorrerà quindi che le forze politiche presenti con alcuni loro esponenti durante la manifestazione ‘Difendiamo i nostri figli’ comincino già dal voto in commissione a mostrarsi compatte nel votare no a questa ‘legge vergogna’ e puntino il dito contro Renzi, facendo comprendere espressamente al premier che rischia di far saltare la maggioranza di governo su questa partita. Oltre a questo occorrerà monitorare con attenzione le strategie del partito democratico volte eventualmente ad applicare il ‘canguro’ per ridurre ai minimi termini la discussione degli oltre 4.000 emendamenti. Il Ministro Boschi ha dichiarato che ‘la piazza del Family Day va ascoltata’ ma affianco a questo ha dichiarato che vanno tutelati anche i diritti gay. Cosa intende dire? Che si approvano le unioni civili parificate al matrimonio ex art.29 costituzione e, come contropartita, si approva qualche palliativo sul quoziente familiare? Questo cerchiobottismo non è accettabile. Sulla pelle dei bambini non si accettano compromessi. E sopratutto non si possono mettere sullo stesso piano situazioni diverse. Speriamo che la politica veramente ascolti il popolo e non ceda ai ricatti di qualche lobby molto potente.

Antonio Russo Popolari per l’Italia
antonio.russo@popolariperlitalia.eu

Papa Francesco “Non dimentichiamo mai che il vero potere è il servizio.”

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