Pierluigi Gilli, programma completo per Saronno

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Città di Saronno
Elezioni amministrative 2015

RIACCENDIAMO SARONNO
Scegli l’esperienza

PROGRAMMA DI GOVERNO 2015-2020

PRESENTATO DA PIERLUIGI GILLI
CON LE LISTE SOSTENITRICI
(FORZA ITALIA, UNIONE ITALIANA, POPOLARI, PENSIONATI)

Chi sono

Sono nato il 29 giugno 1956 a Saronno, dove ho avuto la mia formazione scolastica sino al liceo classico; laureatomi con lode in Giurisprudenza all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e perfezionati gli studi in diritto canonico alla Pontificia Università Lateranense di Roma, sono coniugato dal 1985 con Mara, Dirigente Scolastico dell’Istituto Comprensivo De Gasperi di Caronno Pertusella, per 30 anni docente di lettere e Vicepreside al Liceo Scientifico Statale “G.B. Grassi”; ho tre figli, Marta, (1988), Filippo (1990), Alberto (1992); esercito la libera professione di avvocato, patrocinante in Cassazione, con mio studio dal 1985, dedito al diritto civile ed alla contrattualistica internazionale.
Da sempre cultore dello studio del fenomeno religioso e dei sistemi delle relazioni storiche e giuridiche tra le Chiese e gli Stati, ho collaborato lungamente come assistente di Diritto Ecclesiastico, Diritto Canonico e Storia e sistemi delle relazioni Stato/Chiese e da sei anni mi cimento come Professore a contratto di Diritto Ecclesiastico presso l’Università degli Studi Telematica E|campus di Novedrate, Roma, Torino, Padova, Napoli, Bari e Palermo; spesso relatore a convegni e seminari in materia ecclesiasticistica, autore di alcune pubblicazioni scientifiche.
Ho acquisito una discreta esperienza in campo amministrativo: Consigliere Comunale a Saronno nel 1985, ho fatto parte per anni della Commissione Commercio, della Commissione Toponomastica, del Consiglio di Amministrazione della Biblioteca Civica del Comune di Saronno; della Commissione Urbanistica del Comune di Cislago.
Per sette anni, sono stato Presidente del Distretto Scolastico Interprovinciale di Saronno; per altri sette, Vice Pretore Onorario di Busto Arsizio, Sezione Distaccata di Saronno, esercitandovi la giurisdizione civile; per otto, Presidente dell’Ente Morale Asilo Infantile Vittorio Emanuele II, già gestore delle scuole materne del Comune.
Ho fatto parte per oltre un decennio del Consiglio d’Amministrazione della F.A.C.E.C. (Fondazione Ambrosiana per la Cultura e l’Educazione Cattolica) ed ho avuto diversi incarichi comunali, provinciali e nazionali nell’A.I.D.O. (Associazione Italiana Donatori di Organi), collaboro con associazioni che si occupano dei bambini cardiopatici e di malformazioni congenite; appartengo al Rotary Club ed alla Confrérie du Canard des Pays de Challans.
Ho fatto anche parte del Consiglio Regionale della Lombardia dell’A.N.C.I. (Associazione Nazionale Comuni d’Italia) come Vice Presidente del Dipartimento Scuola e Formazione della stessa; sono stato Presidente dell’Istituzione Comunale “Scuole Paritarie dell’Infanzia” e Consigliere della Scuola Paritaria dell’Infanzia “Regina Margherita” della Cassina Ferrara; sono stato il primo Presidente della FO.C.R.I.S. (Fondazione Casa di Riposo Intercomunale Saronno), di cui ho curato l’avvio.
Ho fatto parte dei Consigli di Amministrazione di Lura Ambiente s.p.a.; Reteacqua s.p.a.; ATO Varese acqua; Subambito Sudorientale dell’ATO Varese rifiuti; Fondazione Giuseppe Gianetti e di alcune società private. Sono fondatore e Presidente Nazionale dell’Associazione Licor tra Comuni, aderente a Res Tipica.
Mi dedico volentieri alla lettura ed alla storia, alle lingue classiche e straniere ed alla cultura locale; appassionato d’informatica e dei nuovi sistemi di comunicazione, ho ideato e condotto la “bacheca” del sito ufficiale del Comune di Saronno, interagendo on line con centinaia di concittadini; amo viaggiare, soprattutto in luoghi d’importanza storica ed artistica, e sono socio di diverse associazioni culturali.
Dal 2 giugno 2010, sono Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, per nomina del Presidente della Repubblica.
Ho ricevuto la Grande Médaille d’Honneur dal Conséil Général de la Vandée e la Grande Médaille dalla Mairie di Challans (Francia), a riconoscimento dell’impegno profuso per il gemellaggio di Saronno con la città francese di Challans.
Eletto Sindaco di Saronno per la prima volta il 27 giugno 1999 al secondo turno, sono stato confermato dai Saronnesi al primo turno delle elezioni tenutesi il 12-13 giugno 2004, terminando il mio secondo mandato il 21 giugno 2009. Consigliere Comunale dal 1985 al 1990 per la Democrazia Cristiana e, poi, dal 2010 al 2015, come Capogruppo di Unione Italiana.

Politicamente attivo nell’ambito del centrodestra e di formazione cattolica moderata, ho sempre privilegiato gli aspetti locali della vita amministrativa rispetto alle gerarchie dei partiti, in posizione di indipendenza e di saronnesità.

L’alleanza dei moderati di centrodestra per Saronno

Nell’alleanza elettorale del 2015, si è ricomposta a Saronno la coalizione moderata di centrodestra che ha sostenuto le mie precedenti amministrazioni nella condivisione degli ideali di libertà, autonomia, competenza, efficienza, sentimento nazionale, attenzione alle problematiche sociali, nell’alveo del Partito Popolare Europeo e della tradizione cattolica e liberale, in alternativa alla sinistra.
Forza Italia, Unione Italiana, Popolari per Saronno (UDC, NCD e Popolari per l’Italia con due candidati anche di Italia Unica), Partito Pensionati hanno voluto convergere sul mio nome, in una coalizione coesa, coerente, affiatata, i cui candidati hanno scelto la moderazione come metodo di amministrazione, liberi dal condizionamento di forze politiche pericolosamente inclinate verso l’estrema destra ed il facile populismo demagogico.
Concorrono con me al turno elettorale del 31 maggio 2015 per l’elezione diretta del Sindaco e del Consiglio Comunale di Saronno quattro liste, composte da armonicamente da uomini e donne di ampia esperienza amministrativa (Assessori, Consiglieri Comunali) – che sentono il dovere etico di trasferire le loro conoscenze alle forze generose delle nuove generazioni -, da giovani desiderosi di mettersi in gioco per la loro città, da persone competenti di ogni quartiere della città, provenienti dalle professioni, dal commercio, dall’industria, dall’artigianato, dall’associazionismo, dal volontariato, dallo sport, tutti uniti dalla passione per la bella politica e dall’amore per Saronno, che vogliono riaccendere dopo cinque anni deludenti e di immobilismo dell’Amministrazione uscente.

Alle Saronnesi ed ai Saronnesi
PROPOSTA DI PROGRAMMA
Il presente programma non è il libro dei sogni e nemmeno un elenco di promesse belle, ma irrealizzabili; non è rigido, è flessibile e aperto e suscettibile di integrazioni ed aggiustamenti nel corso del tempo, per gli opportuni adattamenti alle contingenze. Sui binari del buon senso e della moderazione, che scegliamo come metodo, invitiamo i Saronnesi a partecipare con noi, anche dopo le elezioni, alla formazione, all’attuazione ed al miglioramento di un piano di governo cittadino sostenibile, pratico ed utile. Da parte mia, da parte nostra, l’impegno all’ascolto, al confronto e, soprattutto, con la nostra esperienza, di cui abbiamo dato prova, alla realizzazione per riaccendere Saronno. Con realismo, dobbiamo muoverci dalla costatazione che le risorse sono poche e dipendono sempre più dalle tasche dei Saronnesi, per la continua diminuzione dei finanziamenti statali e regionali; dovremo imparare a fare sempre più conto su noi stessi e a circoscrivere e graduare le nostre esigenze. È quindi indispensabile concentrare la spesa su alcuni settori fondamentali, che costituiscono la base per l’ordinata vita della nostra comunità:  la sicurezza;
 la sussidiarietà ed il volontariato
 lo sviluppo economico e commerciale
 l’equità sociale
 le manutenzioni programmate.

La sicurezza
Solo in una città in cui i cittadini si sentono sicuri e tutelati è possibile risalire la china e guardare con ottimismo alla ripresa dello sviluppo, senza tralasciare chi è in difficoltà. Solo ricuperando il senso della legalità, dei doveri, oltre che dei diritti, è possibile riformarsi e tornare coesi.
Dobbiamo anzitutto ricuperare il senso civico e considerare l’intera città come patrimonio di tutti, da difendere e da preservare, senza cedimenti alla maleducazione ed alle cattive abitudini: ripartire da noi stessi, per pretendere da chiunque comportamenti corretti e rispetto per le persone e per le cose.
La sicurezza è argomento delicato, che ricomprende anzitutto la libertà dalla paura e il diritto alla tranquillità: le risse, i furti, gli scippi, le violenze fisiche, le radunate sediziose, il deturpamento degli immobili, la presenza di nullafacenti, lo spaccio di sostanze stupefacenti, la falsa, petulante ed aggressiva mendicità, l’occupazione di fatto di intere zone della città da parte di malintenzionati, l’ubriachezza molesta.
Purtroppo, in questi anni economicamente difficili, l’incertezza del futuro, la preoccupazione per il lavoro, il senso di sfiducia hanno acuito la percezione dell’insicurezza, che è anche un segno di fragilità psicologica. Per favorire un clima in cui la sicurezza sia percepita come tale, la Polizia Locale è uno degli attori principali, nella duplice funzione preventiva e repressiva.
Occorre che i concittadini non identifichino gli Agenti soltanto come coloro che sanzionano o puniscono, ma che li conoscano e li apprezzino come persone che, a tutti gli effetti, sono al servizio della collettività a cui possono portare un loro contributo prezioso e professionale.
L’attuale organico, non ampliabile, è scarno; perciò è necessario individuare altre risorse che sgravino la Polizia Locale da funzioni semplici e socialmente poco rilevanti (come le contravvenzioni alla sosta), per impiegarla in compiti di elevata specializzazione e controllo, dotandola di idonei strumenti: videosorveglianza tramite telecamere diffuse in una rete capillare, equipaggiamento personale, tra cui il chissà perché abolito bastone estensibile, potenziamento dei Vigili di Quartiere.
Sono altri obiettivi il ripristino dei “Nonni Amici” per la vigilanza fuori delle scuole e l’estensione dell’accompagnamento degli scolari mediante il servizio Piedibus, l’impiego della Protezione Civile e degli Ispettori Ambientali per la sorveglianza del decoro rubano, l’estensione dell’orario di servizio della Polizia Locale mediante accordi con la Regione. Regione Lombardia che, recentemente (il 25 marzo 2015), ha approvato la nuova legge sulla Polizia Locale, che valorizza e promuove il volontariato di associazioni che potranno essere impiegate nella sicurezza urbana, con obbligo di previa formazione.
Un’opportunità in più, che vale la pena di cogliere: occorre imitare, dunque, esempi virtuosi, come quello dei City Angels o simili, da anni presenti in molte città, così da rendere possibile l’affiancamento di volontari motivati e formati alle Forze dell’ordine, con compiti di segnalazione e di prevenzione (a Saronno esiste già A.pol.lo.s., l’Associazione della Polizia Locale di Saronno, che ha l’intento di maggiore vicinanza alle esigenze dei cittadini anche fuori dagli orari di servizio).
Molto utile ed interessante, inoltre, l’esperimento in atto in alcuni Comuni di convenzioni con l’Esercito per la presenza di pattuglie nei luoghi più sensibili e degradati, in particolare le stazioni ferroviarie.
Altre azioni sono rilevanti e realizzabili per la sicurezza generale: l’ampliamento dell’illuminazione (con incentivi tributari ai commercianti che mantegano illuminati i negozi nelle ore notturne); il controllo degli epifenomeni connessi alla presenza di immigrazione clandestina: verifiche della residenza, locazioni e sublocazioni (anche in collaborazione con la Guardia di Finanza per reprimere le disinvolte ed illegali affittanze in nero da parte di cittadini italiani); verifiche sul fenomeno del nomadismo e dello sfruttamento di donne e minori per fasulle ed indecorose attività di mendicità; il controllo sistematico delle aree dismesse, per affrontare la microcriminalità e situazioni disumane di vita e di igiene, con la richiesta alle proprietà di mettere in sicurezza tali edifici ed aree; se del caso, si potrà valutare, in sede di emergenza, la possibilità di ordinarne l’abbattimento, in applicazione dell’apposita legge regionale, che impone la bonifica dell’area e le misure per la salvaguardia dei diritti volumetrici esistenti; l’incentivazione della riappropriazione degli spazi pubblici (strade, piazze, parchi, giardini) da parte di tutti i cittadini, nella certezza che l’aggregazione delle persone, oltre che ad essere un modo piacevole di vivere insieme la città, costituisce la più potente sensazione di sicurezza diffusa; l’applicazione severa delle sanzioni per le violazioni delle norme del Regolamento di Polizia Urbana; l’estensione di un efficiente servizio di videosorveglianza.
Si tratta di interventi di forte impatto e di costo accessibile, per i quali è possibile anche ottenere finanziamenti regionali; certamente, il concorso del volontariato sarebbe fondamentale per diffondere il senso di tranquillità e di protezione e per dimostrare l’attaccamento civico attivo a beneficio della collettività.
Il fenomeno dell’immigrazione, ormai incontrollata, è regolato dallo Stato, da cui si pretendono nuove politiche non limitate alla risoluzione dell’incredibile emergenza determinata dall’impressionante arrivo di stranieri sulle coste italiane, che vengono collocati alle bell’e meglio in strutture insufficienti, spesso a cura di discutibili e costose cooperative, e messi in carico anche ai Comuni, ormai incapaci di sostenerne l’impatto.
Il Governo deve cambiare rotta e, insieme all’Unione Europea, creare un nuovo “piano Marshall”, che porti aiuti direttamente nei Paesi di provenienza delle masse umane costituite in piccola parte di profughi e, nella maggioranza, di disperati in condizioni di disagio totale. Solo sviluppando le economie locali si può dare stabilità, progresso e decorose condizioni di vita nei Paesi bisognosi, che hanno risorse umane meritevoli di non essere sradicate col miraggio di trasferirsi in Europa, con tutti i problemi sociali e di convivenza che ne derivano.
La nostra città è fortemente coinvolta in questo fenomeno, che ha assunto proporzioni notevoli e ricadute pesanti sulla qualità della vita: accanto ad operosi immigrati, che lavorano e si sono inseriti con profitto nel tessuto cittadino, vi sono numerosi nullafacenti, spesso dediti ad attività illegali se non alla delinquenza, che sostano nelle vie e piazze saronnesi giorno e notte, inducendo un senso di pericolo nocivo per la convivenza, per la sicurezza personale, per la tranquillità del commercio, per il decoro umano e ambientale.
Il Comune dovrà attuare tutte le funzioni ad esso assegnate dall’ordinamento per la prevenzione, il contenimento e la repressione di ogni illecito; i regolamenti comunali dovranno essere applicati con rigore verso chiunque, in particolare nei confronti dei questuanti, dell’ebbrezza, del rispetto della proprietà pubblica e privata, dell’igiene e della salubrità.
Il rispetto per la diversità di cultura e di religione dovrà essere coniugato con il rispetto dell’ordine pubblico, che l’art. 19 della Costituzione indica quale principio supremo irrinunciabile anche per i culti religiosi. Pertanto, gli stessi luoghi di culto e di aggregazione d fedeli saranno sottomessi, per la loro edificazione ed insediamento, alla recentissima normativa che la Regione Lombardia, con chiarezza e precisione, ha reso oggetto di una specifica legge regionale in àmbito urbanistico.
Una vasta campagna di pulizia e di igienizzazione dei punti più colpiti dal vagabondaggio e dal bivacco dovrà eliminare le condizioni di indecenza e di rischio per la salute; i soggetti privi di abilitazione al soggiorno nel territorio nazionale dovranno essere sottoposti alle leggi nazionali in materia; non saranno consentiti stazionamenti inoperosi nelle aree verdi (parchi e giardini), destinati al riposo ed alle attività ludiche di bambini; la concessione di benefici e di provvidenze non potrà avvenire a pioggia, ma soltanto in presenza di tutti i criteri di legge e senza facili buonismi o discriminazioni anche solo indirette verso i residenti; il principio di legalità, che comprende non solo diritti, ma anche doveri, dovrà essere severamente rispettato da chiunque, senza tollerare usanze e costumi che vìolino le regole di ordine pubblico e di buon costume vigenti nel nostro Paese; si disporranno puntuali interventi di controllo della Polizia Annonaria, indirizzati alla tutela del consumatore ed alla trasparenza del commercio, specie al mercato.
Lo scopo è quello di produrre un’ordinata ed integrata società, in cui le differenze non siano di ostacolo alla pacifica vita quotidiana della comunità saronnese, ove tutti siano soggetti alle stesse regole, secondo il principio dell’eguaglianza e di un’accoglienza solidale, ma non imbelle e rinunciataria dell’identità nazionale e della comunità saronnese.

La sussidiarietà
La sussidiarietà è l’altro pilastro su cui fare conto; la diminuzione delle risorse proprie dei Comuni postula necessariamente una maggiore collaborazione tra l’ente pubblico e il privato, sia sociale, sia economico.
Un sistema integrato e sulla base di parità, in cui non ci si deve scandalizzare se taluni servizi siano prestati in feconda concorrenza e con accesso indifferente dal pubblico o dal privato: l’obiettivo è la massima soddisfazione dell’utente con la minor spesa, come accade già in qualche modo nel servizio sanitario erogato dalla Regione Lombardia.
Convenzioni chiare, trasparenti e monitorabili tra Comune ed espressioni del mondo privato possono permettere notevoli risparmi, da investire nel miglioramento dei servizi stessi (un esempio è quello dei nidi d’infanzia comunali, sostituibili da nidi privati, tramite voucher).
La stessa prassi virtuosa potrebbe essere seguita in altri campi: dal trasporto urbano, ad eventi culturali, all’arricchimento dell’offerta formativa nelle scuole dell’obbligo, ai servizi alla persona (soprattutto domiciliari), alla realizzazione di nuove strutture (parcheggi, servizi collettivi, social housing).
Anche il volontariato – esempio tipico di sussidiarietà – sarà fortemente coinvolto come prezioso ausilio per la comunità; a Saronno, le associazioni sono numerosissime e di antica tradizione; se ne stimolerà la partecipazione alla vita pubblica, anche in campi nuovi, aggiornati alle esigenze attuali (si pensi alla collaborazione tra Protezione Civile, il Comune ed un’apposita associazione da creare per il mantenimento del decoro cittadino e la ripulitura dei muri imbrattati).
Come pure la sussidiarietà è essenziale per il rilancio economico della città, affinché le attività produttive e quelle commerciali, di natura di per sé privata, siano accompagnate dall’attenzione del Comune, con incentivi tributari ed urbanistici premianti, semplificazione delle procedure amministrative, messa a disposizione di aree per la creazione di incubatoi microproduttivi, soprattutto le start up giovanili, in sinergia con gli incentivi regionali, previsione della creazione di nuclei per servizi collettivi, come il teleriscaldamento, con cui si abbatterebbero molti costi.

Il commercio
Il commercio, maggiore risorsa economica della città, dovrà essere realmente favorito e dotato di una identità specifica del nostro territorio, da diffondere mediante anche la creazione di un marchio che ne attesti la tipicità, dando così luogo ad un accentuato e proficuo marketing territoriale per la valorizzazione del grande centro commerciale costituito da tutta la città e dal centro storico in particolare: si dovrà puntare all’eccellenza (in contrapposizione al generalismo dei grandi ed anonimi centri commerciali esterni) ed alla flessibilità (tempi d’apertura elastici in base alla natura dell’attività stessa, che non vuol dire aperture 24h su 24h, ma orari più in linea con le famiglie e con i nuovi cittadini che popolano il nostro Comune).
Una migliore illuminazione (con incentivi tributari ai commercianti che mantegano illuminati i negozi nelle ore notturne), la costante pulizia delle strade, la programmazione di eventi e manifestazioni di buon livello e le aperture straordinarie, il maggiore coinvolgimento dei commercianti nella programmazione della concessione dei c.d. mercatini, per garantirne la qualità e tipicità e per evitare inutili e dannosi riflessi sul commercio di vicinato garantirebbero una maggiore personalità ed autorevolezza all’Associazione Commercianti, evitando così il senso d’abbandono da parte del Comune che spesso i commercianti avvertono.
Il commercio ambulante (soprattutto del nostro storico mercato del mercoledì) – che ha assunto in quest’epoca di crisi una funzione socialmente importante nel contenimento dei prezzi – dovrà essere tutelato con la repressione del commercio abusivo di articoli contraffatti e di merce di dubbia provenienza; previi accordi con l’associazione di categoria, si potrà verificare l’opportunità di istituire piccoli mercati in giorni da individuarsi a servizio di zone cittadine prive di stabili esercizi di vendita di prodotti alimentari e d’igiene personale e della casa.
I parcheggi restano in ogni caso pochi o lontani dal centro (una migliore e più chiara segnalazione del silos di Via Milano darebbe qualche risultato positivo). La possibilità di collegare il centro con una navetta a costo incluso nel parcheggio da un’area di sosta esterna risolverebbe in parte il problema, rendendo la città anche più accessibile e pubblicizzabile, con particolare riferimento alla vicina Svizzera, approfittando del cambio molto favorevole per gli Elvetici.
Nelle trasformazioni consentite dal Piano di Governo del Territorio, si potranno individuare aree ove realizzare, a contorno del centro, parcheggi non invasivi e sotterranei, anche in forma di in gestione a privati.
E’ giunto anche il momento di ripensare la grande area pedonale del centro: se valorizzarla, d’intesa con i commercianti, attraverso l’organizzazione stabile di eventi di qualità e di forte richiamo, mantenendola sempre rigidamente chiusa, ovvero se valutare la possibilità di un’apertura parziale e circoscritta al traffico veicolare in orari solo serali, così da favorire l’accesso ed il prolungamento dell’orario dei negozi e degli esercizi , come avviene in città simili vicine a Saronno, molto attrattive, in cui la presenza di persone ha contribuito a rianimare e vivacizzare l’ambiente e a ridurre enormemente il problema della sicurezza ed ha permesso un discreto incremento dei risultati commerciali.

Viabilità e trasporti
Dovrà essere ribaltata la soffocante e fallimentare politica della viabilità e della sosta perseguita dall’Amministrazione uscente, perseguita ossessivamente e con intenti educativi con spreco di risorse e con sempre più pesanti balzelli e divieti a carico della mobilità veicolare, che hanno allontanato moltissimi avventori da Saronno.
Senza essere fautori della predominanza dell’automobile, occorre realizzare un’ordinata ed armonica coesistenza tra veicoli, biciclette e pedoni, non mossi da intenti ideologici, ma da un sano realismo: i 30 all’ora generalizzati vanno sostituiti con la previsione di velocità ridotte per i punti sensibili; le carreggiate – già strette nel tessuto urbano storico – non possono essere continuamente rese percorsi ad ostacoli; i parcheggi non possono essere pressoché tutti a pagamento.
Nondimeno, si dovrebbe introdurre il servizio delle citybikes, con la posa di rastrelliere e l’individuazione di percorsi protetti.
La viabilità dev’essere al servizio del cittadino, non l’incontrario; per questo, il parcheggio di piazzale Saragat, nei pressi dell’Ospedale, dovrà tornare, almeno in grossa parte, ad un uso turnario a sosta temporanea (zona disco), non a pagamento, poiché all’Ospedale si accede non per divertimento, ma per la tutela di un bene di assoluta preminenza qual è la salute, sicché è vergognoso che la sosta venga fatta pagare salatamente e che sia, di fatto, disciplinata da parcheggiatori abusivi nullafacenti, che vi si sono installati fastidiosi e pericolosi.
La realizzazione dell’ampio sistema di rotatorie avvenuta tra il 2000 ed il 2009 ha inciso positivamente sulla fluidità del traffico, che beneficia anche delle nuove uscite autostradali, da cui è derivato il convogliamento di veicoli al di fuori dell’insidioso attraversamento della città.
In collaborazione con il Comune di Origgio, si dovrà programmare una bretella che, dalla nuova uscita autostradale, scorra parallela all’attuale una strada (Via Parma), per alleggerire il traffico, scindendolo in due sensi unici; ciò tenuto conto dell’impatto che avranno la tangenzialina da Solaro (Cascina Emanuela) alla Pedemontana (Lomazzo) e la Varesina-bis, già programmate e tali da deviare fuori dalla città il traffico in direzione di Monza e della Brianza.
In tal modo, si è di fatto realizzato un anello esterno a Saronno, che si completerà, a nord, con la bretella da Turate a Lentate sul Seveso, a pochi chilometri dai nostri confini, tra Rovello Porro e Rovellasca; ciò consentirà di preservare la zona settentrionale della città, che comprende l’Agro Saronnese ed il Parco del Lura, che resteranno privi di edificazioni e nuove strade invasive e costituiranno il vero, esteso polmone verde di Saronno. Si rimedieranno i più vistosi effetti perniciosi derivanti dalla viabilità disegnata a tavolino dall’Amministrazione uscente, studiando – previa consultazione dei residenti – il migliore utilizzo della rete viaria delle singole zone cittadine.
Quanto al trasporto pubblico, l’attuale sistema dev’essere aggiornato e reso più duttile ed economico, senza farne venir meno l’efficienza.
Anziché le linee di autobus a raggiera, che spesso sono sottoutilizzati, si potranno affiancare linee circolari ed un trasporto a chiamata, con particolare riguardo alle esigenze delle categorie più deboli.
Si dovrà anche riprendere a colloquiare con le F.N.M. per il maggiore sfruttamento del trasporto ferroviario all’interno della città, cioè l’istituzione di alcune fermate intermedie in territorio urbano, segnatamente al quartiere Prealpi, a ridosso della zona dei Licei, tra la stazione centrale e la stazione di Saronno Sud, così da utilizzare, specie nei momenti di punta, i convogli ferroviari come una linea interna di tram (il tram-treno) e consentire il raggiungimento delle scuole medie superiori, da Saronno e dai paesi circonvicini, in modo diretto senza attraversamenti della città.
Progetto ambizioso, rimasto nel cassetto da anni, che rappresenterebbe però una vera svolta per la viabilità cittadina e renderebbe la ferrovia mezzo di collegamento interno e non solo elemento di divisione del nostro territorio.

Equità sociale
Riaccendere Saronno significa anche combattere la crisi ed ottenere un po’ di respiro, dopo tanti anni di sacrifici, che hanno determinato l’insorgenza di nuovi, accentuati bisogni individuali e collettivi. Con l’aumento delle necessità e la contemporanea diminuzione delle risorse, occorrerà una seria disamina generale dello stato dei bisogni, rapportati alla mutata composizione demografica, alle fasce d’età, alla disoccupazione e/o sottoccupazione.
Saronno è una città frammentata, poiché le famiglie composte da una o due persone costituiscono oltre il 60% della popolazione, che peraltro invecchia notevolmente, con sempre meno bambini e giovani e sempre più anziani; la carenza dilavoro ha reso ancora più delicato l’equilibrio sociale.
L’equità sociale, quindi, dovrà essere assicurata – nei limiti del bilancio – previo l’accertamento rigoroso di chi abbia effettivamente titolo per ottenere prestazioni di welfare e l’individuazione, ove possibile, di un periodo minimo di residenza in città per potersene avvalere.
Per gli anziani ed i disabili, si dovrà incentivare la permanenza in famiglia, rispetto al ricovero in istituti, con adeguato supporto domestico e facilitazioni sui tributi comunali, per dare continuità alla vita abituale.
Per le famiglie numerose (ritenute tali quelle con almeno tre figli a carico o due nel caso di presenza in vita di un solo genitore o con un anziano o disabile in casa), si dovrà riconoscere l’impegno curativo mediante una proporzionale detrazione ai coniugi genitori dall’addizionale comunale IRPEF, nella misura che sarà consentita dalla situazione di bilancio.
Un’attenta politica tariffaria dovrà pure essere attuata per più figli negli asili nido e nelle scuole dell’infanzia, favorendo anche il sostegno alla costituzione di nidi aziendali, di micro nidi intercondominiali e del nido di famiglia (Tagesmutter).
In tempo di crisi, si potrà favorire il risparmio nell’acquisto dei generi alimentari e per la pulizia e l’igiene mediante gli acquisti collettivi e l’individuazione di un paniere calmierato a buon prezzo di generi stagionali, variabile durante le stagioni, in collaborazione con la piccola e la media distribuzione, sia con l’introduzione di una cartella scolastica calmierata per gli strumenti essenziali per lo studio (generi di cancelleria, quaderni, carta, prodotti per l’informatica, ecc.) in coincidenza con l’inizio dell’anno scolastico, sempre in collaborazione con i commercianti.
Si verificherà la possibilità di stipulare convenzioni collettive per le cure dentarie dei minori presso ambulatori convenzionati e per le piccole riparazioni domestiche, tramite accordi con le associazioni dell’artigianato.
Si dovrà ripristinare, se possibile, l’aliquota ridotta prima-casa anche per gli immobili dati in uso gratuito come abitazione a discendenti, ascendenti e collaterali fino al terzo grado. Il Comune dovrà rendersi promotore di accordi generali con le associazioni dei proprietari immobiliari per la diffusione dei contratti di locazione a canone concordato e, negli immobili di proprietà comunale, per l’attuazione del social housing, con la possibilità di servizi rivolti in loco alle persone in difficoltà.

Manutenzioni ed opere pubbliche
Un’altra esigenza, particolarmente sentita dai concittadini, è quella delle manutenzioni, spesso carenti e/o di cattiva qualità.
Per risparmiare ed ottimizzare, occorrono interventi rapidi e mirati. Si dovrà istituire un apposito servizio manutenzioni, con lo scopo prioritario la manutenzione continua e costante di strade e marciapiedi e di tutte le superfici asfaltate; a tal fine, si doterà di un cronoprogramma annuale delle manutenzioni ordinarie e di un crono programma triennale delle manutenzioni straordinarie, da aggiornare annualmente in sede di programma triennale delle opere e degli investimenti.
Dovrà essere istituita una squadra specialistica (anche con ausiliari tramite voucher, strumento peraltro di valore sociale per i privi di occupazione) di pronto intervento di tecnici ed operai per le manutenzioni urgenti di stabili (a partire dalle scuole) e strade, soprattutto dopo episodi meteorologici particolarmente gravosi e dannosi.
Nell’esecuzione delle opere, si dovrà prestare attenzione all’uso di materiali robusti e di nuova concezione (come il materiale al titanio, che assorbe gli effetti dell’inquinamento atmosferico), alla sistemazione delle opere sottostradali (fognature, cavidotti, ecc.), all’esecuzione di nuova illuminazione, più aderente alle odierne necessità. Si dovranno predisporre convenzioni specifiche con i gestori della somministrazione dei servizi di corrente elettrica, gas, telefono, cybercomunicazini, affinché gli interventi da essi effettuati siano possibilmente contemporanei con le manutenzioni stradali comunali, così da evitare manomissioni delle strade e la creazione di pericolose ed antiestetiche differenziazioni nei manti asfaltati.
Si dovrà completare l’abbattimento delle barriere architettoniche e curare in modo continuativo l’illuminazione pubblica, con l’obiettivo di assicurare una manutenzione più efficiente del sistema di illuminazione pubblica, riducendo gli sprechi e l’inquinamento luminoso.
Si potrà a tal fine adottare una piattaforma informatica, che utilizzi il sistema di georeferenziazione, per effettuare il censimento e la mappatura della rete in tutti i suoi componenti (cabina, linea elettrica, cavi, punti luce, lampade), ottimizzandone la gestione, così da conseguire i vantaggi di una significativa riduzione della spesa elettrica e la possibilità di pianificare in maniera ottimale gli interventi da realizzare.
Il Servizio provvederà in proprio anche alla progettazione delle nuove strade e della riqualificazione di quelle esistenti, curandone l’alberatura insieme al Servizio Parchi e Giardini, per estendere il più possibile la presenza di verde arborato lungo le strade, urbane ed eccentriche.
Per incentivare il recupero di facciate e spazi privati prospicienti le pubbliche strade, si studieranno apposite ampie detrazioni dalle imposte comunali (se la normativa nazionale in itinere non lo impedirà), così da favorire un più decoroso aspetto degli edifici e rendere la città più accogliente.

Cultura, scuola e sport
L’offerta culturale Saronnese rientra di diritto nel rilancio della città, negli ultimi anni afflitta da un deteriore provincialismo da strapaese. Per l’esposizione universale ormai tutto è pronto, ma ciò che preoccupa di più è il dopo EXPO, ovvero sfruttare al meglio l’effetto a cascata prodotto dalla manifestazione. La nostra città ha tutte le carte in regola:
 La breve distanza da Milano facilmente raggiungibile, in soli 20 minuti, con Trenord, in più il Malpensa Express assicura i collegamenti con l’aeroporto e con la stazione di Milano Centrale;
 La presenza di ottima struttura alberghiera;
 un’ampia offerta commerciale oggi denominata come DUC, Distretto Urbano del Commercio, un’associazione propria dei commercianti e indipendente da ASCOM;  una considerevole presenza di monumenti artistici, il Santuario della Beata Vergine dei Miracoli, la chiesa di San Francesco, il Museo della Ceramica Gianetti, il Museo dell’Industria e del Lavoro dei Saronnesi (MILS),e infine la collezione Francesco De Rocchi sita in Villa Gianetti.
 la presenza di due rinomatissime aziende liquoristiche, ILLVA e l’altra Paolo Lazzaroni & Figli, connesse all’Associazione tra Comuni Licor, aderente a Res Tipica, fondata nel 2009 proprio a Saronno, dove ha la sede nazionale.
Si dovrà quindi sfruttare la vicinanza a Saronno della stazione di Milano Cadorna a Santa Maria delle Grazie sede del Cenacolo di Leonardo, ed a San Maurizio al Monastero Maggiore dov’è presente il noto ciclo di affreschi di Bernardino Luini per organizzare un tour leonardiano, di fondamentale importanza storico-artistica, che esalta i legami tra la metropoli ed i sui dintorni.
Saronno potrà, quindi, offrire un vero e proprio pacchetto artistico, ovvero, la Leonard Card che andrà a comprendere, con un unico biglietto, la visita al Cenacolo, il treno A/R Milano Cadorna/Saronno, la visita guidata al Santuario di Saronno ed agli affreschi leonardeschi, la visita al museo delle ceramiche “Gianetti” e alla chiesa di San Francesco dove poter ammirare il ciclo di affreschi del Legnanino.
I possessori della Leonardo card potrebbero poi usufruire di sconti nei negozi di Saronno, d’intesa con Confcommercio, incluse riduzioni su pubblicazioni e gadgets del Santuario, del Museo Gianetti e della chiesa di San Francesco, sconti nei ristoranti per menù turistici all’uopo convenuti o su piatti specialmente legati alla tradizione lombarda. Inoltre nella Leonardo-card potrebbe essere coinvolta un’altra importante istituzione, ovvero, l’ingresso al Museo della Scienza e della tecnica di Milano per i saloni dedicati alle opere leonardesche.
Per realizzare tutto ciò, occorre che sia istituito un Comitato presieduto dal Sindaco o un suo delegato insieme ai rappresentanti di Confcommercio, del DUC, del Santuario, San Francesco, Museo Gianetti e di tutti i soggetti interessati. Questo pacchetto permetterà, quindi, di organizzare una serie di eventi collaterali andando a coinvolgere un’altra istituzione saronnese, il Teatro Giuditta Pasta.
Sarà fondamentale, oltre al Comitato, la comunicazione, gestita da una squadra competente che manterrà i contatti con l’Ufficio Stampa di FNM, Cenacolo, Provincia, Comuni e Regione, Confcommercio, emetterà comunicati, solleciterà interviste e servizi radiofonici e televisivi, massime alle radiotelevisioni locali e lombarde, curerà la pubblicazione di dépliants, brochures, stampati, manifesti (anche l’affissione), locandine, la distribuzione dei prodotti comunicativi in Saronno, a Milano e dovunque sia ritenuto utile, la preparazione di un breve filmato di presentazione della nostra città, un apposito sito web, con le informazioni opportune e una rubrica sulla stampa comunale (settimanale e periodica), che divulghi la manifestazione e dia avviso degli eventi.
Un’azione di ampio respiro che rilancerebbe la città, permettendo l’arrivo di un nuovo flusso, così da attingere a un bacino più ampio rispetto agli abituali confini territoriali, per far conoscere le vere ricchezze, fino ad ora non abbastanza sfruttate, della nostra città sviluppando in modo concreto la nuova economia del XXI secolo, il turismo culturale.
Il Teatro Giuditta Pasta – che da 25 anni è il fulcro della cultura saronnese, insieme alla Biblioteca Civica ed a Casa Morandi – continuerà ad essere sostenuto; tuttavia, in considerazione degli alti costi che gravano sul Comune, sarà indispensabile reperire forme di cogestione con privati o con altri enti culturali, per inserire il teatro in un circuito più ampio e per aumentarne l’utilizzo; la creazione di un evento annuale specialistico nell’ambito dello spettacolo, di grande richiamo (come, ad es. musica rinascimentale connessa al Santuario), compatibile con la storia e la tradizione saronnese potrebbe segnalare la struttura ad un pubblico più vasto e contribuire a diffondere l’immagine di Saronno.
Si valorizzerà, inoltre, il gemellaggio con Challans, che dopo una dozzina d’anni continua a dare ottimi frutti, specialmente per gli scambi nel mondo della scuola; altre esperienze di gemellaggio, basate sul volontariato dei molti interessati, potrebbero ulteriormente aprire l’orizzonte delle conoscenze europee ed italiane dei nostri cittadini.
Continuerà la tradizionale collaborazione con tutte le agenzie culturali presenti nella città, con particolare riguardo alle scuole ed alle associazioni, a cui si dovrà offrire un vero e proprio coordinamento per l’organizzazione tempestiva e strutturata degli eventi e per il razionale sfruttamento degli spazi esistenti per l’offerta culturale.
Nel ripensamento dell’uso degli edifici di proprietà comunale, si verificherà la possibilità di ampliare lo spazio dedicato allo studio extrascolastico – oltre a quello già presente nella Biblioteca Civica -, con una struttura in cui siano a disposizione anche i più recenti mezzi di comunicazione e di conoscenza tramite web e con la cogestione Comune/utenti.
Le tradizioni saronnesi in materia di istruzione sono antiche e lodevolissime, ed il Comune dovrà essere sempre più protagonista del nuovo sistema dell’Istruzione, che opportunamente oggi considera largamente le esigenze del territorio.
La premessa è che ogni attività comunale debba partire dal riconoscimento dell’unicità della scuola pubblica, nelle sue forme di scuola pubblica statale e di scuola pubblica non statale, entrambe dotate di pari dignità e valenza, nel rispetto delle scelte dei singoli, con eguali opportunità per tutti gli alunni ai fini della loro educazione ed istruzione e della formazione del cittadino.
Saronno ha già un completo sistema scolastico di ogni ordine e grado, in cui spiccano alcuni istituti per l’eccellenza dimostrata; il nostro polo scolastico deve conquistare l’eccellenza in ogni campo e confermarsi punto di forza della nostra comunità; la nostra scuola dev’essere difesa e riaffermata nella sua tradizione lusinghiera e di buone pratiche, anche a dispetto della latente tendenza della Provincia di Varese, nella forma relitta odierna, di depotenziare e ridurre il sistema scolastico superiore saronnese, perché frequentato da un’utenza maggioritariamente proveniente dalle altre province contermini (Como, Milano, Monza e Brianza).; questa commistione policentrica, invece, è la ricchezza della nostra scuola, insieme alla facilità di raggiungimento del nostro polo con i trasporti pubblici.
Perché il Comune sia coprotagonista, si dovrà concorrere alla predisposizione di progetti didattici per l’ampliamento dell’offerta formativa della quota di programmazione didattica (15% ) riservata al territorio; rendere effettivo il diritto allo studio mediante l’erogazione di contributi e la promozione di servizi ed attività a garanzia dell’attuazione del P.O.F. elaborato dalle istituzioni; intervenire con misure di sostegno per gli alunni diversamente abili o in situazione di svantaggio; diffondere la conoscenza della storia, dell’arte, delle tradizioni e del dialetto locale.
Prima di mettere mano ad eventuali nuove edificazioni di plessi scolastici, si dovrà affidare agli Uffici Comunali il còmpito di redigere un’accurata e dettagliata relazione in ordine alla situazione delle scuole attualmente funzionanti (sicurezza, condizioni generali, interventi urgenti e/o di medio e lungo termine, impianti, arredi e suppellettili, abbattimento delle barriere architettoniche, possibilità o meno di ampliamenti, adeguamenti alle normative vigenti, ecc.) e delle previsioni demografiche ed urbanistiche: questo studio preliminare – che terrà conto anche delle segnalazioni di problematiche e di esigenze da parte delle famiglie degli utenti e degli Organi Collegiali -, da effettuarsi nel primo semestre dell’Amministrazione, consentirà una programmazione articolata e sostenibile degli interventi di ordinaria e di straordinaria manutenzione e la progettazione di eventuali nuovi edifici, facendo conto anche dei finanziamenti che il Governo sembra voler mettere a disposizione degli Enti Locali per la buona scuola.
Quanto alla scuola dell’infanzia, la progressiva statalizzazione dell’Istituzione Mons. Piero Zerbi dev’essere osservata con cautela; la riduzione delle sezioni “comunali”, infatti, non si traduce automaticamente in un contenimento della spesa a carico del Comune, poiché rimane il problema del personale docente: insegnanti statali, infatti, sostituirebbero gli attuali insegnanti dipendenti dall’Istituzione Comunale, i quali non possono essere licenziati sic et simpliciter, sicché sarà necessario ed urgente proseguire su questa strada con gradualità e nel rispetto dei diritti dei lavoratori coinvolti, nonché della tradizione plurisecolare della gestione comunale delle scuole materne, voluta dai nostri avi un secolo e mezzo fa.
In quet’ottica, non potrà che continuare il sostegno comunale alla scuola dell’infanzia Regina Margherita di Cassina Ferrara, di altrettale tradizione secolare, vero e proprio patrimonio di quel quartiere sin da quando era ancora Comune distinto da Saronno.
Per lo sport, oltre al sostegno alle società sportive, molte delle quali rappresentano un’eccellenza in campo nazionale se ne favorirà l’attività e la diffusione mediante il possibile e maturo affidamento all’Associazione Sportiva Saronno Servizi la funzione di coordinamento delle Associazioni Sportive cittadine, riunite in una Polisportiva, per la gestione e l’organizzazione comune dello sport e dei fondi comunali per l’esercizio delle discipline sportive in città, nel rispetto dell’autonomia delle singole realtà associative.
Si offrirà pure un servizio di prenotazione on line per l’uso degli impianti di proprietà comunale.
Gl’impianti dovranno essere gestiti economicamente e senza sprechi, sicché si chiederà alle associazioni di parteciparne alla gestione non tanto con contributi in denaro, quanto in collaborazione a mantenere puliti ed ordinati gli impianti stessi, con un maggiore senso di responsabilità.
Il settore Opere Pubbliche, tramite il servizio manutenzioni, provvederà, anche su segnalazione delle società sportive, all’ordinaria manutenzione programmata degli impianti e progetterà gli interventi più ingenti, così da conservare l’efficienza e l’agilità d’uso.

Giovani
Per i giovani, categoria fortemente penalizzata dalla crisi attuale, occorrerà avere un particolare riguardo. Anzitutto, per favorirne l’entrata nel mondo del lavoro e per concorrere all’aumento delle competenze e delle conoscenze, si dovrà partire dal progetto europeo “Garanzia Giovani” (Youth Guarantee), che è finalizzato a promuovere l’inserimento lavorativo e il proseguimento degli studi, declinato dalla Regione Lombardia, che lo ha sviluppato attraverso una serie di attività mirate a sostenere la formazione e l’occupazione dei giovani di età compresa tra i 15 e i 29 anni.
A tal fine, si aprirà – presso il già operante Informagiovani – uno sportello Garanzie Giovani, in modo tale che gli interessati vengano a conoscenza di questa valida opportunità e siano assistiti nel percorso finanziato dall’Unione Europea. Si dovrà, inoltre, favorire la collaborazione delle aziende del saronnese con il mondo della scuola, per interscambi formativi di giovani studenti.
I giovani lamentano spesso mancanza di spazi e servizi a Saronno, anche se, in buona parte, questi sono presenti e disponibili, ma non sono adeguatamente pubblicizzati o facili da utilizzare; quindi, più che creare ex novo le strutture, si dovrà potenziare e migliorare quanto già presente, operazione meno complessa e soprattutto ben meno dispendiosa.
La vita notturna saronnese è spesso mal percepita dai ragazzi che hanno difficoltà a trovare locali che si adattino alle loro esigenze, le diverse necessità tra esercenti e giovani sono difficili da conciliare, soprattutto in assenza di un vero filo di collegamento tra le due parti.
Sarebbe se non risolutivo sicuramente interessante intavolare una discussione tra i rappresentanti degli studenti, delle associazioni giovanili e sportive e i proprietari dei locali della città per un reciproco scambio di idee.
Conoscere le reciproche linee di pensiero consentirebbe un vantaggio per tutti, a frutto di un limitatissimo impegno iniziale da parte delle persone coinvolte alle quali è solo chiesto di ascoltarsi a vicenda ed essere aperti verso opinioni altrui.
Questo permetterebbe di avviare un reale confronto che porterebbe una maggior qualità percepita da parte dei ragazzi e un riscontro in termini di presenze per gli esercenti/commercianti con il risultato di riconquistare quella non trascurabile porzione di giovani che al momento preferiscono spostarsi nei paesi limitrofi per trascorrere le proprie serate in compagnia, in ambienti sicuri e ordinati.
L’integrazione delle politiche giovanili con i paesi limitrofi è fondamentale: Saronno è un importante centro studentesco e rappresenta un grande punto di incontro per i ragazzi di una vasta area; tuttavia non può ricadere sulla sola città di Saronno la gestione di tale peso: sarebbe interessante un confronto con i paesi vicini per una integrazione delle politiche giovani con la creazione di un consorzio tra i comuni per una gestione sovra-comunale della questione, permettendo come primo risvolto una riduzione dei costi grazie all’economia di scala.
Questo sforzo comune inoltre potrebbe partire dalle iniziative culturali e sportive, provocando grazie alla maggior pubblicità possibile un aumento dei ragazzi coinvolti in tutte le attività.
Ciò può valere anche per le attività sportive, che rivestono grande importanza nell’educazione motoria e psicologica dei giovani; una piattaforma polifunzionale dello sport darebbe un aiuto alla promozione delle attività sportive, ben presenti sul territorio del saronnese, potrebbe favorire il diffondersi della cultura sportiva mediante la creazione di un sistema di prenotazioni on-line integrato con tutte le strutture sportive cosicché i giovani possano consultare da internet la disponibilità dei campi e degli spazi, avendo così immediatamente la possibilità prenotarli comodamente da casa e in piena libertà.
L’informatizzazione, che rientra nelle abitudine quotidiane dei più giovani, potrebbe sovvenire anche ad un’altra esigenza: è indispensabile trovare nuove strategie per l’aiuto agli studenti negli orari extra-scolastici ed extra-universitari, cercando di essere sempre più aderenti alle esigenze dei giovani; in particolare, si potrebbe istituire un’unica vera e propria bacheca online, dove potranno essere raccolti tutti gli annunci di docenti e ragazzi che vogliono offrire il proprio tempo per le ripetizioni pomeridiane.
Questo innovativo strumento permetterà anche agli studenti richiedenti di esprimere il proprio giudizio attraverso un sistema di feedback, migliorando in questo modo il servizio e rendendolo più efficace.
Ancora, per avvicinare i più giovani al Comune, si dovrebbero istituire dei profili sociali: l’amministrazione e il Comune devono esser facilmente raggiungibili da tutti e allo stesso tempo devono loro stessi raggiungere i cittadini. L’avviamento di pagine Facebook, Twitter e l’apertura di un account Skype che va ad aggiungersi al classico centralino telefonico non possono che essere ben visti dalla maggior parte dei cittadini. Chiunque (e i giovani, soprattutto, che vi sono avvezzi) potranno avere notizie in tempo reale circa le iniziative e le proposte offerta alla città da parte del Comune ed interagire con i responsabili di tale attività.
La formazione della persona è particolarmente importante nella fase giovanile della vita; pertanto, nell’ambito della sussidiarietà, si riconoscerà il ruolo di coprotagonista, insieme alla famiglia ed alla scuola, nella formazione dei giovani rivestita da associazioni e gruppi, in particolare, si attribuirà fondamentale importanza alla funzione educativa e sociale svolta nella comunità dagli Oratòri – come precisato dalla legge 1° agosto 2003, n. 206: in particolare, si dovrà dar corso ad una metodica e concordata collaborazione con il sistema degli Oratòri, presenti in tutti i quartieri della città, in ogni campo, incluso quello sportivo e valoriale, con speciale attenzione alle attività estive, a favore delle quali il Comune potrà contribuire con la messa a disposizione di strutture e servizi (piscine, trasporti, materiali, strutture).

Territorio
Il Comune si è dotato del Piano di Governo del Territorio, che contiene spunti interessanti ed anche qualche ombra, cui si dovrà porre rimedio, soprattutto nell’ambito delle regole, rivelatesi complesse e spesso defatiganti e penalizzanti, se non incomplete (manca, ad es., un regolamento per le fasce di rispetto del reticolo idraulico, che dovrà essere redatto necessariamente)
Orbene, il P.G.T., per la nostra particolare posizione di città-cerniera tra quattro Province (Varese, Milano, Como e Monza Brianza), dovrà anzitutto essere confrontato ed integrato in modo comprensoriale, senza tentare di aderire alla città metropolitana di Milano, all’interno della quale Saronno sarebbe come un granello di sabbia su una spiaggia.
Saronno ha i vantaggi – ma anche gli svantaggi – di essere al centro di una tradizionale “macro area” caratterizzate da risorse e problemi comuni che vanno affrontati in sinergia con le realtà che le compongono; con l’intento di avere rapporti di buon vicinato con i Comuni contermini, avrà importanza strategica la collaborazione tra Enti Territoriali e si useranno gli strumenti che l’ordinamento mette a disposizione per collaborare: lettere di intenti, accordi di programma, convenzioni, patti territoriali, sforzi e progetti unitari per raggiungere obiettivi utili al comprensorio e non solo al singolo Comune.
In ogni caso, la programmazione urbanistica di carattere pubblico dovrà essere la linea-guida del governo del territorio, a garanzia della trasparenza e del bilanciamento degli interessi; si dovrà, quindi, promuovere un raccordo operativo con gli operatori privati che – nella condivisione degli indirizzi generali pubblici – collaborino con l’Amministrazione Comunale nella realizzazione di attività e opere di interesse pubblico (programmazione negoziata di carattere esteso), limitando al massimo il consumo di suolo, privilegiando anzitutto la riconversione di aree dismesse, senza andare ad edificare su terreni liberi.
Le aree dismesse, grosso problema e grande risorsa per il futuro, potranno essere determinanti per lo scopo; se è evidente che, dalla loro ristrutturazione, si dovrà anzitutto ricavare nuovo spazio inedificato, per aree verdi e di uso pubblico, anche attrezzato, nella loro riconversione, si dovrà prevedere non la mera edilizia residenziale, ma un mix di funzioni diverse, l’una accanto all’altra, con tutte le opportune cautele per la convivenza e la vivibilità, come industrie di alta tecnologia e non inquinanti, al pari di laboratori artigianali, spazi commerciali di vicinato o al massimo di medie dimensioni (previo studio di marketing e consultazione con i commercianti), terziario e terziario avanzato, strutture ricettive per il turismo congressuale e d’affari, incubatoi per giovani imprese, strutture residenziali con servizi individuali per anziani, strutture per attività culturali, musicali e sportive anche in collaborazione con il privato per la gestione, nuove scuole o distaccamenti di quelle esistenti per la razionalizzazione in ogni quartiere dell’offerta formativa primaria e secondaria sino alle medie inferiori.
Il tutto previo un serio e preciso studio sull’impatto ambientale e demografico derivante da ogni possibile scelta, da affrontare con prudenza, visto il valore fondamentale che il recupero di tali aree ha per l’equilibrio cittadino e per le future generazioni.
Anche la ricollocazione dell’Ospedale in un’area dismessa, come avvenuto a Legnano e a Garbagnate Milanese, potrebbe essere una scelta importante e comprensoriale, con la costruzione di un nuovo ed efficiente nosocomio sostenuta in buona parte con la permuta di aree; un’ipotesi consimile richiede il concerto con la Regione Lombardia, con la quale si potrebbe aprire un tavolo di lavoro per lo studio di una soluzione utile per la salute e la cura dei cittadini e, nel contempo, economicamente fattibile con la riconversione dell’attuale sede ospedaliera cedibile a privati per usi misti e residenziali e la ricucitura di un grosso comparto oggi isolato in piena città.
Bisognerà, quindi, dare – lo si ribadisce – un respiro comprensoriale ad ogni progetto: nel concerto di Comuni, Province, Regione, imprese, sindacati, C.C.I.A.A., associazioni di categoria, associazioni dei consumatori e degli utenti, lo scambio di idee, di informazioni e di esperienze sarà fondamentale per il rilancio dell’economia locale, unitamente alla partecipazione costante ai bandi di finanziamento regionali, statali e dell’Unione Europea, massime per investimenti.
Le ultime aree agricole che fanno da cornice ad un territorio fortemente antropizzato dovranno essere tutelate: in tal senso, preservare dall’edificazione e per sempre il vastissimo polmone verde costituito dall’Agro Saronnese, bell’esempio di pianura lombarda, adatto per natura ad ampio rimboschimento e allo sviluppo di attività agricole di coltivazione ed allevamento; ampliare e valorizzare il Parco del Lura, congiungerlo attraverso i comuni limitrofi al Parco delle Groane; parimenti, si dovrà valorizzare e proteggere il torrente Lura, così da renderlo percorso ameno e pulito.
Si ricupererà il percorso dell’abbandonata sede ferroviaria Saronno-Seregno, per renderla percorso ciclopedonale nel verde dai confini della città sino al centro: ciò comporterà un necessario confronto con Trenord (le Ferrovie Nord Milano), che sono peraltro proprietarie di grandi aree e di cospicue volumetrie; il concerto con questa società a vocazione pubblica sarà opportuno per il superamento della divisione tra le due parti di Saronno separate dalla ferrovia e per il miglioramento e completamento del trasporto ferroviario (una bretella verso Milano in provenienza da Seregno, modalità di uso urbano del treno, noto come tram-treno, parcheggi a servizio delle stazioni ferroviarie, ecc.).
Nell’edificazione, nuova o da recupero, si dovrà incentivare l’edilizia di qualità, sia sotto il profilo architettonico, sia – soprattutto – sotto il profilo dell’ecocompatibilità e a basso consumo energetico (o autosufficienza energetica), con l’impiego dei materiali più idonei, la distinzione delle acque per l’uso potabile da quello per usi igienici, d’irrigazione o di produzione, l’adozione del c.d. verde verticale.
L’attenzione all’architettura di qualità potrà essere incentivata da un sistema premiante, che conceda modesti incrementi volumetrici a chi edifichi con severi parametri qualitativi e/o con diretti vantaggi a beneficio collettivo dell’interesse pubblico.

Opere pubbliche ed esigenze da programmare
Parlare di opere pubbliche in un momento di grave carenza di risorse, è azzardato. Tuttavia, senza voler fare un elenco di sogni, è bene adottare un serio metodo di programmazione, pluriennale, accompagnato da una rigorosa individuazione dei finanziamenti, per evitare un’inammissibile paralisi dell’intervento pubblico.
I progetti di cui si sente l’esigenza non sono pochi e tutti di notevole utilità: la realizzazione di un distaccamento della Scuola Media “Leonardo da Vinci” a servizio del quartiere Cassina Ferrara; la realizzazione di una nuova scuola dell’infanzia al quartiere Matteotti; la realizzazione di un canile e gattile comunale; l’ampliamento del cimitero di Cassina Ferrara; la creazione di una decorosa casa del commiato al Cimitero Maggiore per le onoranze funebri civili o di credenze religiose o filosofiche diverse da quella maggioritaria; una nuova Caserma della Guardia di Finanza; la diffusione del teleriscaldamento negli edifici pubblici con possibilità di allacciamento per edifici privati; la destinazione di edifici pubblici dismessi (Tribunale); l’ampliamento del patrimonio comunale di alloggi; l’ampliamento del cimitero della Cassina Ferrara; la ristrutturazione di buona parte del Cimitero Maggiore; la realizzazione di insediamenti abitativi social housing dotati di servizi collettivi.
Le risorse, oltre che dal ricorso al credito tramite mutui della Cassa Depositi e Prestiti, potranno derivare dai proventi dell’alienazione di beni comunali non strategici, dai proventi del di riscatto del diritto di superficie di case in 167, da oneri aggiuntivi per P.I.I., da finanziamenti concessi da Stato e Regione in base a bandi, da contributi di enti privati territoriali (come la Fondazione Cariplo), da finanziamenti europei; da sponsor privati e pubblici.
Ogni progetto dovrà essere preventivamente studiato dagli Uffici Comunali con una chiara e certa possibilità di finanziamento.
Tra le opere pubbliche più sentite, c’è sicuramente il recupero di Palazzo Visconti, il più nobile edificio civile di Saronno, da anni al centro del dibattito politico, stante il suo valore simbolico e l’importanza strategica della sua collocazione al centro della città. L’Amministrazione uscente ha costituito una Commissione, che ha concluso i lavori con proposte di difficile attuabilità, cui comunque la Giunta non ha dato alcun seguito; è stata solo abbattuta la pericolante vecchia caserma dei VIgili del Fuoco.
Le ricette proposte finora per il suo recupero e per la sua destinazione sono varie: spazi espositivi, museali, laboratori artistici, locali di intrattenimento; contenitore di attività leggere, delle relazioni tra le persone, non solo biblioteca tradizionale, ma un punto incontro, lettura, informazione, ritrovo; significativo punto di aggregazione che possa mantenere una vitalità di presenze e di attenzione lungo l’intero arco della giornata; tempio della cultura; nuova Biblioteca Civica.
Si è dunque nel più completo impasse, mentre lo storico, nobile edificio versa in condizioni sempre più precarie ed indecorose.
Riteniamo, per contro, che si possa utilmente recuperare il presentato in Consiglio Comunale nel 2008 dalla mia seconda Amministrazione, redatto secondo le linee direttive impartite dalla Soprintendenza ai Beni Culturali che, in considerazione della configurazione dell’edificio, ha posto limiti rigidissimi, concretatisi poi nel progetto eseguito dall’Ufficio Stabili del Comune, giudicato l’unico attuabile dalla Soprintendenza, che lo ha approvato.
Si proponeva, come si ricorderà, di riportare a Palazzo Visconti il Municipio, che vi ebbe sede fino al 1927, con la realizzazione di un altro edificio collegato, abbattuta la fatiscente già caserma dei VV.FF., per unire in un unico complesso monumentale Palazzo Visconti a Villa Gianetti in un’amplissima area verde, dotata di parcheggio sotterraneo; anche tale progetto integrativo è stato approvato dalla Sovrintendenza.
Anche la Casa del Fascio (già Biblioteca Civica), di interessante architettura razionale, potrebbe essere recuperata e restituita a funzioni pubbliche.
In tal modo, il nuovo complesso, che rimarrebbe di proprietà comunale, potrebbe ospitare gli Uffici del Comune ed anche spazi per attività culturali nei locali più importanti, ricoperti di affreschi; si sarebbe trattato di un uso promiscuo continuo, vivo durante tutto il giorno, sempre di carattere pubblico, a disposizione dei cittadini.
Anche i costi di gestione sarebbero sopportabili: più o meno quelli dell’attuale Municipio (spesa ovvia e necessaria); in più, dando in locazione, anche frazionata, l’attuale Municipio, si sarebbe avuta un’entrata costante con cui mantenere Palazzo Visconti, senza più spendere un quattrino per piazza Repubblica.
Per l’investimento (i restauri e la nuova edificazione), si potrebbe, in alternativa, vendere l’attuale Municipio – appetibile in quanto già grande magazzino, in pieno centro e dotato di ampi parcheggi – ed usare il ricavato per i lavori; oppure accendere, almeno in parte, un mutuo, da rimborsare con i proventi dei canoni di locazione dell’attuale Municipio, locabile a terzi.
Altre possibili destinazioni si scontrano con la realtà economico-finanziaria del Comune: non è noto, infatti, con quali fondi di spesa corrente usi alternativi sarebbero mantenuti (costi peraltro molto elevati); parimenti, non è noto come si reperirebbero le risorse da impiegare per i restauri (molti milioni di euro).

Il verde, l’acqua, l’ambiente
Le aree verdi ricavabili generosamente dalle aree dismesse (anche tramite il trasferimento di volumetrie, così da ricavare spazi di buone dimensioni) dovranno essere strutturati all’inglese, cioè restituiti alla natura, con ampie distese a prato (campagna) e piantumazioni autoctone (il bosco urbano), in cui potranno trovare collocazione la fauna e servizi non invasivi (giochi, caffè, attività sportive, laboratori a cielo aperto); si dovrà evitare la creazione di improbabili parchi a tema o luna park, che snaturerebbero le aree verdi e sarebbero attrattive di traffico e di veicoli.
Le aree verdi già esistenti, anche se non ancora attrezzate, dovranno essere rigorosamente confermate e, possibilmente, ampliate; in particolare, a tale funzione dovrà essere vincolato l’Agro Saronnese, per preservarlo severamente da ogni tentativo di manomissione, anche se giustificato da furbesche previsioni di devastanti “tangenziali nord”, del tutto inutili di fronte alla rivoluzione viabilistica della Pedemontana e delle strade ad essa connesse.
L’Agro Saronnese dovrà essere congiunto definitivamente al Parco del Lura e, in prospettiva, al Parco delle Groane, per dar vita ad un vastissimo polmone verde comprensoriale naturalistico, con gli opportuni rimboschimenti.
Si dovrà anche favorire l’ampliamento del verde privato, mediante la cessione onerosa di piccoli reliquati di terreno di proprietà comunale, oggi di difficile gestione o inutilizzati. Si riprenderà l’esperienza, di grande successo, degli orti amici.
Si collaborerà con il Genio Civile per il ricupero dell’alveo del torrente Lura e per il monitoraggio delle acque e degli scarichi.
Si cureranno la posa di sufficienti contenitori per i piccoli rifiuti (cestini) e l’arredo urbano (vasi, fioriere, panchine, sedute) in tutta la città e la posa di elementi strutturali per il gioco e per il riposo (attrezzature per i bambini, panchine, fontane, percorsi mirati, piste calcestri, ecc.).
Quanto all’acqua, ribadiamo che la competenza pubblica è essenziale e lamentiamo la situazione di deprecabile stallo in cui se ne trova la gestione, a causa della mancanza di una normativa chiara e razionale.
Consideriamo tuttora che sia fortemente auspicabile che Saronno, insieme ai Comuni dello stesso bacino imbrifero (che non rispetta i confini politici delle Province), tramite società totalmente pubbliche, possa ritornare ad avere la gestione autonoma del servizio idrico integrato, con il riconoscimento della sussistenza di una situazione eccezionale determinata in modo evidente dalla posizione idrotopografica della città e del suo circondario, suddiviso in ben quattro Province (quindi… quattro ATO!), ma unico ed indivisibile per la natura.
Unico modo coerente per la tutela di un diritto nativo di ogni cittadino ad avere l’acqua, in quantità e di ottima qualità.
Nella gestione della raccolta dei rifiuti, si proseguirà con convinzione sulla strada della diversificazione sempre più spinta, che i Saronnesi praticano con dedizione da oltre un decennio; maggiore cura dovrà essere prestata allo spazzamento ed a pulizia di strade e spazi pubblici ed al loro lavaggio notturno; si verificherà la possibilità di un più congruo e coerente sistema di pagamento della tassa, con il ricorso a nuove modalità, quali i sacchi prepagati.
Nel continuo confronto con l’appaltatrice, si estenderà il servizio anche alla raccolta domiciliare di oli combusti e di altri rifiuti particolari (come pile elettriche e medicinali), con l’opportuna frequenza.

Organizzazione, risorse umane, trasparenza
Per concretare l’esigenza di semplificazione, efficacia ed efficienza della macchina comunale e in applicazione della riforma organizzativa vigente, l’organizzazione interna dell’Amministrazione dovrà:
 avere una Giunta Municipale composta da sei Assessori, oltre al Sindaco che la presiede;
 ad ogni Assessore dovrà corrispondere un settore (assessorato) con competenze omogenee e coerenti;
 ogni settore potrà essere suddiviso in servizi autonomi, per la trattazione di materie specifiche;
 al Sindaco saranno riservate competenze dirette per servizi di carattere generale, come l’Avvocatura Comunale (che fornirà assistenza legale a tutta l’Amministrazione), l’innovazione informatica (per un piano generale esteso a tutti gli àmbiti), la comunicazione e le attività pubbliche istituzionali, i rapporti di carattere comprensoriale con i Comuni del circondario, il progetto interdisciplinare Tempi della Città.
Alcuni obiettivi da raggiungere: la revisione di tutti i regolamenti comunali vigenti (inclusi tutti quelli recentemente approvati, ancora farraginosi ed imprecisi) da raccogliere in un testo unico il più semplificato possibile e redatto in linguaggio chiaro e comprensibile, mediante l’istituzione di un incaricato delle fonti normative comunali, funzionario comunale esperto di materie giuridico-amministrative; l’impegno alla revisione costante dei regolamenti e delle procedure ogni cinque anni; l’utilizzo metodico delle conferenze di servizi, interni ed esterni, per la semplificazione ed il contenimento dei tempi delle procedure più complesse e plurilaterali, in particolare in materia di attività produttive; l’istituzione di una conferenza bisettimanale dei Dirigenti comunali, con la presenza del Sindaco, per il coordinamento costante dell’attività amministrativa e l’esame congiunto delle problematiche, come strumento di raccordo tra l’Amministrazione politica e quella professionale; la formazione di un funzionario dell’URP con la specializzazione di mediatore dei reclami dei cittadini che lamentino disservizi, per la pronta attivazione dei rimedi e dell’autotutela dell’Amministrazione, in sostituzione della figura del difensore civico abolita dalla legge.
Quanto al personale, se ne dovrà promuovere la valorizzazione delle competenze dei dipendenti comunali, con il còmpito dei Dirigenti di riorganizzare le attività dei loro uffici in funzione delle attitudini dei singoli collaboratori e delle loro aspirazioni, manifestate anche tramite le rappresentanze sindacali; si perseguirà l’aggiornamento continuativo dei dipendenti comunali, mediante la formazione permanente.
La valutazione dovrà avvenire con franchezza e condivisione mediante sistemi di controllo delle performance e dei risultati dell’attività amministrativa previsti dalle leggi e la pubblicazione dei risultati sul sito ufficiale del Comune.
Le relazioni sindacali dovranno puntare al recupero di un clima di fiducia e di motivazione, in un rapporto aziendale, ma soprattutto umano ed interpersonale tra gli organi elettivi (istituzionalmente datori di lavoro) ed i dipendenti.
La pendenza di ricorsi al Giudice del Lavoro da parte di alcuni funzionari dimostra che tali rapporti si sono progressivamente deteriorati, al punto di avere uno sbocco giudiziario; al di là dell’esito di tali giudizi (i cui riflessi economici, in caso di soccombenza del Comune, potrebbero essere molto ingenti e condurre all’intervento della Corte dei Conti), è interesse di tutta la città avere un corpo amministrativo determinato a collaborare lealmente con gli organi elettivi che, da parte loro, non possono imporre d’autorità opinioni politiche, da cui si ingenerano inutili comprensioni e tensioni.
Infine, si dovrà dare la massima attuazione al principio della trasparenza e dell’accessibilità ai dati amministrativi, non solo perché imposto dalla legge (d.l. 33/2013), ma per convinzione che le segrete stanze non debbano più esistere; a tal fine, si potrà ampliare la sfera di applicazione della norma, per consentire ai cittadini di avere accesso anche ai documenti interni dell’amministrazione, onde capire il processo decisionale dell’Ente; una modifica/integrazione dell’apposito regolamento comunale sarà indispensabile in tal senso.

Bilancio, partecipate
Può apparire paradossale, ma la materia in cui dovrebbe esistere la più grande certezza, quella delle risorse economico-finanziarie, è invece, attualmente, dominata dall’incertezza.
Negli ultimi tre anni, l’imposizione tributaria a livello locale ha subito rapidi, convulsi e complessi cambiamenti, che hanno mutato non solo la denominazione dei tributi stessi (il che potrebbe anche essere ininfluente), ma la loro composizione, entità e platea dei soggetti.
Al momento, sembra che il Governo stia per introdurre un’imposta unica locale, che raggruppi le principali imposte e tasse esistenti, le cui modalità non sono ancora note, il che impedisce una seria programmazione.
In tutto questo invero indecoroso balletto “fiscale”, l’unico dato sicuro è che il Governo centrale, ormai da fin troppi anni, ha in grossa parte scaricato sui Comuni l’onere di risanare il bilancio dello Stato, con la conseguenza che, al di là dei tributi locali propri, gli Enti Locali si sono visti tagliare impietosamente e drasticamente i trasferimenti dallo Stato.
Per il nostro Comune, ciò significa il venir meno di una consistentissima parte delle entrate, come dimostra già il piano triennale allegato al bilancio preventivo 2015 di Saronno, in cui si prevedono ulteriori tagli per i prossimi anni già in base alla legislazione vigente ed in via di cambiamento.
Ne risulta, purtroppo, che le risorse saranno ulteriormente minori e, soprattutto, che dovranno derivare per lo più da contributi locali; in altre parole, dovremo imparare a contare sempre di più soltanto sulle nostre forze.
Poiché di tagli ne sono stati fatti a iosa e le aliquote fiscali locali sono già al livello massimo, per scelta operata dall’Amministrazione uscente, l’approccio al bilancio dovrà essere rigoroso, ma non dovrà però puntare esclusivamente a reperire entrate (nuove o con maggiorazioni di aliquote di imposte e tariffe già esistenti), bensì creare anche sviluppo ed investimenti; l’eccesso di rigore, infatti, si trasforma in rigor mortis. In questo senso, non imputare a spesa corrente le entrate derivanti dall’edilizia, come avvenuto negli ultimi anni, non è operazione virtuosa di cui menar vanto, allorquando i proventi dall’edilizia sono al minimo già di per sé, a causa della profonda crisi di questo settore.
Bisogna, dunque, rimboccarsi le maniche ed essere realisti e tenere conto di due elementi di criticità: 1) la progressiva diminuzione delle entrate derivanti dall’edilizia, poiché il territorio è già saturo e non è possibile pensare ad altri, importanti insediamenti immobiliari; 2) la necessità di tendere al pareggio costi/tariffe dei servizi sinora erogati sottocosto.
Ci si propone, quindi, di adottare alcune misure che dovrebbero aiutare, almeno parzialmente, a non chiedere ulteriori sacrifici ai cittadini: confermare e rendere rigoroso il controllo di gestione; accelerare ed approfondire le verifiche fiscali, per combattere l’evasione e l’elusione dei tributi comunali; gestire più servizi in collaborazione con altri Comuni, per godere dei minori costi e delle economie di scala; dismettere i beni comunali non strategici, a partire dai piccoli reliquati di terreni, ingovernabili ed improduttivi; favorire la trasformazione onerosa in proprietà dei diritti di superficie nelle abitazioni in 167 e dei diritti di sottosuolo delle autorimesse; ricorrere – se economicamente vantaggioso – alla esternalizzazione di servizi non di rilevanza pubblica (come, ad es., la gestione delle paghe e contributi dei dipendenti, così da ricuperare personale per altri servizi); velocizzare la spesa per evitare residui ed inutili accantonamenti infruttiferi; controllare i consumi ed investire in mezzi, impianti, materiali, procedimenti utili per il risparmio energetico o per la produzione di energia in tutti gli edifici comunali; ricercare forme di finanziamento continuità e stabilità le informazioni su bandi ed offerte di finanziamento, così da parteciparvi concretamente, senza perdere occasioni; alienare, anche parzialmente, il patrimonio residenziale comunale agli inquilini residenti, per favorire la formazione della piccola proprietà abitativa e per destinarne i ricavi alla riqualificazione ed alla realizzazione di nuovi alloggi; ridurre al minimo di legge i componenti remunerati degli organi istituzionali di ogni livello; attuare il piano regolatore degli impianti pubblicitari, per regolarne la localizzazione e il numero e per riscuotere con certezza i proventi; riorganizzare gli Uffici per la valorizzazione e la specializzazione dei dipendenti; utilizzare al massimo le risorse interne per la progettazione tecnica, le manutenzioni e l’amministrazione del patrimonio, così da ricorrere a professionalità esterne ed a consulenze solo in casi di effettiva e comprovata necessità.
Nel rispetto del patto di stabilità, si dovrà però aver il coraggio di ricorrere ai mutui, che l’attuale bilancio permetterebbe con una certa larghezza, tenuto anche conto dei bassissimi tassi di interesse vigenti. L’obiettivo da raggiungere – con la speranza di poterlo fare, se non impediti da limitazioni di più alto livello politico – è di ridurre progressivamente, a piccoli passi, la pressione fiscale comunale; spesso, anche piccoli segnali sono di per sé sufficienti a stimolare la fiducia nei cittadini, che vedono riconosciuti gli sforzi elevati sinora loro addossati.
Non è una promessa, che sarebbe solo demagogica; è una linea di tendenza, per la quale la prossima Amministrazione dovrà lavorare con tutto il suo impegno, al di là di roboanti annunci elettorali, la cui insostenibilità è di una chiarezza assoluta.
La medesima incertezza, infine, pervade le società municipalizzate, rispetto alle quali si attende un nuovo ordinamento legislativo nazionale, finalizzato alla riduzione sensibile delle società medesime. Saronno Servizi s.p.a. è fortemente indiziata di essere sottoposta a liquidazione obbligatoria, per le dimensioni circoscritte che ha.
Ogni decisione sulla sorte della nostra società, quindi, dipende dall’evoluzione della legislazione; l’incertezza determina l’impossibilità di intervenire oggi in carenza di informazioni determinati. Lo stesso dicasi per le altre società e consorzi di cui Saronno detiene partecipazioni.
Si deve attendere e, al momento opportuno, assumere le dovute decisioni con il Consiglio Comunale, anche per scegliere come ed a chi affidare i servizi che Saronno Servizi eroga attualmente.
Conclusioni
Intendo ringraziare le formazioni politiche di cui ho l’onore di avere il sostegno [Forza Italia, Unione Italiana, Popolari per Saronno (U.D.C., N.C.D., Popolari per l’Italia), Pensionati] ed i cittadini e le associazioni per i consigli ed i suggerimenti mi hanno finora fatto pervenire, spesso in estemporanei colloqui durante le manifestazioni pubbliche per la raccolta delle firme dei sottoscrittori delle liste.
Il presente programma, comunque, è aperto e suscettibile di integrazioni nelle fasi della sua attuazione, a seconda delle contingenze che si dovessero presentare.
Sui binari del buon senso e della moderazione, che ho scelto di percorrere insieme a ci mi sostiene, invitiamo i Saronnesi a darmi, a darci il loro consenso ad un piano di governo cittadino sostenibile, pratico ed utile, che sottoponiamo al loro giudizio, nella serenità di aver elaborato idee e finalità con l’esclusiva ambizione di metterci a servizio della nostra comunità, senza l’illusione di promesse strumentali.
Da parte mia, da parte nostra, l’impegno a continuare nell’ascolto, nel confronto e, soprattutto, nella realizzazione per riaccendere Saronno, offrendo l’esperienza e le competenze che abbiamo acquisito e che vogliamo trasmettere.
Saronno, 30 aprile 2015.
Pierluigi Gilli

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