Napoli avvocati in fila in Tribunale

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La vicenda del Tribunale di Milano, con sparatoria e morti, porta strascichi in tutta Italia.

E’ evidente che non sarà più come prima.

La sicurezza prima di tutto, si dice ma poi vedremo come va a finire.

Giovedì la sparatoria a Milano, sabato un cronista è entrato e uscito senza controlli per ben quattro volte a Napoli, per cui lunedì onde evitare ulteriori polemiche si sono decisi a fare i controlli provocando proteste per le lunghissime attese.

L’Italia è fatta così, da un estremo all’altro. Tutti devono passare sotto l’archetto ( metal detector), peccato che non tutti sanno  e dovrebbero saperlo che le armi non sono più solo metalliche.  Sarebbe opportuno dotarsi di “body scanner” anche se pure questi hanno qualche problemino, come riportato su un sito di tecnologia, http://www.tomshw.it/news/ecco-come-fregare-i-body-scanner-degli-aeroporti-38645.

La questione sicurezza è complessa e non la si può relegare e delegare tanto facilmente a chiunque, magari con aste al ribasso, oppure con personale poco costoso.

«Per altri servizi come porti, aeroporti e missioni anti-pirateria», aggiunge la numero due di Assiv (ASS.I.V., Associazione Italiana Vigilanza e Servizi Fiduciari) «ci sono protocolli internazionali e norme specifiche di ingaggio che dettano procedure e tipologia di formazione che devono avere i contractor in servizio. Nei luoghi ‘domestici’ come i tribunali invece il livello di sicurezza viene deciso di volta in volta da chi appalta». E conclude: «In sostanza, il servizio viene deciso dal cliente».

Possibile che il Tribunale sia meno a rischio di un aeroporto? La politica intervenga al più presto, ne va della sicurezza dei magistrati, avvocati e personale dei tribunali. E’ dovuto rispetto e tutela per chi deve garantire l’osservanza delle leggi e la sua applicazione.

Giuseppe Criseo

www.varesepress.info

 

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