RIVA DESTRA ESPRIME PIENA E MASSIMA SOLIDARIETA’ A PIETRANGELO BUTTAFUOCO DENUNCIATO DA ALEMANNO

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RIVA DESTRA ESPRIME PIENA E MASSIMA SOLIDARIETA’ A PIETRANGELO BUTTAFUOCO DENUNCIATO DA ALEMANNO – L’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno ha denunciato lo scrittore e giornalista Pietrangelo Buttafuoco, per le parole che riportiamo alla fine di queste righe. Ebbene qualche giudice, collega di quelli che indagano su ‘mafia capitale’, dovrà stabilire se ci sono gli estremi per procedere.
Noi sappiamo solo che nessun giudice invece potrà mai procedere e quantificare i danni per il tradimento morale che Gianni Alemanno ha perpetrato nei confronti di una comunità alla quale, appunto, Giorgio Almirante, si rivolgeva con una frase che Buttafuoco riporta nel suo articolo: “Noi vi possiamo guardare negli occhi”. Alemanno no, non può proprio farlo, perché negli occhi rischierebbe più di qualche sputacchio.
A Gianni Alemanno rispondiamo poi, sempre con parole di Pietrangelo Buttafuoco: “Che cosa possono mai dire oggi i famosi colonnelli di Alleanza Nazionale? Dovrebbero soltanto avere il decoro di nascondersi rispetto al capolavoro assoluto che hanno saputo fare, che è stato quello di sterminare un’identità cancellandola totalmente, come neppure i partigiani del triangolo rosso avrebbero potuto sognare”.
BUTTAFUOCO SCRIVE: Alemanno che riceve una mail dalla ‘ndrangheta è una scena dada. L’ex ragazzo del Fronte della Gioventù, cresciuto tra le pagine di Cavalcare la Tigre – il libro della decadenza attiva di Julius Evola – invece che a sbrigarsela col Kali-Yuga si ritrova impantanato tra gli sbaffi di ‘ndujia.
Luca Gramazio, esponente di punta della destra capitolina, in un’intercettazione dice: “Lassù qualcuno ci ama”. Per “Ama” si sottintende l’Azienda municipalizzata ambiente. E quella di questo ex ragazzo di An non è solo una spiritosaggine ma un lapsus rivelatore di un destino politico: avere ridotto la destra, a Roma, in una pagina del grottesco.
Camerata, camerata, fregatura assicurata. Non lo sapevate, vero? E’ il mantra che attraversa l’onda di disonore di questi giorni. Pensate: Mussolini e i suoi, appesi a testa in giù a Piazzale Loreto senza che un solo soldo cadesse dalle loro tasche; anni di persecuzioni; ragazzi tratti dal piombo negli anni dell’odio; lo sguardo di Giorgio Almirante, infine, gettati nel pozzo buio della vergogna. Appunto, lo sguardo di Almirante: “Noi vi possiamo guardare negli occhi”, questo era lo slogan del Msi, il partito della legge e dell’ordine.
La fiaccola del Fronte della Gioventù, la stessa che campeggia nella foto che riunisce Paolo Borsellino con i ragazzi missini, a Siracusa, soffocata da uno di loro: il futuro sindaco di Roma, Gianni Alemanno, responsabile di un omicidio politico, la buonafede. Quella di chi, da destra – in una posizione scomoda, minoritaria – sapendo di perdere sempre s’intignava nell’ossessione delle “Mani pulite”.
E’ successo che la generazione degli sdoganati, convocati nella stanza del potere, s’è data alle bustarelle. Appunto: camerata, camerata, fregatura assicurata. Non era così, non è mai stato così. Enrico Erich, fascista e già podestà di Cagliari, eletto nel Msi nel 1952, contesta la legge per l’indennità di pensione per i parlamentari e si dimette per protesta: “Essere deputati è un dovere politico, non un mestiere”. Alla sua morte, la vedova, rifiuta la reversibilità. Altra tempra, altri tempi. Non vi possiamo più guardare negli occhi.
(Fabio Sabbatani Schiuma, segretario nazionale di Riva Destra)

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