Rinascita Popolare sede Nazionale, sentenza su pensioni (Publio Fiori)

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Rinascita Popolare sede Nazionale
LA NUOVA SENTENZA DELLA CORTE COSTITUZIONALE CONFERMA L’INTANGIBILITA’ DI STIPENDI E PENSIONI DELLO STATO. di Publio Fiori
publio fiori
La recente sentenza della Corte Costituzionale, dichiarando l’illegittimità della legge che aveva disposto il blocco delle retribuzioni degli statali ha ribadito alcuni principi che i governi continuano ad ignorare.
Naturalmente dobbiamo attendere il deposito della sentenza per conoscere effettivamente le motivazioni della Corte.
Ritengo, però, che fin d’ora sia possibile immaginare quali siano dette motivazioni in linea con la precedente giurisprudenza della Corte.
Il principio posto alla base della sentenza dovrebbe essere quello “dell’affidamento” che impone al legislatore di rispettare le posizioni economiche (retribuzioni e pensioni) riconosciute al cittadino da precedenti norme.
Principio che si può superare solo nel rispetto di quattro condizioni:
che ci sia una emergenza di bilancio
che si tratti di misure limitate nel tempo
che tutti i contribuenti siano chiamati a partecipare
che il prelievo sia “ragionevole”, nel senso che non “trasmodi” in una lesione troppo pesante (vedi sentenze 209/2010, 223/2012, 241/2012, 116/2013).
E’ da augurarsi che il Governo e il Parlamento prendano finalmente atto che il trattamento economico (stipendi, pensioni, indennità, ecc.) dei dipendenti pubblici non può essere ridotto (se non nei limiti sopra indicati) perché i principi di “affidamento” e di “ragionevolezza” rappresentano valori di “civiltà giuridica”. Come la Corte ha ripetutamente affermato.
E ricerchino altrove le entrate necessarie con una vera lotta all’evasione, con una tassazione fortemente progressiva volta a colpire i più alti redditi, con una imposta patrimoniale sulle grandi ricchezze e con una imposta speciale sulle enormi rendite della speculazione finanziaria.
Con la pubblicazione della sentenza sarà possibile anche esprimere una valutazione sulla “irrettrattività” stabilita dalla Corte a tutela dei conti pubblici.

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