Irresponsabili, Ceccoli parla di p.zza Repubblica a Varese

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IRRESPONSABILI?

Piazza Repubblica – Ultimo atto… forse!

 

Quando si valutano investimenti, bisogna essere estremamente rigorosi, immaginare tutti gli scenari possibili e avere disponibili simulazioni sui costi/benefici. Specialmente se si opera INDEBITANDOSI, come avviene alle nostre latitudini.  Nel caso di Piazza Repubblica mancano molti elementi di valutazione. Si conosce cosa si vorrebbe fare, chi si assume il debito (20 milioni la Regione, 3,5 il Comune, 1 la Provincia) e il valore dei capitali privati da chiamare a raccolta (7,1 milioni), ma non sono stati pubblicati dati sul ritorno dell’investimento a copertura del debito contratto. Non ci sono neanche valutazioni sui costi di manutenzione e di gestione dei nuovi immobili e redditualità degli spazi liberati. Sarà un altro spreco?

Maroni nel suo show Varesino ha inneggiato all’efficiente modello Lombardo: “Costi previsti, tempi previsti, e coinvolgimento del territorio”. Peccato che abbia tralasciato di ricordare all’uditorio le inadempienze e gli scandali che hanno funestato la nostra ricca Regione: (Sanità, Trenord, Finlombarda, Consiglio regionale, EXPO, ecc., ecc.).

Il progetto di Piazza Repubblica dovrebbe, oltre ad avere un respiro di alto profilo, che solo un urbanista riconosciuto in campo internazionale potrebbe dare, essere generatore di benefici economici e qualitativi per la comunità. Non dovrebbe soggiacere ai pruriti di qualche politucolo malato di protagonismo o convinto che il suo vissuto sia il mondo e rappresenti l’interesse dei cittadini. In un’epoca dove la digitalizzazione equivarrà a sviluppo e ricchezza, pensare d’investire nel costruire una nuova biblioteca è un assurdo concettuale. Realizzare una sala convegni perché più bella, spostare l’Asl o altri uffici pubblici, costruire un mega teatro, eccetera, prelevando soldi a prestito è uno spreco di risorse che non ci possiamo permettere. La Regione Lombardia nel 2015 s’indebiterà ulteriormente per altri 2,5 MILIARDI: (Mutui trentennali a carico dei nostri figli in buona parte senza che portino uno straccio di beneficio tangibile). Nell’epoca dei nanotubi, del grafene, delle biotecnologie, della meccatronica, delle Smart city ci sarebbe tanto da fare, ma finché non ci libereremo di una classe dirigente mediocre, Varese sarà condannata a essere la città dei furbett

 

 

 

Alessandro Ceccoli

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