Paura per Lampedusa, poesia della scrittrice Antonella Modaffari

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Paura per Lampedusa
Impressioni

Ora che le acque del tuo
mare sono piene di morte,
dove galleggiano, fiori
neri come l’ebano.

Piango con te, isola
d’amore, piango i tuoi
figli, che nel tuo mare
vengono a morire.

Perla sabbiosa, che
racchiudi un pianto
universale, che il tuo
suolo beve da anni
confondendolo con l’onda.

Ora, il tuo cielo non è più
sereno, su di esso, vagano
nuvole gravide di tempesta.

Le anime che sulla tua
riva giacciono, non sono
colpevoli, non erano nati
per divenire schiavi.

Ora, vagano come dannati
che sfuggono l’inferno,
trascinando nei tuoi anfratti
i carnefici, che al mare li
han venduti.

Eppure, dolce isola,
ancora, in te, scorrono
fiumi d’amore e di
speranza ed ho paura
che tu, non avrai
mai pace…
——

«Sono passati alcuni anni, dalla pubblicazione di questa poesia, ma su quell’isola bellissima, nulla è cambiato, Gli emigranti continuano a morire per mano di quegli assassini che li hanno messi su quelle carrette, convincendoli che dall’altra parte del mare esiste un paradiso dove ogni cosa è a portata di mano. I poveracci sono stati imbrogliati da scafisti maledetti e da chi sulla loro morte specula e guadagna. Spero che ogni paese civile d’Europa e no, possa trovare una soluzione a questi drammi umani, e il mio suggerimento che anche se non vale nulla mi permetto di dare è, che non devono partire. Chi ha veramente bisogno di fuggire dai drammi della guerra e per questioni religiose, deve poterlo fare facendo richiesta nelle loro coste, dove potranno essere organizzati centri di raccolta umanitarie e di valutazione.»
Inserita il 21/04/2015

Antonella Modaffari Bartoli

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