Steed Gamero e la sua poesia

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Poesia. Performance indimenticabile di Steed Gamero al Consolato Generale del Perù a Milano

 

Il poeta italoperuviano riceve da Varese Press, EXPO Milano 2015 e Unione europea il Premio Letterario Internazionale Manuel Scorza.

 

di Roberto Malini

 

Milano, 1 giugno 2015.

 

Giovedì 28 maggio 2015, presso la sala degli incontri del Consolato Generale del Perù a Milano, in via Bracco n° 1, si è tenuta la presentazione della raccolta di poesie di Steed Gamero “Los jóvenes de la Casa del Sol” (Lavinia Dickinson Editore 2015), seguita dal vernissage della mostra di acquerelli di Christian Flores. Il giovane poeta, nato a Lima nel 1988, ha ottenuto nel 2014 la nazionalità italiana ed è considerato una delle voci più vive, interessanti e originali della nuova letteratura latinoamericana. Fra lui e l’artista quarantenne di Ayacucho si è stabilita subito una corrente di affinità e amicizia, perché ambedue pongono a fondamento della loro arte la civiltà, la pace, il valore della vita e del mondo naturale che accoglie l’umanità. Il Console Generale del Perù a Milano, José Ramiro Silva Delgado ha aperto una serata indimenticabile con il suo saluto agli intervenuti, in cui ha espresso il sostegno suo e del governo del Perù ai due importanti esponenti della cultura della nazione dell’America meridionale. Il Console è molto attento ai fermenti di poesia e arte che maturano anche fuori dai confini del Perù, così come i Consoli aggiunti Natalia Navarro e David Barrientos. Dopo il discorso del Console Generale, sono stati presentati al pubblico Steed Gamero e Marco Mantovani, il musicista che si apprestava a commentare con la chitarra e l’arpeggiatore la lettura di poesie. Qualche istante dopo, ho avuto l’immenso piacere di introdurre la raccolta “Los jóvenes de la Casa del Sol”, composta dal talento peruviano sia in italiano che spagnolo: “Versi sempre musicali e carichi di pathos, che si dipanano in un poema frazionato, raccontando storie di ragazzi emarginati e senza diritti: gli ospiti di una casa di accoglienza che è il paradigma di tutti gli istituti per giovani senza genitori o sottratti dai servizi sociali a famiglie povere ed escluse. Steed raccoglie il loro dolore, ma anche il loro coraggio, la loro capacità di non arrendersi agli abusi e alla repressione farmacologica, di sopravvivere e sperare in un futuro migliore grazie a uno spirito indomito e all’immaginazione, che li rende eroi – a volte addirittura supereroi – di un mondo che non offre loro alcuna via d’uscita, se non l’alienazione e la resa”. Prima della lettura, ho avuto un altro piacere: quello di consegnare al poeta la targa del Premio Letterario Internazionale Manuel Scorza, l’ennesimo riconoscimento  assegnatogli per i suoi meriti letterari e umanitari. Nell’occasione, da una prestigiosa giuria nell’àmbito dell’EXPO Milano 2015. La premiazione ufficiale avverrà fra qualche giorno presso l’esposizione universale, dove saranno premiati anche Dario Fo e altri importanti scrittori e poeti, ma gli organizzatori (Varese Press, EXPO MIlano 2015 e l’Unione europea) sono stati felici di premiare l’autore davanti ai suoi concittadini e ad autorità peruviane tanto importanti e attive nel campo della cultura e dell’arte. Il reading di Steed Gamero ha coinvolto nel profondo del cuore il numeroso pubblico intervenuto, creando momenti di vera emozione e di riflessione su un tema delicato e quanto mai attuale. E dopo ogni poesia, scandita dall’autore con un linguaggio narrativo misurato e attento, con parole e nomi propri che sgorgavano dagli spazi sorgivi della sua anima, Marco Mantovani creava un’eco sempre diversa, con la sua chitarra ispirata e il suono dell’arpeggiatore: una voce senza parole, una nenia vibrante, un lamento, un ricordo di perdute ninenanne… Steed e Marco hanno dialogato, regalando all’auditorio cinquanta minuti di arte stupenda e utile. La poesia della civiltà e della speranza; la musica della fede e dell’umanità. Gli ultimi versi scanditi da Steed e sottolineati da Marco con l’arpeggiatore hanno offerto un’immagine potente e archetipica, prima del silenzio solenne che precede l’impegno civile, di cui l’autore è un paladino:

 

Purpuree grida

salgono al cielo

come fuochi d’artificio

poi si spengono

e precipitano al suolo

per colpa della gravità.

 

Al termine della performance, il pubblico ha applaudito lungamente, quindi lo storico dell’arte Marco Marinacci ha presentato la mostra di Christan Flores, “El diario de mis ojos”: acquerelli capaci di fissare momenti di vita, di ricordare volti e paesaggi sospesi fra la turbolenza e la quiete della storia umana, di suggerire ottimismo per sconfiggere la paura del futuro. E’ stato emozionante, in chiusura di serata, vedere il poeta e il pittore seduti al tavolo uno accanto all’altro, per rispondere alle domande del pubblico. Ancora arte. Ancora poesia. Ancora civiltà. A un certo punto un distinto signore, di origine peruviana ma ormai in Italia da tanti anni, si è alzato con gli occhi lucidi e ha detto: “Amo il mio paese e amo la poesia. Dopo aver ascoltato le poesie di Steed Gamero, ho sentito dentro di me, ancora più intensamente del solito, l’orgoglio di essere peruviano”. Brindisi finale con il pisco, bevanda nazionale del Perù.

 

Nelle foto, il saluto del Console Generale del Perù a Milano José Ramiro Silva Delgado; Steed Gamero riceve il Premio Letterario Internazionale Manuel Scorza; il poeta e il musicista durante la performance; Steed Gamero con il pittore Christian Flores e la figlioletta di lui; Gamero dedica una copia della sua raccolta al Console Generale del Perù a Milano

 

 

 

Roberto Malini / Lavinia Dickinson Editore / EveryOne Group

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