Malpensa, bomba d’aria o cartone animato?

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BOMBA D’ARIA O CARTONE ANIMATO ALLA MALPENSA ??

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Una “BOMBA D’ACQUA” ti riempie la bocca quando lo dici, non è come dire un bel temporale primaverile con lampi,  tuoni, vento  e  pioggia a catinelle. Non è la stessa cosa, anche perché non si riversa più in su paese normale, su edifici costruiti con buon senso e mestiere : adesso cade su ecomostri costruiti con superficialità ,  con grandi competenze teoriche, ma senza mestiere.

 

A Malpensa durante un temporale primaverile  alla porta 6 degli arrivi è crollata una parte di controsoffitto e si sono verificati alcuni allagamenti,  l’area passeggeri, ristrutturata di recente,  si è allagata ed anche le piste si sono allagate ed i voli sono stati sospesi

 

Ma allora che cosa hanno ristrutturato, chi ha ristrutturato cosa, ma che cosa diavolo siamo permettendo che accada ??

 

Tra il 6 e 7 maggio va a fuoco il Terminal 3 dell’aeroporto di Fiumicino perché degli inservienti della ditta che aveva in appalto la gestione e la manutenzione degli impianti di condizionamento e di riscaldamento dell’aeroporto tentano di risolvere il problema di un quadro elettrico che si surriscalda attivando un climatizzatore portatile per raffreddare la stanza.

 

Ma in quale film siamo finiti, dove è Charlie Chaplin , abbiamo affidato la gestione dei nostri aeroporti a Walt Disney ? Ditemi che adesso compaiono i titoli di coda, si accendono le luci e usciamo in strada incontro ad un paese civile e sensato.

 

Ma non è un film è la nostra realtà quotidiana , è il mondo che in questo ultimo quarto di secolo abbiamo incoscientemente lasciato in mano ad arrivisti impreparati  e superficiali. Abbiamo fatto finta di non vedere e di non sentire , abbiamo lasciato fare . L’improvvisazione e la superficialità con cui vengono gestiti gli aeroporti è sintomatica della situazione generale del paese e noi tutti abbiamo la responsabilità collettivo di averlo permesso, anzi di non averlo impedito.

 

Se arriviamo a definire bomba un temporale per giustificare la nostra inefficienza e la nostra mancanza di mestiere nel fare, se arriviamo a permettere che il sottobosco del malaffare politico divori le nostre eccellenze, se oramai giustifichiamo tutto e tutti perché la colpa è sempre di qualcun altro o di eventi eccezionali, se viviamo un’epoca in cui le dimissioni non sono la normale conseguenza di un fallimento, ma un evento impensabile, allora forse è arrivato il momento di avere un rigurgito di dignità e di buon senso cercando di riprendere il possesso del nostro futuro.

Fabrizio Sbardella

Responsabile Varese

Italia Unica

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